E vado via…

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Assaporo l’ultima mattinata a casa mia, con un misto di sensazioni contrastanti ed un groppo in gola che mi stringe, mi fa male, mi soffoca, ma che non riesco a mandar giù…
Mi affaccio, in pigiama, al mio balcone: l’aria è pungente, ma sarà una bella giornata perché il cielo è azzurro e splende il sole, incurante del grigio che ho dentro io…
Guardo il verde che mi circonda, i fichi che stanno mettendo le prime foglie, i noccioli, fragili, ma di un colore brillante, il piccolissimo ciliegio carico di fiori bianchi… Ho già detto a mio fratello: “Mi raccomando, quando vengono fuori le prime ciliegie, fai una foto e mandamela su fb, voglio vederle anch’io…”
Guardo al paese, un mucchietto di case, tutte arroccate, simili ad un presepe, sento il suono delle campane della prima messa: quelle della chiesetta del Rosario suonano in contemporanea con quelle della chiesa madre ed il loro tintinnio arriva chiaro e limpido alle mie orecchie e si imprime nel mio cuore, come la voce di mia mamma che mi chiede: “Cosa vuoi che cucini? Pasta e vongole, pasta e scampi o ragù con le costine di maiale?”, sapendo già che avrei optato annuendo, con la testa, per la terza proposta… Lei sa che adoro la carne di maiale!!!!!
Conservo nel mio cuore anche le coccole di Pietro di ieri sera, le sue carezze i suoi teneri baci che mi hanno riempito tutto il viso e le sue parole: “Da quando sei tornata sei sempre stata triste, sempre con il pensiero fisso che saresti dovuta ripartire! Io non ce la faccio a vederti sempre triste!!!”
E mi suonava strano come questa frase venisse proprio da lui che non sorride mai… Allora ho cercato di fargli capire quanto sia pesante stare con chi è sempre triste… Mi sono sfogata un po’, ho pianto…
Ho tanta tensione accumulata, non ho ancora smaltito lo stress per l’intervento di mia mamma: va sempre tutto di corsa ed io non ho avuto il tempo di metabolizzare le cose, di assimilarle, analizzarle con calma, accettarle razionalmente… Sento di averle solo accantonate in un angolo per seguire il vento della vita che mi spinge qua e là, ma so anche che sono stufa di essere una nomade: un po’ qui un po’ là, fai e disfa valigie, sola, sempre sola!!!!
Vorrei una casa mia, una mia stabilità, una persona accanto che si muova con me…. Vorrei che Pietro venisse con me, vorrei che partissimo insieme per raggiungere la nostra casa, il nostro luogo di lavoro, ma insieme…
Vorrei che la mia mamma stesse bene, fosse serena, invece, l’altra sera siamo stati in pizzeria con gli zii e lei, seduta accanto a me, non ha detto una parola, era silenziosa, come un’ombra muta… Mangiava ed era come se non ci fosse… Questo mi ha fatto male, mi ha messo molta tristezza, mi ha fatto quasi paura…
Scrivo tra le lacrime che sono un misto di cose, ma tutte cose che mi dilaniano e devo farle uscire in un modo o nell’altro…
Quando si riuscirà ad essere tranquilli in questa vita? Quando si riuscirà a sentire che tutto va per il verso giusto? Quando si riuscirà a sapere di essere al proprio posto? Quando si desidererà di non essere in nessun altro luogo che in quello in cui ci si trova? Quando si riuscirà a raggiungere un equilibrio proprio? A vivere profondamente ed intensamente tutti gli affetti? Quando???
Ho sempre tante domande che affollano la mia mente e solo un’unica risposta: l’incertezza di questa vita che ti sballotta continuamente da una parte all’altra e ti fa sempre stare in pensiero e sospesa sul filo di un rasoio…

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40 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. angelonocent
    Giu 22, 2014 @ 22:41:12

    Non capivo dov’eri diretta ma mi par di aver capito che vai al manicomio. Guarda che non è così brutto come si crede. Pensa che io da giovane c’io persino lavorato. Era tutto molto ma molto peggio di adesso, eppure mi sono trovto bene.
    .
    Comunque, ti auguro di incontrare sul tuo cammino un SAN GIOVANNI DI DIO. Proprio lui, internato per qualche mese all’Ospedale Regio di Granada perché preso per pazzo, in quel luogo, a 45 anni, ha finalmente trovato la sua strada e nei dieci anni successivi è diventato perfino santo.

    In quanto ai tanti “QUANDO…?”, ne sono certo: la risposta arriverà quando meno te l’aspetti.

    Ma perché prima di coricarti non provi a chiedere una mano ad una mia vecchia conoscenza, da 16 anni, come oggi, in Paradiso? Anch’io proverò a “raccomandarti”. Quando ci vuole, ci vuole…

    http://grcompany.wordpress.com/2014/06/21/dr-pierluigi-micheli-nel-16-anniversario-della-nascita-al-cielo-angelo-nocent/

    Rispondi

    • Deborath
      Lug 12, 2014 @ 18:59:09

      Grazie mille, Angelo, sono convinta che non mi fai mancare mai le tue preghiere…
      Ti abbraccio forte forte e, come al solito, scusa il ritardo…
      TVB…

      Rispondi

  2. Diemme
    Giu 09, 2014 @ 16:09:29

    E ora come stai? Che è successo nel frattempo?

    Rispondi

    • Deborath
      Giu 09, 2014 @ 19:06:46

      Ti ho già raccontato nel commento a ‘Billy Elliot’, le evoluzioni della mia vita, che, cambia cambia, e rimane sempre uguale a se stessa… 🙂
      Come sto???
      A volte bene, a volte male, a volte malissimo, altre volte non so… 😉

      Rispondi

  3. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Apr 18, 2013 @ 15:35:43

    E dove vai?

    Rispondi

  4. Ros'es
    Apr 15, 2013 @ 15:08:22

    …ma quando si riuscirà ad esser tranquilli?La domanda nella domanda …mi accompagna da sempre e ultimamente anche alcuni miei amici quando mi chiedono “come stai” ? …alla mia risposta “sto così” …mi replicano “ma quando mi dirai sto bene ?” ….già ma quando?
    Non lo so,non lo sappiamo,la verità che gli eventi ti spiazzano,ti cambiano,ti modificano nell’intimo quasi senza rendertene conto …come un quadro se lo osservi da vicino vedi una massa di colori …ti allontani e vedi il tutto ben delineato …così la nostra vita …ci passa accanto portandoci giorni belli e giorni brutti che lasciano il loro segno …un segno che notiamo solo a distanza …allontanandoci quasi staccandoci dal corpo …è così che mi sento da tanto ma ancor di più dal 2009 …andare a Bologna, sapendo di portarci papà per un carcinoma,mi ha cambiata dentro nel profondo,forse anzi di certo mi ha aiutata anche ad affrontare con tanto coraggio anche il mio intervento …mai avrei creduto di potercela fare e chi mi conosce si è meravigliato per come ho agito e con quale spirito entravo in sala operatoria!Adesso è di pochi giorni fa l’esperienza della “fine della vita” di mia suocera,ho visto cose e sentito parole che tagliano,che scuotono,e anche qui mi son sorpresa per come ho reagito e come ho affrontato …nessuna paura,nessuna ansia (la mia è tipica legata allo stomaco con annessa nausea)nulla di nulla solo tanta pace e serenità la stessa che mia suocera aveva invocato circa un’ora prima di andarsene “lasciatemi in pace”.
    Ora dico grazie a tutto quello che di negativo c’è nella mia vita,si è assurdo lo so,ma dico grazie perché sono quella che sono e lo devo alle cose tristi .
    Ti son vicina Debby perché so cosa provi,ma ricorda la tranquillità la si deve cercare nel cuore,nei cuori di chi ci ama veramente e nel nostro cuore che deve esser sempre un cuore che ama !
    ciaooo piccola

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 16, 2013 @ 09:39:13

      Cara Rosetta, mi dispiace molto per tua suocera, già te lo avevo scritto di là…
      I brutti momenti, le brutte esperienze ci accomunano un po’ tutti, la differenza sta nell’accogliergli, nel metabolizzarli, nel farli proprio… Inevitabilmente essi ci cambiano, dentro e fuori, come tu ben sai, ma fanno parte della vita….
      Grazie per la tua risposta, per aver condiviso con noi le tue esperienze, grazie di essere qui…
      Un abbraccio forte e a presto…
      Buona giornata…. ♥

