La principessa che credeva nelle favole

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“Le lezioni imparate a dovere permettono di acquisire una grande pace”
(…)
“La vita è difficile. Alcune persone entrano nella nostra esistenza e ci lasciano la loro impronta sul cuore, trasformandoci completamente. Ma a volte essere diversi da prima può rappresentare un miglioramento”.
“Com’è possibile che qualcuno stia meglio dopo essere stato ferito?”
“Non sei forse diventata più saggia per ciò che riguarda l’amore, imparando finalmente a distinguerlo? E non hai imparato molte cose in merito a chi sei e a chi invece non sei? Adesso sei in grado di fare affidamento sulla tua forza interiore, un potere che non sapevi nemmeno di possedere”.
“Credo di sì…”
“Ogni rapporto interpersonale e ciascuna esperienza ci offrono un dono prezioso: non appena riesci a riconoscere questo regalo, impari a superare il dolore”.
“Una volta Doc mi ha detto che le sfide portano con sè un dono che aiuta a conoscere la verità. Nonostante ciò, non riesco ancora a capire per quale motivo io abbia dovuto soffrire così tanto per imparare”.
“Il dolore è un maestro molto più abile del piacere. Pensa a te stessa come una persona che si sta addestrando: le tue esperienze sono lezioni grazie alle quali puoi acquisire la saggezza che rende la vita più piena, ricca e facile”.
“Di sicuro è un modo difficile di apprendere” (…)
“Sì, ma è anche il metodo che permette di imparare meglio. La sofferenza rende il cuore più grande, consentendogli di fare spazio all’amore e alla gioia”.
“Amore e gioia?” (…) “Dopo tutto quello che mi è successo… non saprei…”
“Il modo in cui hai vissuto ieri ha determinato il tuo oggi, e come vivi oggi determina il tuo domani. Ogni giorno rappresenta una nuova opportunità per diventare come vuoi essere, facendo in modo che la tua esistenza sia così come la vuoi. Non devi rimanere bloccata nelle tue antiche convinzioni e credenze che (…) ti vengono imposte da altre persone e da tempi ormai remoti”.
(…)
“Gli anni sono passati, al pari dei pericoli, e adesso non corri più alcun rischio a essere così come sei”.

(Cit. Marcia Grad Powers)

Perchè ci sono palme e palme…

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Ieri pomeriggio sono uscita con Simona a prendere un gelato: volevo il famosissimo gelato alla cannella di 80 voglia che, ovviamente non c’era!!!! E te pareva!!!! Ci sono andata proprio per questo al centro, ma niente!!!! 😦
Comunque, ritornando a Simona: mi racconta che era andata al mare il giorno prima… Dice: “Abbiamo affittato una palma…”
Io, lì per lì, lascio correre, senza soffermarmi a puntualizzare (che poi mi dicono che sono una rompiscatole)…. Ma il fatto di affittare una palma continuava a girarmi e rigirarmi in testa tipo mulinello…
Una palma…
Lo dico io che qui sono proprio strani, ora, al mare, affittano anche le palme…. Mah… 🙄
Certo che trovano tutti i modi per far soldi anche sfruttando la natura…
Come dicevo prima, facevo questi pensieri tra me e me, mentre parlavo con Simona, passeggiando sul lungomare…
Lei mi raccontava del terremoto a L’Aquila, delle persone che conosceva e che lo avevano vissuto in prima persona e, nel frattempo, passiamo davanti ad uno stabilimento dove c’erano le palme, (sia per come le intendevo io che per come le intendeva Simona…) e poiché mi girava e mi rigirava in mente il fatto che avessero affittato una palma e già immaginavo la mia amica impegnata nel famoso lancio del pareo e nell’arrampicata estrema per andarlo a riprendere, (ovviamente sulla palma!!!!!), interrompo il suo discorso e le dico: “No, cioè, scusami, ma tu hai affittato una palma???”
E lei: “Sì, una palma!!!”
Ed io: “Ma che sei scema???? 😯 Non fa neanche ombra!!!” 😯
E lei: “Come no??? Fa un sacco di ombra!!!”
Io la guardo allibita e le dico: “Ma come??? Guarda!!! Fa l’ombra a 3 km di distanza!!!”
E lei proprio continuava a non capire!!!! E mi guardava con aria stralunata, prendendomi per pazza!!!! (Capite?????? Io pazza!!!!)
Finalmente, si svela l’arcano e si risolve l’equivoco!!!!
Sapete cosa son le palme a Pescara????? 🙄
Mica gli alberi, quelli lunghi lunghi e con il ciuffetto stile ananas!!! E no!!!! Sarebbe stato trooooppo normale!!!!!
A Pescara le palme sono degli ombrelloni un po’ più grandi degli ombrelloni normali, tutti ricoperti di paglia, stile le palafitte degli uomini primitivi!!!!! Avete presente????

