Benedetta e… la dieta “del cane”

Mamma mia, quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho postato qualcosa…
Questo blog sta proprio andando in decadenza e di questo posso solo fare un mea culpa grande quanto una casa…
Oggi, però, mi sono tornati in mente un paio di episodi che mi hanno fatto sorridere e che vorrei condividere con voi…
Veniamo a noi, o meglio, veniamo a Benedetta, il cui nome fa rima con forchetta, ma anche con porchetta…
Osservare la foto a testimonianza di quanto affermo…
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Dunque, Benedetta è una ragazza che faceva parte, a pieno titolo, del mio gruppo TFA: un tempo apparteneva alla combriccola delle grasse simpatiche, finchè non ha deciso di trasformarsi in una magra isterica, cominciando la famosissima dieta “del cane”, ai più nota come Dukan…
Bene, da allora ha iniziato a non essere più in sé e a divorare qualunque cosa non avesse a che fare con i carboidrati, fossero anche le gambe del tavolo della mia cucina o lo stecchino di questo meraviglioso arrosticino…
Anche qui, notare la foto, pensate, amici: non si era accorta della differenza tra la carne e lo stecchino…
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Per lei, ormai era tutto uguale, tutto buono, all’infuori degli avvelenatissimi e pericolosissimi carboidrati!!!!
Dunque, premesso questo, vorrei raccontarvi un episodio accaduto in occasione della verbalizzazione di un esame… (Lei non aveva verbalizzato insieme a tutti noi, probabilmente perché impegnata a sgranocchiarsi un piatto in ceramica o un libro… 😉 )
Un giorno chiede a me e Maria Pia: “Ragazze, mi accompagnate a verbalizzare Pedagogia Sperimentale??? Così, poi, facciamo un salto all’Ikea e, NATURALMENTE, mangiamo lì….” (Occhi a cuoricino…)
Io e M. Pia: “Ok, va bene…”
Ci andiamo e, poiché il nostro prof di Pedagogia Sperimentale era il preside di una scuola, siamo dovute andare nel suo plesso per le operazioni di verbalizzazione…
Erano le 10 del mattino… entriamo, chiediamo del prof, lo fanno chiamare e ci dicono di aspettare…
Io e M. Pia iniziamo a guardare i disegni esposti all’entrata, sennonché ci cade l’occhio su Benedetta che, nel frattempo, si era infrattata in un angolino del corridoio, aveva aperto la sua borsa di Mary Poppins, ultrapiena ed ultra incasinatissima, aveva tirato fuori, con nonchalance, un piccolo contenitore in plastica e… ORROREEEEEE!!!!! … aveva iniziato ad addentare una coscetta di pollo, a suo dire, avanzatale dalla sera prima…
Io e M. Pia strabuzziamo gli occhi, ci guardiamo tra di noi, come se stessimo avendo un’allucinazione, dovuta alla fame di Benedetta, riguardiamo lei e constatiamo che non stiamo sognando: era proprio tutto vero!!!!!!!
Lei, in attesa del prof, mangiava, indisturbata, alle 10 del mattino, nel corridoio di una scuola, una coscetta di pollo arrosto!!!!!
Io e M. Pia, cerchiamo, invano, di farle capire che tutto quello che stava facendo era assurdo, che il prof poteva arrivare da un momento all’altro, che avrebbe avuto le mani unte e bisunte, qualora avesse dovuto stringergli la mano… Ma lei NIENTE!!!!!!!
Al ché, io e M. Pia, ci allontaniamo il più possibile per la vergogna… (Non c’era sabbia nei dintorni per poterci sotterrare…) e, con la scusa dei fantastici cartelloni esposti nella scuola, abbiamo iniziato a leggere tutto nei minimi dettagli…
Ad un certo punto, lei , la porchetta…. Ehm… volevo dire Benedetta, non c’era più!!!!!
Dove sarà finita? Dove sarà finita?????
Beh….
Presa da un attimo di vergogna, si era rintanata in bagno, aveva finito di spolpare ben benino la coscia di pollo ed aveva depositato lì anche gli ossicini…
Poi, risbuca fuori tutta contenta, col suo contenitore vuoto e fiera di aver lasciato nella spazzatura del bagno i resti del povero pollo!!!!!!
Ultima chicca, tanto per gradire: un giorno a lezione, tira fuori un barattolo enorme di cipolline sott’aceto, con tanto di liquido contenitivo e, non curante, inizia a ficcarci dentro le mani e a sgranocchiare questa roba, come fossero state normalissime patatine…
In aula, dove seguivamo lo stesso suo corso, era un po’ più difficile far finta di non conoscerla…
Noi sempre più allucinate, ma lei, imperterrita, continuava con la sua fantastica dieta, costringendo tutti noi a subire quell’orrenda puzza che impregnava ormai tutto il laboratorio!!!!!
Qui, per concludere, una foto in cui ho rischiato anch’io di essere sbranata in uno dei suoi terribili attacchi di fame!!!!
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Aiutoooooooooo!!!!!!! Si salvi chi puòòòòòò!!!!!

