Don Gerardo

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Ieri, per la prima volta nella mia vita, ho assistito alla Prima Messa di un sacerdote, don Gerardo…
È stata un’emozione immensa, tanto che ho pianto dall’inizio alla fine!!!
Ogni cosa era densa di significato: ogni parola, ogni gesto, attentamente calibrato e delicatamente soppesato.
Guardavo Gerardo entrare in processione, preceduto da altri sacerdoti, diaconi, ministranti, confratelli e aveva una luce speciale nel volto che lo rendeva radioso. Il suo sorriso, poi, avrebbe potuto illuminare, da solo, l’intero Duomo: il sorriso di colui che ha trovato il suo posto nella vita, la sua giusta collocazione nel puzzle infinito del cosmo…
Quando la celebrazione ha avuto inizio, lui veniva seguito e accompagnato, passo passo, in tutto ciò che faceva e questo mi scatenava una grande tenerezza: mi sembrava un bambino che viene tenuto per mano mentre impara, lentamente, a camminare.
Cercavo di immaginare dentro di me il mare di emozioni che inondava la sua anima e lo osservavo incensare l’altare con una cura infinita e con grande dedizione e riflettevo su come lo stava facendo: era lento, assorto, concentrato, immerso in un’atmosfera che lo metteva in diretta relazione con Dio.
Guardando lui in quel momento, pensavo a quante altre volte lo farà da ora in poi, probabilmente mai più con le stesse emozioni, gli stessi timori, le stesse incertezze…
Ah!!! Quante volte l’ho visto fare a tanti sacerdoti, ma senza mai provare le stesse cose, senza mai riflettere profondamente su quel gesto… Solo ieri ho capito quanto tutto, a lungo andare, diventi poi una consuetudine, un’abitudine e, probabilmente, perde un po’ del senso originario, anche se questo “tutto” fa parte del mondo spirituale…
L’atteggiamento di Gerardo mi ha davvero toccato profondamente, facendo vibrare le corde più intime e nascoste della mia anima…
Ho conosciuto Gerardo 3 o 4 anni fa, perché, insieme ad un altro seminarista, don Ottavio, prestava servizio nella nostra comunità.

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Gerardo è sempre stato un ragazzo semplice, alla mano, pronto a chiacchierare e scherzare con tutti, un ragazzo che, però, per me è sempre stato un grande mistero: così giovane, eppure così avanti nella fede e nella vita… A soli 21 anni lui aveva già capito cosa ne sarebbe stato della sua esistenza, aveva scoperto il progetto di Dio su di lui, gli aveva detto sì ed era pieno di gioia, i suoi occhi brillavano ed il suo sorriso si schiudeva ogni volta che incontrava il viso di qualcuno.
Gerardo, la lucertola, amante del sole, nonostante l’afa estiva, in un giorno di sole ha coronato il suo sogno: donarsi tutto, incondizionatamente e senza riserve, a Cristo.
Una cosa che mi ha particolarmente colpito sono stati i suoi ringraziamenti finali: ha ricordato tutti, ma proprio TUTTI, coloro che lo hanno aiutato nel suo percorso di fede, fosse anche con una sola parola, un solo abbraccio, una sola battuta. Io trovo che questo sia indice di una grande sensibilità e di un cuore sconfinato perché, a questo mondo, sono davvero pochi coloro che ricordano il bene ricevuto. Troppe volte esso è dato per scontato, come se tutto ci fosse sempre dovuto. Gerardo, oggi, con i suoi ringraziamenti ha dato a tutti un grande insegnamento!!!
Io gli auguro tutto il bene possibile; gli auguro di conservare intatto il suo entusiasmo nel corso degli anni, nonostante le delusioni e le sconfitte che dovrà affrontare; gli auguro che il suo cuore possa conformarsi sempre di più al cuore di Cristo e che possa diventare un sacerdote santo, in grado di far innamorare le folle di Gesù, così come ne è sempre stato innamorato lui.
Prega per noi, don Gerardo, e noi pregheremo per te!!!
Sii felice, sempre, come lo eri ieri…

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