Quando riusciamo, finalmente, a chiarirci, Simona scoppia a ridere, immaginando la scena che mi ero potuta fare, di lei che, oltre alla palma, affittava anche la scimmia, addetta a posare in alto il pareo e a riprenderlo, di lei che chiamava l’omino e si faceva prendere direttamente il cocco e che poi la sventolava con un ramo, chiaramente, di palma!!! E si scompisciava dalle risate ed io con lei!!!!

E così, tra una palma e l’altra, in mezzo a scimmie, liane, omini del cocco ed ombrelloni con nomi strani, io continuo a farmi una cultura sui casi clinici e sulle particolarità di questa che è stata la mia città per ben 6 mesi e che sto per lasciare, lasciandoci anche un pezzo di cuore….

Sweet dreams

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… e poi ti ritrovi catapultata in un sogno e ti ci trovi così bene da desiderare di non svegliarti più per tornare alla realtà…
Ahhh, i sogni, sono solo fumo, ma le sensazioni che ti danno sono reali e continui a percepirle anche al risveglio…
… e solo allora capisci che i tuoi sogni si realizzano solo nei sogni…

Non mi sembra corretto… mo vedete voi!!!!

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Ieri sera, come d’accordo, con alcune delle mitiche colleghe preferite del TFA, (in ordine partendo da dx: Andreina, Claudia, Flora (di francese), Simona e Serena), siamo andate a festeggiare questa benedetta abilitazione….
Abbiamo scelto un locale dal nome molto evocativo e che ci permetteva di rimanere in tema con la nostra classe di concorso: “Lo Spagnolo”…
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Però, ahimè, vi ricordo che siamo sempre a Pescara e, ormai lo sapete, per me questa è la città dei pazzi, checché ne dicano le mie amiche pescaresi D.O.C.
Loro tentano di smentire le mie tesi, ma poi non riescono a trovare elementi abbastanza convincenti e, alla fine, devono, per forza di cose, darmi ragione… 😉
Dunque volete sapere cosa ci è capitato ieri???? O.o
Bene, non voglio lasciarvi troppo sulle spine….
All’uscita dal ristorante, ci siamo fermate a chiacchierare un po’ fuori dal locale, sennonché, accanto al locale c’è una cornetteria e, poiché erano le 11:30, c’erano i cornetti caldi caldi che facevano un profumo che sono certa che se vi concentrate un po’, riuscite a sentirlo anche voi…
Davanti a questa cornetteria c’era un gruppo di ragazzi che faceva un po’ di casino, questo è vero, ma è estate ed erano ancora le 11:30, quindi, non era neanche eccessivamente tardi…
Bene – vi direte- dove vuole arrivare????
Voglio arrivare al fatto che ad un certo punto abbiamo avvertito un fruscio strano e ci siamo sentite piovere qualcosa addosso!!!! Spaesate, pensavamo che fosse un secchio d’acqua, ma non eravamo bagnate…
Le mie colleghe più colpite, hanno iniziato a mettersi le mani nei capelli
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e a tirare fuori dei piccolissimi sassolini, non meglio identificati…
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(abbiamo realizzato solo dopo che potesse essere la lettiera di qualche animale domestico ed abbiamo profondamente sperato che, almeno, non fosse stata usata, anche se ho i miei dubbi, visto che la lettiera costa e la gente, per quanto pazza e pescarese, non la butta via così….)
Dopo un momento di sconcerto e di smarrimento, decidiamo di cambiare marciapiede, attraversiamo e cosa ci troviamo davanti????
Questo:
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Ma si può??????
Ma vi pare una cosa normale che mettano dello scotch bianco per reggere un tombino e lo arricchiscano con una scritta del genere per rendere più evidente il pericolo????
E chi non conoscesse l’italiano regionale del “Mo vedete voi”????? Che fa???? Rischia la vita???? 🙄
Allora???
La vogliamo mettere una bella traduzione anche in tutte le lingue o no?????
Per ovviare all’inconveniente, però, hanno pensato di mettere un allegato alla scritta del tombino, un allegato con immagini, così, forse era di più diretto impatto sui passanti:
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Sììììì, lo so, vi sembreranno fantasmini, ma vi posso assicurare che da un’attenta valutazione si evince che fossero teschi, per indicare l’alta pericolosità della situazione…
E del resto, anche se fossero fantasmini?????
Sarebbero comunque collegati con la terribile idea della morte che volevano dare, su, non state lì a fare i fiscali, in fondo uno può diventare fantasma solo dopo essere morto….
…. Cadendo in quel minuscolo tombino!!!!!