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Perchè ci sono palme e palme…

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Ieri pomeriggio sono uscita con Simona a prendere un gelato: volevo il famosissimo gelato alla cannella di 80 voglia che, ovviamente non c’era!!!! E te pareva!!!! Ci sono andata proprio per questo al centro, ma niente!!!! 😦
Comunque, ritornando a Simona: mi racconta che era andata al mare il giorno prima… Dice: “Abbiamo affittato una palma…”
Io, lì per lì, lascio correre, senza soffermarmi a puntualizzare (che poi mi dicono che sono una rompiscatole)…. Ma il fatto di affittare una palma continuava a girarmi e rigirarmi in testa tipo mulinello…
Una palma…
Lo dico io che qui sono proprio strani, ora, al mare, affittano anche le palme…. Mah… 🙄
Certo che trovano tutti i modi per far soldi anche sfruttando la natura…
Come dicevo prima, facevo questi pensieri tra me e me, mentre parlavo con Simona, passeggiando sul lungomare…
Lei mi raccontava del terremoto a L’Aquila, delle persone che conosceva e che lo avevano vissuto in prima persona e, nel frattempo, passiamo davanti ad uno stabilimento dove c’erano le palme, (sia per come le intendevo io che per come le intendeva Simona…) e poiché mi girava e mi rigirava in mente il fatto che avessero affittato una palma e già immaginavo la mia amica impegnata nel famoso lancio del pareo e nell’arrampicata estrema per andarlo a riprendere, (ovviamente sulla palma!!!!!), interrompo il suo discorso e le dico: “No, cioè, scusami, ma tu hai affittato una palma???”
E lei: “Sì, una palma!!!”
Ed io: “Ma che sei scema???? 😯 Non fa neanche ombra!!!” 😯
E lei: “Come no??? Fa un sacco di ombra!!!”
Io la guardo allibita e le dico: “Ma come??? Guarda!!! Fa l’ombra a 3 km di distanza!!!”
E lei proprio continuava a non capire!!!! E mi guardava con aria stralunata, prendendomi per pazza!!!! (Capite?????? Io pazza!!!!)
Finalmente, si svela l’arcano e si risolve l’equivoco!!!!
Sapete cosa son le palme a Pescara????? 🙄
Mica gli alberi, quelli lunghi lunghi e con il ciuffetto stile ananas!!! E no!!!! Sarebbe stato trooooppo normale!!!!!
A Pescara le palme sono degli ombrelloni un po’ più grandi degli ombrelloni normali, tutti ricoperti di paglia, stile le palafitte degli uomini primitivi!!!!! Avete presente????

Quando riusciamo, finalmente, a chiarirci, Simona scoppia a ridere, immaginando la scena che mi ero potuta fare, di lei che, oltre alla palma, affittava anche la scimmia, addetta a posare in alto il pareo e a riprenderlo, di lei che chiamava l’omino e si faceva prendere direttamente il cocco e che poi la sventolava con un ramo, chiaramente, di palma!!! E si scompisciava dalle risate ed io con lei!!!!

E così, tra una palma e l’altra, in mezzo a scimmie, liane, omini del cocco ed ombrelloni con nomi strani, io continuo a farmi una cultura sui casi clinici e sulle particolarità di questa che è stata la mia città per ben 6 mesi e che sto per lasciare, lasciandoci anche un pezzo di cuore….

Non mi sembra corretto… mo vedete voi!!!!

