Sono con te…

2959628988_1d49372d50
Il Papa si dimette ed io sento dentro una profonda tristezza: il nostro gregge è senza pastore, la nostra barca senza timoniere.
Ho letto il discorso di dimissioni eh ho percepito dentro tutto il peso che lui aveva sul cuore nel pronunciarlo, tutta la terribile lotta interiore che lo ha portato a questa decisione e se, nonostante tutto, essa è stata dura e pesante, credo che lo sia stato ancor di più il fatto di doverlo comunicare al mondo intero.
Sapeva che sarebbe stato additato, giudicato e condannato, senza appello, perché noi siamo così: sempre pronti a puntare il dito, a commentare ogni sua affermazione, a contestare in tutto e per tutto i suoi insegnamenti e quelli della Chiesa, attraverso di lui, a non volerlo come Papa “perché quell’altro era migliore ed era diverso e lui non sarà mai all’altezza”!!!
Ma ora che si è dimesso??? Non ci sta bene neanche questo “perché dalla croce non si scende!!!”
Siamo davvero un popolo strano, una strana comunità…
Io, per ora, preferisco soffermarmi solo sulla sua sofferenza, sul suo senso di vuoto e di solitudine, perché chiunque di noi l’ha provata nel momento in cui prendeva una decisione difficile, una decisione che andava contro le aspettative di chi ci stava intorno, contro ciò che tutti si aspettavano da noi!!!
Preferisco stargli vicino in silenzio, perché lui è fragile come me, come tutti noi, perché voglio aspettare che lo Spirito Santo si metta di nuovo in movimento per scegliere il suo successore e per dare a lui la forza di non soccombere davanti a tutto ciò che seguirà alla sua decisione.

La penna rossa

2132012225754_biccristalrossa
Sono seduta qui in cucina, nella mia nuova casa di Pescara, dovrei studiare, ma il solo fatto di vedere appoggiata sul tavolo la mia Bic rossa, mi ha fatto fare un salto nei ricordi…
Avevo più o meno 6 anni, ero a scuola ed ero alta poco più di un metro: mi vedo così, piccola, alzarmi dal banco per portare il mio quadernino a righe, tutto ordinato, alla maestra, seduta alla cattedra…
Ero felice di portare con me la mia penna rossa, perché così la maestra avrebbe potuto usarla per correggere i miei compiti o il mio dettato e mettermi il voto, ma la cosa più bella era che se lei usava la mia penna, poi, il suo buon profumo restava impresso su di essa ed io amavo, poi, odorare la penna toccata dalla maestra…
Mi pare ancora di avvertirlo quel profumo, così come mi sembra di sentire ancora il calore di quell’ambiente, così vero, così familiare, così intriso di affetto, ma allo stesso tempo di sano rigore e di rispetto per le regole…
Mi manca quel mondo che fu, ma che mi ha preparato ad affrontare quello che oggi è.

“Posso fare una domanda?”

punto-interrogativo
Ieri sono iniziate le lezioni del TFA e, come sempre, all’inizio si dà spazio alla presentazione del corso ed alle eventuali domande per poter avere dei chiarimenti in merito alle cose che sono in dubbio, così la prima ora è trascorsa tra domande e risposte.
Vorrei riportarvene alcune, giusto perché voglio che vi scompisciate dalle risate così come faccio io tutte le volte che ci penso…
Da premettere che l’introduzione al corso e la prima lezione è stata tenuta dal Preside….
Partecipante al corso: “Scusi, vorrei sapere in che modo vi siete organizzati per queste lezioni, visto che sul sito c’era scritto che non avreste arrecato danni ai partecipanti, mentre io sono costretta a stare fuori casa fino a mezzanotte con una bambina di 3 mesi!!!”
Preside: “Signora, abbiamo messo le lezioni di pomeriggio, perché essendo voi insegnanti, la mattina si presuppone che siate a scuola, per le ore che bisogna fare, poi, non è colpa nostra, le direttive vengono dal ministero. Noi cercheremo di venirvi incontro in tutti i modi possibili, ma di certo non si può aspettare che le faccia io da baby-sitter!”
Partecipante: “Scusi, io vengo dalla Campania, dove trovo casa?”
Preside: “Mi scusi, le sembro un’agenzia immobiliare?”
(Io avrei risposto: “Su internet, collegati, cerca quello che ti serve e chiama, proprio come ho fatto io!!!”).
Partecipante: “Sul decreto c’è scritto che dobbiamo fare il tirocinio in delle scuole che posseggono la lavagna multimediale e la LIM (aggiungo io: “che sono la stessa cosa”), ma a Chieti ci sono solo 2 licei e non hanno la LIM, come si fa?”
Preside: “Cercheremo le sistemazioni più consone, in modo tale che tutto si possa svolgere nel migliore dei modi!”
(Io avrei detto: “Che dici??? Compriamo 2 uova di pasqua enormi e ci schiaffiamo dentro le LIM e le regaliamo ai licei per Pasqua???”).
Partecipante: “Sono previste le lezioni on-line?”
Preside: “No, purtroppo no!”
Partecipante: “E perché no? A Milano le fanno!!!”
Preside: “Perché sarebbe stato davvero troppo complicato organizzarle! Non so cosa facciano a Milano, ma qui non ci sono”
(Io avrei risposto: “Ma perché non ti sei iscritta a Milano, invece di rompere le scatole qui?”).
Domanda fatta, invece, ad un altro professore:
Partecipante: “Scusi, il mio autobus parte alle 18:50!”
Prof: “Uhhhhh, Signorina, mi dispiace: se me lo avesse detto prima, lo avrei fatto partire dieci minuti più tardi!!!!!”
(Questa sì che è stata una risposta bellissima, con la quale mi sono trovata d’accordo in tutto e per tutto!!!).
Partecipante: “Scusi, visto che il 17 e il 18 ci sono le prove del concorso, non sarebbe meglio non fare proprio lezione per venirci incontro?”
Prof.: “Io potrei anche essere d’accordo con la sua proposta, ma non creda che sia così semplice!” e dice a noi: “Quanti di voi sono d’accordo sul fatto che non bisogna fare lezione il 17 e il 18? Alzate le mani, per favore!”, nessuno l’ha alzata!!!!
(Io avrei detto: “A me non me ne frega niente del concorso, io non lo devo fare e sono qui per il TFA, non vedo perché non debba esserci la lezione programmata, io sono qui apposta!!!”).
Ora io dico: va bene la gentilezza e la disponibilità, va bene tutto, ma davanti a domande del genere, come cavolo ci si può trattenere? Alcune, poi, poste, proprio con arroganza e vena polemica inutile!!!!!
Insomma, se questi sono gli insegnanti in formazione, cosa ci aspettiamo dalle giovani generazioni???
Ultima chicca????
Oggi alla fermata dell’autobus: “Scusate, aspettate l’autobus per Chieti?”
Noi: “Sì!”
Lei: “E’ già passato???”
Noi: “No!”
(Io avrei voluto dirle: “Ma scusa, se sto aspettando quell’autobus e se fosse già passato, secondo te sarei qui a risponderti????”)
Mah…. o.O
(Anche questa era una delle partecipanti del TFA!!!!)
Poveri noi….

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: