Virtù eroiche

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Mi sono sempre chiesta cosa fossero davvero, concretamente queste virtù eroiche…

Sì, certo, avrei potuto fare una ricerca su internet, ma ho preferito rispondere a questa domanda, in base a ciò che sento io e lo voglio fare parlandovi della mamma di un mio caro amico, di un amico fraterno, Nicola, che ci ha lasciato l’altro ieri…

Lei si chiamava Rosetta…

Ha sofferto molto nella sua vita, per varie vicissitudini e, da due anni a questa parte si era ammalata di tumore. Tutto questo, però, non è bastato a spegnere il suo splendido sorriso…

Ha sempre affrontato la sua vita con grinta e coraggio, superando le difficoltà con fiducia nel domani, non si è mai arresa, non ha mai imprecato, mai recriminato, non si è mai lamentata per la sua condizione, non si è mai chiusa, non si è mai ripiegata su se stessa, ma ha accettato pienamente la volontà di Dio, avendo sempre un occhio proteso verso l’altro…

Durante il periodo della malattia, non ha mai trascurato di prendere il telefono per chiamare mia madre, (che stava meglio di lei): “Buona sera signora, sono la mamma di Nicola, come state?”

Così iniziavano le sue telefonate… Si preoccupava per mia mamma, per noi… E ti telefonava non per dovere, non perché doveva farlo, ma perché aveva piacere di sentirti, di sapere che stavi bene e lo si leggeva dal tono della sua voce, una voce piccola, flebile, sottile, cortese, dolcissima…

E poi, ancora… “A Nicola mio, vedo che il garage di Danilo è aperto, di certo starà facendo qualche lavoro, vai a dargli una mano…

Noi abitiamo di fronte, se così si può dire… Le nostre case sono lontane, ma in linea d’aria siamo vicinissimi: lei dalla sua vetrata si rendeva conto che mio fratello avrebbe potuto aver bisogno d’aiuto e, allora, mandava il figlio qui da noi a vedere se avevamo necessità di qualcosa, rinunciando lei stessa ad averlo in casa se mai avesse avuto bisogno lei…

E ancora, nell’ultimo periodo della sua malattia, quello più brutto, quello più duro, quello più atroce, quando si trovava in ospedale, io sono andata a trovarla con mio fratello una sera e non stava bene: per la prima volta non ce l’ha fatta a sorriderci e, così, sono andata via molto triste e preoccupata… Lei lo avrà percepito e il giorno dopo ha chiesto a Nicola di chiamare mio fratello: “Nicola, chiama Danilo e digli di dire a Deborath che oggi sto meglio, di non preoccuparsi!!!

Pur nella sua grande sofferenza, lei si preoccupava per me…

Non voleva dare disturbo, non voleva che gli altri si preoccupassero o soffrissero per lei, ha vissuto la sua malattia con quella serena discrezione che ha caratterizzato tutta la sua vita…

Ha vissuto, gli ultimi giorni, in attesa di vedere la nipotina e ce l’ha fatta: è riuscita a conoscerla e a stare con lei per un’ora soltanto… Le ha dato, però, in quella singola ora, tutto l’amore di cui era capace, ha concentrato in un’ora tutto l’amore di una vita intera…

Io voglio ricordarla come l’ho vista una sera dell’anno scorso sulla spiaggia, con quell’espressione di una ragazzina gioiosa, anche se stava già male… se penso a lei oggi, la rivedo così: col viso sereno e disteso, ancora in carne, senza una minima ruga, con gli occhi allegri e vispi, ma profondi ed introspettivi, con il sorriso accogliente di chi sa vivere giorno per giorno le piccole gioie del momento, con le movenze soavi, con le gambe affusolate e quel suo modo gentile di reggersi la testa con una mano mentre parlava dolcemente con noi… Sembrava eterea, già allora si vedeva che era ad un livello nettamente superiore al nostro…

Ricordandovi così, vi saluto, piccola grande signora Rosetta, in attesa di potervi, finalmente riabbracciare e di poter prendere ancora forza dal vostro meraviglioso sorriso…