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Ieri sera, come d’accordo, con alcune delle mitiche colleghe preferite del TFA, (in ordine partendo da dx: Andreina, Claudia, Flora (di francese), Simona e Serena), siamo andate a festeggiare questa benedetta abilitazione….
Abbiamo scelto un locale dal nome molto evocativo e che ci permetteva di rimanere in tema con la nostra classe di concorso: “Lo Spagnolo”…
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Però, ahimè, vi ricordo che siamo sempre a Pescara e, ormai lo sapete, per me questa è la città dei pazzi, checché ne dicano le mie amiche pescaresi D.O.C.
Loro tentano di smentire le mie tesi, ma poi non riescono a trovare elementi abbastanza convincenti e, alla fine, devono, per forza di cose, darmi ragione… 😉
Dunque volete sapere cosa ci è capitato ieri???? O.o
Bene, non voglio lasciarvi troppo sulle spine….
All’uscita dal ristorante, ci siamo fermate a chiacchierare un po’ fuori dal locale, sennonché, accanto al locale c’è una cornetteria e, poiché erano le 11:30, c’erano i cornetti caldi caldi che facevano un profumo che sono certa che se vi concentrate un po’, riuscite a sentirlo anche voi…
Davanti a questa cornetteria c’era un gruppo di ragazzi che faceva un po’ di casino, questo è vero, ma è estate ed erano ancora le 11:30, quindi, non era neanche eccessivamente tardi…
Bene – vi direte- dove vuole arrivare????
Voglio arrivare al fatto che ad un certo punto abbiamo avvertito un fruscio strano e ci siamo sentite piovere qualcosa addosso!!!! Spaesate, pensavamo che fosse un secchio d’acqua, ma non eravamo bagnate…
Le mie colleghe più colpite, hanno iniziato a mettersi le mani nei capelli
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e a tirare fuori dei piccolissimi sassolini, non meglio identificati…
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(abbiamo realizzato solo dopo che potesse essere la lettiera di qualche animale domestico ed abbiamo profondamente sperato che, almeno, non fosse stata usata, anche se ho i miei dubbi, visto che la lettiera costa e la gente, per quanto pazza e pescarese, non la butta via così….)
Dopo un momento di sconcerto e di smarrimento, decidiamo di cambiare marciapiede, attraversiamo e cosa ci troviamo davanti????
Questo:
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Ma si può??????
Ma vi pare una cosa normale che mettano dello scotch bianco per reggere un tombino e lo arricchiscano con una scritta del genere per rendere più evidente il pericolo????
E chi non conoscesse l’italiano regionale del “Mo vedete voi”????? Che fa???? Rischia la vita???? 🙄
Allora???
La vogliamo mettere una bella traduzione anche in tutte le lingue o no?????
Per ovviare all’inconveniente, però, hanno pensato di mettere un allegato alla scritta del tombino, un allegato con immagini, così, forse era di più diretto impatto sui passanti:
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Sììììì, lo so, vi sembreranno fantasmini, ma vi posso assicurare che da un’attenta valutazione si evince che fossero teschi, per indicare l’alta pericolosità della situazione…
E del resto, anche se fossero fantasmini?????
Sarebbero comunque collegati con la terribile idea della morte che volevano dare, su, non state lì a fare i fiscali, in fondo uno può diventare fantasma solo dopo essere morto….
…. Cadendo in quel minuscolo tombino!!!!!

Maria Pia e le TIC

Questa ve la devo proprio raccontare….
Come ben sapete, ormai da tempo, sono alle prese col TFA, che, grazie a Dio, si concluderà, finalmente il 16 di questo mese!!!! Sì sì, proprio martedì…. 🙂
Oggi ero a casa a studiare insieme a Maria Pia, stavamo riguardando le unità didattiche dei colleghi, che, forse, ci potranno tornare utili per l’esame finale…
Ad un tratto Maria Pia mi dice: “Perché non te le sei salvate anche tu con i nomi di chi le ha fatte?”
Ed io: “Perché le ho scaricate tutte e le ho messe direttamente nella cartella intitolata “unità didattiche”, per fare prima…”
E lei: “Io ce le ho tutte messe in ordine alfabetico, così me le leggo in ordine…. Ad esempio, ora sono arrivata a Marco e poi ci sono io!!!” – (Tutta contenta e soddisfatta!!!!)
Ed io: “Ehhhhhhh???? Cosa????? Tu hai intenzione di perdere tempo anche a rileggerti le tue unità???? E poi che cosa le hai messe a fare in quella cartella? Non ce le hai già sul pc, sulla pennina ed anche in formato cartaceo?????”
E lei: “Vuoi scherzare????? Io le ho caricate su Fb e poi me le sono anche scaricate!!!!”
Ed io: “Che cosaaaa????? Ma tu credi di stare bene, Maria Pia????? Stai scherzando, vero???? Vuoi farmi credere di aver prima caricato le unità e poi te le sei riscaricate????”
E lei, tutta felice, soddisfatta, ma anche piegata in due dalle risate, perché forse (e dico forse) aveva realizzato l’assurdità delle sue parole, oltre che delle sue azioni, dice: “E certo!!!! Ci dovevo essere anche io nell’elenco!!!!”
E, così, dopo i nativi digitali e gli immigrati digitali, si è scoperto che Maria Pia è il primo esemplare di “cavernicola digitale!!!!”
cavernicola
Ma voi vi rendete conto con che razza di soggetti ho a che fare io tutti i giorni????? O.o

