Colonne sonore

Tante persone affermano che c’è una colonna sonora per ogni momento della vita…
Per me non è esattamente così, nel senso che io, solitamente, non vado dietro alla musica, non mi attira particolarmente e, a differenza, di molta gente, non saprei neanche dire qual è la canzone della mia storia d’amore…
Però, una cosa è certa, credo proprio che la mia colonna sonora di quest’estate sia la canzone “Come un pittore” dei Modà, nella versione italo spagnola…
Sì, perchè mi fa pensare al fatto che quest’estate sia stata occupata, in gran parte dal TFA, dai pensieri su di esso, dal fatto che mi son dovuta rituffare nei libri di spagnolo, nella geografia, nella storia, nella cultura, nella letteratura, tutta scritta in lingua e più leggo e più ascolto questa lingua più la amo…
Vi lascio con il video di questa canzone e vi auguro buon proseguimento di vacanze, se ancora siete in ferie, o buon inizio se avete ripreso o state per farlo…

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Stefano Arata, un Grande Uomo

Oggi voglio parlarvi di un grande uomo, di un grande professore, di cui, ahimè, in Italia si è persa traccia…
In una calda e noiosa giornata di fine agosto mi sono dedicata a curiosare un po’ in internet e mi è venuta la felice idea di inserire nel motore di ricerca il nome di un professore universitario brillante, gentile, un po’ timido, disponibile ed estremamente simpatico e gioviale che mi è rimasto sempre nel cuore, sebbene io abbia avuto la fortuna di seguire con lui solo la prima annualità di Letteratura Spagnola e di fare con lui il relativo esame, poi, purtroppo, più nulla, visto che il 20 luglio del 2001, mentre era in vacanza, è stato stroncato da un infarto a soli 42 anni.
Non sono riuscita a trovare molto in internet, se non una minuscola foto, che lo ritrae in tutta la sua disarmante semplicità
 ed un articolo di El País che riporto qui integralmente:

Stefano Arata, hispanista italiano
di José Manuel Pedrosa, Universidad de Alcalá 24 Jul 2001

En las aguas del Mediterráneo que unen a sus queridas Italia y España, perdió la vida el pasado viernes 20 de julio el gran hispanista italiano Stefano Arata, catedrático de la Universidad de La Sapienza, en Roma. El profesor Arata sufrió un infarto mientras se bañaba en el mar.
Nacido en Sicilia en 1959, aunque con vínculos muy estrechos desde su infancia con España (donde recibió buena parte de su educación), Stefano Arata desarrolló lo mejor de su carrera profesional en la Universidad de La Sapienza (Roma), donde era catedrático, aunque también enseñó en las universidades de Toulouse y del País Vasco, y tuvo estrechos vínculos con otras de Italia, España, Gran Bretaña o Brasil.
Considerado como uno de los grandes especialistas y editores del teatro del Siglo de Oro español (especialmente de Lope de Vega y Cervantes), Stefano Arata es autor de ediciones de referencia de Las mocedades del Cid de Guillén de Castro (editorial Crítica) o de El acero de Madridde Lope de Vega (editorial Castalia), entre muchas otras obras y artículos. Pero, además, su inmensa curiosidad intelectual le llevó a interesarse por muchos otros autores y tradiciones literarias, desde Luis Cernuda hasta la literatura brasileña.
Extraordinario profesor y gran maestro, dirigía o se hallaba implicado en multitud de trabajos de investigación que quedan ahora huérfanos del mejor mentor que podían tener.
Su muerte, en plena juventud física y madurez intelectual, priva al hispanismo internacional de una de sus figuras más importantes y prometedoras, y a todos los que nos beneficiamos de su amistad, de su generosidad, de su bondad, de sus consejos y de su ayuda, de un amigo inolvidable e irreemplazable.
El profesor Arata gustaba de recordar una vieja y conmovedora cita: ‘Al proclamar en público el vínculo privado, el poeta reconoce en la muerte del amigo el misterio de la indisolubilidad que une a los hombres que han pasado por este mundo y se han conocido en él’.”

Confesso che il fatto di non aver trovato neppure un accenno sui giornali italiani di allora, mi ha messo un’immensa tristezza…
Comunque, ora vi dico come vorrei ricordarlo io, il professore Arata…
Voglio ricordarlo con il suo zainetto grigio che poggiava sulla cattedra appena arrivava e che indossava, mettendo entrambe le bretelle quando andava via. Voglio ricordarlo nella sua immensa cultura e nell’ancor più grande umiltà. Voglio ricordarlo nei pomeriggi piovosi d’inverno, nell’aula I, con il microfono messo vicino vicino alla bocca e, mentre passeggiava avanti e indietro, ci sussurrava dentro: “Grazie, ragazzi, di esser venuti nonostante la pioggia!”. Voglio ricordarlo, mentre, leggendo dei brani de La Celestina di Rojas, impersonava diversi personaggi, adeguando la voce, a seconda se si trattava di un personaggio maschile o femminile…
Voglio ricordarlo all’esame, quando avendo risposto ad una sua domanda con una frase che lui aveva detto a lezione, mi disse: “Questa cosa dove l’hai trovata?” ed io: “Negli appunti che ho preso a lezione!” e lui, sorridendomi amabilmente, come solo lui sapeva fare: “Ah, mi sembrava strano che l’avessi trovata in un libro, perché questa cosa è una mia teoria!” e, ad esame finito, lui estremamente contento, mi disse: “Io ti do 30!!! Mi dai un documento?” e, scrivendo il verbale, si rese conto che il mio nome si scriveva con il –th finale (Uno dei pochi che ci aveva fatto caso!!!!), me ne chiese il motivo ed io diedi sempre la solita spiegazione e, cioè, che mio padre lo aveva voluto così e che mi creava un sacco di problemi, perché nonostante dessi sempre la carta d’identità, tutti lo riportavano solo con l’-h finale… Lui, sorridendo, mi consegnò il verbalino e mi disse: “Bene, Deborath (pronunciando volutamente anche la –t), allora ci rivediamo il prossimo anno!!!”.
Quell’incontro, ahimè, non c’è mai più stato e quando ho saputo della sua morte, sono rimasta di ghiaccio, però, il suo ricordo mi accompagna sempre, così come il suo sorriso e così come le sue ultime parole…
Ci saremmo dovuti rivedere, così non è stato l’anno successivo, ma io sono certa che ci rincontreremo, mio caro prof, e sono sicura che il Suo sorriso sia rimasto immutato nel tempo, così come il Suo buon cuore.