Grazie per l’esempio che avete lasciato a tutti noi che vi abbiamo conosciuto e amato e che ora sentiamo così forte la vostra mancanza…

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12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Sergio
    Dic 10, 2014 @ 09:36:29

    Ciao carissima Debby, è da te questo ricordo di quella che deve essere stata indubbiamente una grande persona, come ce ne sono, anche se poche, che non ci tengono a farsi conoscere, nel senso di esaltare queste preziose doti.
    Mi ha un pò sorpreso la parte finale del tuo ricordo, il tuo darle del Voi, mentre immaginavo ci fosse tutta la confidenza per sentirla quasi come una mamma, anche se posso capire che il tuo sia sopratutto un segno di profondo rispetto.
    Mi unisco alla tua preghiera per quest’anima preziosa, che il suo esempio possa produrre sempre frutti di concordia e sostegno fra le persone.

    Rispondi

    • Deborath
      Gen 07, 2015 @ 12:08:34

      Caro Sergio, sì era una Mamma per me, come per tutti…
      Però il voi è d’obbligo, proprio in segno di rispetto, come ben dici tu…
      Grazie di tornare, di tanto in tanto, a farmi visita, sai che ci tengo molto a te e che ti voglio bene…
      Un forte abbraccio, amico mio… 🙂
      Grazie per le tue preghiere…

      Rispondi

  2. Rita
    Dic 09, 2014 @ 10:05:19

    Una donna esemplare la signora Rosetta! Voi giovani, come diceva giustamente il Presidente Pertini, non avete bisogno di prediche da parte degli anziani, ma di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. Ti abbraccio Deborath e sono contenta che ogni tanto ti affacci su questo blog che mi ha permesso di conoscere una persona sensibile e simpatica come te.

    Rispondi

    • Deborath
      Gen 07, 2015 @ 12:06:42

      Carissima Rita, quanta ragione aveva il presidente Pertini, presidente che rimarrà ineguagliato nella storia italiana…
      Sono contenta anch’io che non mi abbandoni nonostante tutto…
      Ti voglio bene e anch’io sono felice di conoscerti, perchè in qualunque momento so che ci sei… 🙂

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  3. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Dic 08, 2014 @ 15:03:38

    comunque ho letto solo il titolo 😀
    quindi… commento così 😀

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  4. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Dic 08, 2014 @ 15:02:27

    boh 😀

    Rispondi

  5. lucetta
    Dic 08, 2014 @ 13:54:15

    Quando scrivi tu…..io corro, rompo il silenzio, non ne posso fare a meno. Ecco per essere santi basta essere come Rosetta. Non bisogna fare cose straordinarie, ma vivere la vita come questa dolce donna che hai saputo descrivere in un modo tale da farmela apparire davanti agli occhi. Il tuo è stato un bell’omaggio ed il suo esempio ti accompagni a lungo . Un abbraccio.
    Sempre aff.ma Lucetta

    Rispondi

    • Deborath
      Gen 07, 2015 @ 12:04:48

      Ed io adoro quando corri tu…
      Mi manchi così tanto, anche se quella che si è nascosta ed è fuggita via sono io…
      Non pensare però, che tu non sia profondamente radicata nel mio cuore…
      Ti voglio bene e ti ringrazio di esserci sempre nonostante io sia così come sono…

      Rispondi

  6. Donatella
    Dic 08, 2014 @ 12:38:11

    MI ha commosso il tuo racconto, Debby… la signora Rosetta è uno di quegli angeli che restano fra noi per un certo numero di anni, per insegnarci a vivere nel modo giusto, amando il Signore e rallegrandoci del Suo amore in ogni momento della nostra vita. Ti abbraccio forte e ti auguro una felice Festa dell’Immacolata ❤

    Rispondi

    • Deborath
      Gen 07, 2015 @ 12:02:30

      Grazie Dony, sono commoventi anche per me,(a rileggerli a distanza di tempo), quei post che scrivo piangendo…
      La signora Rosetta era una persona speciale, rimarrà sempre nel mio cuore e nella mia mente…
      Grazie del passaggio nonostante io abbia abbandonato tutti voi…

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