Pescara e la sua concezione dei semafori

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L’ho sempre sostenuto io che questa è un città strana, ma proprio strana strana davvero!!!!
Oltre alle magiche proprietà di trasformare la gente, Pescara ha anche una concezione abbastanza balorda del semaforo!!!!
Dunque: in qualsiasi parte del mondo voi andiate, si sa che:
Col rosso non si passa,
col giallo fa’ attenzione,
col verde c’è via libera
per la circolazione!
(Come recita la filastrocca della bimba di Maria Pia…)
Ma…. E sì, c’è un “ma” grande quanto una casa!!!!!
ATTENZIONE!!!!!!
Questa regola non è assolutamente valida a Pescara!!!!!!
Mi spiego meglio: solitamente, quando il semaforo è rosso per le macchine, è verde per i pedoni e viceversa!!!!!
Qui noooooo!!!!!
ATTENZIONEEEEEEE!!!!!
Il rosso ed il verde scattano contemporaneamente sia per le macchine che per i pedoni, per cui se volete attraversare la strada in sicurezza e vi trovate a Pescara, fatelo con il semaforo pedonale ROSSO!!!!!!
Così siete tranquilli che le macchine non vi stireranno, lasciandovi spiaccicati per terra, stile sottiletta tipo Tom & Jerry dei tempi migliori!!!!
Cosa ancora più perfida che ho notato l’altro giorno insieme a Maria Pia è che esistono i semafori acustici!!!!
Sapete quelli per i ciechi?????
Beh, ahimè, funzionano come gli altri!!!!
Cioè danno il via libera (anche acustico) con il verde!!!!!
Peccato che mentre una persona normodotata, riesce a capire che le macchine stanno per venirle addosso, il povero cieco no!!!!
Non può vederlo, non può saperlo: quindi, sarebbe opportuno, spiegare alle persone non vedenti che vivono a Pescara che è severamente vietato attraversare la strada quando è in funzione il segnale acustico e che devono farlo, invece quando c’è totale silenzio!!!!!
Altrimenti il rischio è che ci acciacchino il cieco!!!!!
Ma si può??????
Tutto ciò ha davvero dell’incredibile!!!! 🙄