Già…

“Le disse che l’amore muore per strangolamento, ogni volta che Io soffoca Noi.
Le disse che l’amore muore di stenti, ogni volta che Io dirotta tutto il nutrimento su di sé e si dimentica di Noi.
Le disse che l’amore muore di noia, ogni volta che Io si concentra solo sulle emozioni e non coltiva progetti per Noi.
(…)
L’amore umano, aggiunse, non è la semplice somma di due Io. È una creatura autonoma, il cui nome è Noi. Se la coppia costruisce progetti, non conoscerà le rughe del tempo perché il maschio e la femmina non saranno più due, ma una cosa unica. (…) L’amore dura finché si continua a sognare insieme.  Anche in modo diverso, ma comune.

M. Gramellini, L’ultima riga della favole

Profumo d’Italia

TFA = Truffa Finemente Architettata!!!!
E già, questa sì che è davvero una truffa bella e buona!!!!
Io ho fatto il test di preselezione a Pescara: 207 partecipanti, 35 posti, 30 coloro che avevamo superato il test…
Sì, avete capito bene, ho detto: “AVEVAMO”!!!!!!!
Perché ieri sera ho, amaramente, scoperto che, dopo la pubblicazione ufficiale delle graduatorie all’università, con tanto di nomi e cognomi, con tanto di punteggio relativo e via dicendo, il Ministero ha deciso di fare una seconda correzione (badate bene, fatte con il lettore ottico, sia la prima che la seconda) e di dare buone e valide per tutti ben 18 domande su 60!!!!!! Il 30% del test, praticamente, REGALATO!!!!!!!
Questo cosa significa?????
Che sono stati generosamente donati a tutti ben 9 punti!!!!!
Cos’altro significa???????
Che io quelle domande le avevo fatte tutte giuste, tranne 3, quindi è stato dato 1 punto e mezzo in più anche a me!!!!
Ohhhhhhh!!!!! Ma grazie!!!!!!! Ma che meraviglia!!!!!!!! Che infinita generosità!!!!!!
Cos’altro significa?????
Che gente che alla prima correzione aveva preso il punteggio di 12, ora si ritrova ad aver superato il test come per magia, gente che aveva preso 14,50, ora si ritrova ad avere un punteggio più alto del mio, che avevo preso 21,50 e che ora mi ritrovo il punteggio di 23!!!!!!
Ohhhhhhh!!!!! Ma grazie!!!!!! Ma che meraviglia!!!! Che infinita generosità!!!!!!
Cos’altro ancora significa?????
Che mentre prima concorrevamo per la prova scritta in 30 per 35 posti, ora concorriamo in 73 per 35 posti e, ribadisco, gente che era stata SCARTATA, ora ha un punteggio superiore al mio, perché mentre prima io ero 26esima su 30 ora su 73, io mi ritrovo ad essere 29esima, il che cosa significa??????? Che 3 delle persone che prima erano state semplicemente bocciate, ora si ritrovano il punteggio più alto del mio, che questa gente, prima scartata, mi passerà avanti, qualora dovessimo superare tutte le 3 prove previste, perché, valutando i voti delle 3 prove, loro, da bocciate che erano, ora hanno un punteggio più alto del mio grazie alle 18 domande che il Ministero ha deciso di regalare!!!!!!
Mio caro Ministro Profumo….
Qui c’è davvero Profumo, sì, ma di imbrogli, di manomissioni, di interessi malcelati, di prese per i fondelli, di contentini vari….
Sì, mio caro Ministro Profumo, qui c’è proprio Profumo d’Italia!!!!!!!

Voglio tornare bambino

«Voglio tornare bambino, voglio annusare la Coccoina, voglio spalmarmi il Vinavil sulle mani e poi togliermelo come se fosse una pellicina.
Voglio usare i pennarelli per poi avere tutte le dita piene di piccole striscette colorate.
Voglio rubare la merenda ai grandi.
Voglio credere che il mio soldatino si sposti all’ultimo momento e schivi il proiettile.
Voglio credere che l’astronauta è un lavoro che si può fare solo la notte perché di giorno non ci sono più stelle per atterrare.
Voglio credere che un mio amico è un mio amico per sempre, e non ti tradisce mai.
Ma soprattutto voglio credere che Babbo Natale il carbone te lo porta solo se sei cattivo!!!!»

Fabio Volo

Un omaggio al mio paese


Un regalo per voi, amici, per farvi vedere dove vivo…

Frasi


“Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene. Continuerà a mandarti dei segnali disperati, come la noia e l’assenza di entusiasmo, confidando nella tua ribellione.”

da “Fai bei sogni” di M. Gramellini

Voci precedenti più vecchie

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