Maria Pia e le TIC

Questa ve la devo proprio raccontare….
Come ben sapete, ormai da tempo, sono alle prese col TFA, che, grazie a Dio, si concluderà, finalmente il 16 di questo mese!!!! Sì sì, proprio martedì…. 🙂
Oggi ero a casa a studiare insieme a Maria Pia, stavamo riguardando le unità didattiche dei colleghi, che, forse, ci potranno tornare utili per l’esame finale…
Ad un tratto Maria Pia mi dice: “Perché non te le sei salvate anche tu con i nomi di chi le ha fatte?”
Ed io: “Perché le ho scaricate tutte e le ho messe direttamente nella cartella intitolata “unità didattiche”, per fare prima…”
E lei: “Io ce le ho tutte messe in ordine alfabetico, così me le leggo in ordine…. Ad esempio, ora sono arrivata a Marco e poi ci sono io!!!” – (Tutta contenta e soddisfatta!!!!)
Ed io: “Ehhhhhhh???? Cosa????? Tu hai intenzione di perdere tempo anche a rileggerti le tue unità???? E poi che cosa le hai messe a fare in quella cartella? Non ce le hai già sul pc, sulla pennina ed anche in formato cartaceo?????”
E lei: “Vuoi scherzare????? Io le ho caricate su Fb e poi me le sono anche scaricate!!!!”
Ed io: “Che cosaaaa????? Ma tu credi di stare bene, Maria Pia????? Stai scherzando, vero???? Vuoi farmi credere di aver prima caricato le unità e poi te le sei riscaricate????”
E lei, tutta felice, soddisfatta, ma anche piegata in due dalle risate, perché forse (e dico forse) aveva realizzato l’assurdità delle sue parole, oltre che delle sue azioni, dice: “E certo!!!! Ci dovevo essere anche io nell’elenco!!!!”
E, così, dopo i nativi digitali e gli immigrati digitali, si è scoperto che Maria Pia è il primo esemplare di “cavernicola digitale!!!!”
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Ma voi vi rendete conto con che razza di soggetti ho a che fare io tutti i giorni????? O.o

Pescara e la sua concezione dei semafori

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L’ho sempre sostenuto io che questa è un città strana, ma proprio strana strana davvero!!!!
Oltre alle magiche proprietà di trasformare la gente, Pescara ha anche una concezione abbastanza balorda del semaforo!!!!
Dunque: in qualsiasi parte del mondo voi andiate, si sa che:
Col rosso non si passa,
col giallo fa’ attenzione,
col verde c’è via libera
per la circolazione!
(Come recita la filastrocca della bimba di Maria Pia…)
Ma…. E sì, c’è un “ma” grande quanto una casa!!!!!
ATTENZIONE!!!!!!
Questa regola non è assolutamente valida a Pescara!!!!!!
Mi spiego meglio: solitamente, quando il semaforo è rosso per le macchine, è verde per i pedoni e viceversa!!!!!
Qui noooooo!!!!!
ATTENZIONEEEEEEE!!!!!
Il rosso ed il verde scattano contemporaneamente sia per le macchine che per i pedoni, per cui se volete attraversare la strada in sicurezza e vi trovate a Pescara, fatelo con il semaforo pedonale ROSSO!!!!!!
Così siete tranquilli che le macchine non vi stireranno, lasciandovi spiaccicati per terra, stile sottiletta tipo Tom & Jerry dei tempi migliori!!!!
Cosa ancora più perfida che ho notato l’altro giorno insieme a Maria Pia è che esistono i semafori acustici!!!!
Sapete quelli per i ciechi?????
Beh, ahimè, funzionano come gli altri!!!!
Cioè danno il via libera (anche acustico) con il verde!!!!!
Peccato che mentre una persona normodotata, riesce a capire che le macchine stanno per venirle addosso, il povero cieco no!!!!
Non può vederlo, non può saperlo: quindi, sarebbe opportuno, spiegare alle persone non vedenti che vivono a Pescara che è severamente vietato attraversare la strada quando è in funzione il segnale acustico e che devono farlo, invece quando c’è totale silenzio!!!!!
Altrimenti il rischio è che ci acciacchino il cieco!!!!!
Ma si può??????
Tutto ciò ha davvero dell’incredibile!!!! 🙄

E’ qui che vorrei essere…

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E’ qui che vorrei essere oggi, proprio qui e in nessun altro posto: qui, in questi luoghi che sento profondamente miei, dove ci sono le mie radici, i miei ricordi di momenti belli e dolorosi.
Vorrei camminare all’ombra di questi alberi, sentire il fruscio delle loro foglie ed il gorgoglio perpetuo e consolante del ruscello…
Vorrei percepire la brezza del vento leggero che accarezza la mia pelle, a volte anche in maniera tagliente, tanto da farmi partire un brivido che, percorrendo tutta la mia schiena, si dirama poi in ogni centimetro del mio corpo…
Vorrei stare a contatto con quella natura, che è anche la mia, dissetarmi alle acque della mia terra, trovare pace e consolazione in questa triste giornata pescarese…
Vorrei sentire gli odori che, da sempre, sono fermamente impressi nella mia memoria: l’odore dei pini, della terra bagnata…
… e consegnare i miei pensieri a quell’angolo di cielo che spunta tra i rami, sicura che arriveranno a chi non c’è già più e mi ritorneranno indietro, purificati…

Voci precedenti più vecchie

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