Serena e… la Messa

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Ormai sapete che Serena è la mia mitica coinquilina, per cui bando alle ciance ed alle presentazioni…
Quando abbiamo deciso di andare a vivere insieme, l’avevo vista solo due volte, per cui non sapevo assolutamente nulla di lei, neppure di che confessione religiosa fosse…
Ho appurato, in seguito, che era cattolica, come me… cioè, più o meno, nel senso che era una classica cattolica “non praticante”. (?.?)
Appena siamo arrivate a Pescara le ho chiesto: “Sere, tu ci vai a messa la domenica?”
E lei: “Io??? A messa??? No no, io non ci vado, assolutamente!!!”
Al che mi sono detta: “Bene, devo trovare necessariamente una chiesa che sia vicino casa, non posso saltare la messa e non mi va di andarmene in giro da sola per una città che non conosco!!!”, così, con Pietro, abbiamo fatto un giro ed abbiamo scoperto che c’erano due chiesette qui vicino.
Inizialmente sono andata, per due domeniche, alla chiesa dei Carmelitani scalzi, poi ho cambiato e sono andata alla parrocchia di S. Lucia.
Direte: “Cosa c’entra questo con Serena? Cosa c’entra questo titolo se lei a messa non ci viene???”
E no!!!!
Attenzione!!!!
Qualcosa è, improvvisamente, cambiato… 🙂
Una domenica Serena mi dice: “Senti, io non voglio venire a messa, ma ti vengo a prendere all’uscita!!!”
(Io ho pensato: “Che cavolo ci viene a fare a prendermi all’uscita??? Conosco la strada di casa…” Ed ho pensato che era ancora più sciroccata di quanto credessi…)
Comunque, le ho detto che per me andava bene.
Come d’accordo, me la ritrovo fuori dalla chiesa e proprio quel giorno avevo deciso di prendere gli orari anche dell’altra chiesetta vicina, così ci sono andata con lei.
Ad un tratto mi dice: “C’è la messa anche qui, entriamo???”
Io, incredula, le dico: “Ok!!”… (mi stupivo della sua improvvisa fede…)
Proprio quel giorno lì c’era anche il Vescovo e, quindi, era pieno di gente. Entriamo, attraversiamo tutta la chiesa e ci mettiamo in un angolo, cercando di non disturbare. Il Vescovo stava facendo l’omelia…
Ad un tratto vedo Serena perplessa, mi guarda e mi dice: “Ma anche qui dicono la stessa cosa???”
Ed io: “In che senso, scusa???” o.O
Lei: “Sì, parlano della stessa cosa di cui hanno parlato anche nell’altra chiesa!!!”
Ed io: “Ma certo!!! E’ questo il Vangelo del giorno, è uguale in tutte le chiese del mondo!!!”
E lei: “Ahhh….” (avrà pensato: “Pensa tu che noia!!!”)
Finita l’omelia la messa continua, ovviamente; arrivato il momento dell’offertorio, si gira e, con nonchalance, mi dice: “Bene!!! Ora ce ne possiamo andare, da questo pezzo in poi l’ho già visto nell’altra chiesa!!!”
Io ALLIBITA!!!!!!!
La guardo come se fosse un marziano e le dico: “Io ora di qui non mi muovo se prima non finisce la messa!!!”
E lei, incredula: “E perché???? Lo abbiamo già visto di là!!!!” (?.?) (come se fossimo al cinema e stessimo guardando un film!!!!)
Mahhhhh….. o.O
Che strani questi “cattolici non praticanti”….
Una volta fuori le spiego che la messa non è come uno spettacolo che ne vedi un pezzo qui, un pezzo lì ed un altro pezzo in un altro posto ancora, ma che dovrebbe essere vista e, soprattutto, partecipata, dall’inizio alla fine in un solo posto…
Lei, con il suo solito sorriso “a cartone animato”, mi fa di sì con la testa… (pensando: “Cosa vorrà mai dire questa cosa???”, ma non osando chiederlo!!!)
Da quella volta in poi, ha deciso di venire a messa TUTTE le domeniche…. (guai a saltarne una!!!) 🙂
Ma non è finita qui, la cosa più bella è successa domenica scorsa… (presina a parte…)
Tornate a casa, stavamo pranzando…
Lei tutta soddisfatta, mi guarda e mi dice: “Sai, stavolta ho guardato proprio bene!!!! Oggi don Nando non ha usato l’acqua e il vino, ma l’olio e l’aceto!!!! Sì, sì, ho visto proprio bene!!!” (solito sorriso “a cartone animato)
Io, sempre più allucinata per il fatto che non ci fosse arrivata a capire che il prete aveva usato il vino bianco invece del rosso, le dico: “Certo, Serena, l’olio e l’aceto!!!! Mancava solo la tua insalata ed il pranzo era completo!!!!” o.O
Ma si puòòòòòò?????
Sì, lo so, è veramente incredibile, ma lei è così!!!! Ed è veraaaaa!!!!
Ahahahahahah…. 😀

Serena e… l’ingrediente segreto

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Domenica scorsa, appena tornate dalla messa, ci siamo messe a preparare il pranzo. Per primo c’era pasta con i broccoli e Serena si era anche preparata la carne alla pizzaiola…
Alle 12:00 siamo andate in camera mia a vedere il primo Angelus di Papa Francesco e Serena, come al solito, aveva 370 cose in mano…
Finito l’Angelus, ritorniamo in cucina per controllare che non andasse tutto a fuoco, sennonché, ad un certo punto, vedo che Serena inizia ad avere le convulsioni perché non riusciva più a trovare la presina verde….
Tutta allarmata inizia a dire: “Dov’è la presina verde, dov’è la presina verde!!!!”, avendo i capelli dritti e gli occhi di fuori!!!!
Mi guardava allibita ed io, ovviamente, più sconcertata di lei, le dico: “Non ne ho la più pallida idea!!!! Tu ce le avevi in mano!!!”
E lei, spostando gli strofinacci: “Ma proprio non me ne capacito!!!! Dov’è? Dov’è??? Ma dove l’ho messa!!!! Ho trovato!!!! Sarà sul tuo letto!!!!” (Il che era il male minore!!!!).
Andiamo, di nuovo, in camera mia, ma sul letto della presina neanche l’ombra…
Correndo, torna in cucina e, come una forsennata, inizia ad aprire tutti gli stipetti, in cerca della famosa presina verde, apre anche il frigo e, in ultimo, il congelatore!!!!
Niente di niente!!!!!
Allora pensa: “Fammi controllare questa carne, prima che la brucio!!!”….
Alza il coperchio e….


… Tadannnnnnnn!!!!!!!!
Indovinate un po’????? Già… trovata la presina, che faceva “blob blob blob” insieme alla carne col sugo!!!!!
Ecco a voi svelato l’ingrediente segreto dell’arte culinaria di Serena!!!!!

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