A te…

   

Non posso darti di più

Non posso darti di più

sono solo ciò che sono.

 

Come vorrei essere

terra, sole e acqua!

Che potessi stare

a odorare odori.

Che mi trasmettessi

sensazioni al sentire, pioggia

dolce, calda, pura.

E che stesse con te,

in te il mio calore:

calore,

dalla testa ai piedi,

vivificante.

 

Come vorrei essere

carta o colore o calamaio

che conserva il tuo viso

qui, il tuo ricordo qui,

e sei così lontano!

Essere le cose che utilizzi

che fai tue ogni giorno

e che trovi senza cercare

nella tua stanza, le cose

-pagina, inchiostro, penna-

che quando non hai con te

ti chiedi: “Dove sono?”  

 

E come vorrei essere

una risata tra tutte,

una sola, la risata

con cui ridarti il sorriso.

Un’anima, un’anima sola:

l’anima che ti faccia rianimare.

 

Ma

sono solo ciò che sono.

 

I doni di Dio

         
 

In un paese lontano, un uomo, camminando tra i vicoli nella parte vecchia della città, si imbattè in una bottega dall’insegna consumata dal tempo ma ancora ben leggibile. C’era scritto: ”Qui si vendono i doni di Dio”.
Entrò e, visto un vecchietto dietro un bancone, gli chiese ”Che vendi buon vecchio?”
Gli rispose: ”Ogni ben di Dio”.
”Fai pagare caro?”.
”No! I doni di Dio sono tutti gratuiti”.
Si guardò intorno stupito per gli scaffali pieni di anfore d’amore, vasi di coraggio, lattine di gioia, flaconi di fede, pacchi di speranza, bottiglioni di pace, scatole di salvezza, casse di amicizia … 
Si fece coraggio e disse al vecchietto: ”Dammi un bel po’ d’amore di Dio, tutta la pace e la gioia, un cartoccio di fede e salvezza quanto basta”.
Questi, con pazienza, curvo sulla schiena, preparò tutto sul bancone. L’uomo fece un balzo. Con grande meraviglia vide che di tutti i grandi doni che aveva chiesto il vecchietto fece solo un piccolissimo pacco che stava sul palmo delle mani.
Esclamò: ” Possibile? Tutto qui?
Il vecchietto, raddrizzatosi di colpo, rispose solennemente: ”E sì, mio caro, nel negozio di Dio non si vendono frutti maturi, ma soltanto piccoli semi da coltivare”.

Partenza

Ciao Ilo mio,
ti vorrei dire “torna presto”, perchè il mio cuore è questo che desidera, ma invece ti dico “speriamo di vederci a Natale”…
Mi mancherai, mi mancherà la tua allegria ed il tuo modo unico di farmi ridere di gusto e mancherai soprattutto a mamma: la vicinanza per telefono non è la stessa cosa che vederti gironzolare per casa e sentirti mentre ci rompi le scatole con le tue continue chiamate…
Ti voglio bene, anche se non te lo dico mai… 

La speranza

 

Eccola… prendila… abbracciala… fattela compagna senza paura!

Lei ti porterà ad aprire strade e cammini nuovi e molti la faranno loro perché tu sarai stato suo testimone puro, senza mezzi termini. Se la prenderai davvero col cuore, come fonte di luce e di futuro per chi cammina con te, lei sarà capace di cambiare molte cose, addirittura il mondo.

Amala! Sentila! Condividila! Siane infaticabile annunciatore! Le cose e le situazioni che sembravano davvero immodificabili diventeranno esempi di vittoria del bene e bandiere dell’amore.

LA SPERANZA PUO’ DAVVERO CAMBIARE IL MONDO! 

I sogni son desideri…

  
  

Considerazione? Zero… 2

Non so perchè continuo ad essere invisibile, non so perchè continuo ad essere considerata un pupazzo, non so perchè tutto ciò che penso io, quello che sogno, quello che voglio, anche se sono cose semplici e che non comportano alcuna fatica, non debbano mai essere prese in considerazione…
Sono sempre vista come un burattino, una bambola o non so che… Io non ho una personalità, non ho interessi, non ho aspettative, non ho sentimenti, non ho aspirazioni, non ho niente di niente…
E quello che fa più male è constatare che sono le persone che ami a pensare questo di te…
Allora, perchè sprecare così tanto tempo, così tante energie, così tanta strada?
Perchè non tornare indietro quando si capisce che al bivio che abbiamo superato, magari tanto tempo fa, abbiamo sbagliato strada?
Certo, questo fa male, implica coraggio, decisione, fatica, tantissima sofferenza…
Questo porta dietro a sè un grande fallimento, fallimento che speravi di non dover rivivere più…
Ma quando mi renderò conto che l’amore che desidero io, che sogno da sempre, in realtà è solo un’utopia, una stupida chimera?
Quando mi renderò conto che nessuno viene considerato come una persona se non per poterla usare a piacimento?
Ma le persone si usano?
Sono stupidi oggetti le persone?
Io non voglio avere niente a che fare con la gente che non ha alcuna considerazione del genere umano, che vuole sempre essere capita e giustificata, quando proprio si rifiuta di capire gli altri di mettersi nei panni degli altri…
Ma perchè nessuno capisce che se tu, nei panni degli altri, ti senti stretto, magari anche gli altri si sentono così?
E’ difficile…
Tutto estremamente difficile:
ci vuole tanto impegno, una grandissima dose di rispetto, molta considerazione delle esigenze altrui, senza, però, trascurare le proprie, ci vuole tanta forza e coraggio e, per affrontare al meglio questa vita, ci vorrebbe un cuore duro come la pietra ed uno stomaco d’acciaio…
Vorrei sparire, per sempre, non dover più lottare per niente, con niente e con nessuno.
Vorrei semplicemente guardare tutto dall’alto e ridermela a crepapelle di tutto ciò che succede, senza venirne minimamente sfiorata…
Vorrei… Ma tanto è sempre tutto il contrario di ciò che vorrei…
A questo punto vorrei desiderare ciò che non voglio, ma tanto, a quel punto, tutti i miei desideri diverrebbero realtà…
Non so neppure cosa pensare, non so più niente…
Vorrei solo dissolvermi e sparire nel nulla per non tornare indietro mai più.

Considerazione? Zero…

Sono triste, delusa, stanca, arrabbiata…
La gente si comporta sempre come meglio crede e non ha la benchè minima sensibilità per capire che determinate cose ti fanno male e che si potrebbero facilmente evitare…
Chissà come si sarebbe comportato il mio papà…
Quanti dubbi, quante domande e nessuna risposta…

Voci precedenti più vecchie

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