      Rispondi

  5. Insolit@
    Apr 15, 2013 @ 08:36:52

    Quante domande in questo post…a quasi nessuna c’è una risposta, sai!
    Non ci si ferma mai, neppure quando ci sembra di trovare un equilibrio. La vita è un susseguirsi di pensieri, di domande, di scelte, di cose da compiere, di nodi da sciogliere…con fatica e pazienza, accomodando: quando si può, battendoci: quando è necessario. E’ questo che ci fa crescere…ma è anche questo che ci fa incontrare le cose belle e felici, come riconoscere la bellezza di quello che stavi lasciando, la sua preziosità. E’ così che riconoscerai quando e dove fermarti, con chi e perchè. Quando la bellezza sarà più forte anche di te stessa, quando ti sentirai a casa anche se questa fosse una strada che non immaginavi mai.
    Quel che importa è non perdere la tua via, perchè poi quello che hai attorno muterà sempre, i capelli di mamma diventeranno più bianchi, i sorrisi del tuo lui mancheranno o spunteranno inaspettatamente, ci saranno altri rintocchi di campana ad annunciare una messa. Ma quello che sino ad oggi hai accolto sarà tuo per sempre e con quel bagaglio dovrai camminare la tua via di donna verso il sorriso, verso la luce, verso la tua destinazione ultima, incontro al tuo destino. Non ci sono bacchette magiche per trovar pace, solo una manciata di forza da spargere sulle tue gambe e l’impegno di mantener pulito e curato il giardino della tua anima.
    Trova il sorriso, sempre, in ogni giorno, se guardi bene lo troverai nascosto nelle piccole cose e ti stupirai ogni volta d’averlo trovato. Anche nei giorni tristi.
    Ti abbraccio con affetto.

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 16, 2013 @ 09:35:43

      Cara Laura, non mi sento di aggiungere niente alla poesia che hai messo in questo commento…
      Nessuno come te riesce a rendere perfettamente le sensazioni che ho dentro, hai descritto tutto alla perfezione: io sono cosciente di tutto questo, ma ciò non toglie che, a volte, la malinconia mi assale soffocandomi, quasi…
      Ti ringrazio per la dolcezza e la delicatezza che mi riservi, ne ho così tanto bisogno, ogni giorno di più…
      Ti stringo forte forte sul mio cuore…
      Ti voglio bene… ♥

      Rispondi

  6. Sergio Baldin
    Apr 15, 2013 @ 08:25:52

    Ciao carissima Debby, buon viaggio verso la tua destinazione, spero ora anche con un mezzo sorriso, sapendo di ritrovare la tua simpatica e svagata amica dell’esperienza pescarese.
    Mi sono rattristato con te per un dettaglio, quello della richiesta di mandarti una foto delle prime ciliegie, sapendo che ora stanno a malapena sbocciando i fiori!
    Mi hai fatto ricordare i tempi del servizio militare, che poi era stato la mia prima esperienza lontano da casa, la tristezza del dover partire, quando avevo perfino rifiutato una licenza premio, perché per pochi giorni non valeva la pena di tornare a casa, sapendo come sarebbe stata dura ripartire.
    Ma la vita è anche così, fatta di momenti alterni, per te soprattutto di tante incertezze, che poi fanno diventare ancora più desiderabile il raggiungimento dei traguardi che ti sei prefissata, che non sono pretese di qualcosa di straordinario, ma semplicemente aspirazione che è normale e giusto avere!
    Io credo che il silenzio della mamma fosse un po’ legato a questa tua partenza, sapendo che sei tu quella che le serve più aver vicino, che le da sicurezza, lei non te lo farà capire, ma le mancherai parecchio.
    Non ho capito bene se per Pietro la tristezza e la mancanza di sorriso sia una costante, oppure se pure lui sia emotivamente condizionato dalla tua partenza.
    Per te sono tutte testimonianza di affetto vero e profondo, quello per una persona straordinaria ed indispensabile, della quale c’è il bisogno di averla accanto.
    Io ho cercato di imparare una cosa, utile soprattutto quando si deve fare ciò che non si vorrebbe, per accettare quel che pesa, ed è di puntare sugli aspetti piacevoli, o più accettabili, di ogni situazione, facendoli diventare importanti, talvolta quasi aggrappandosi ad essi, in modo che l’esperienza divenga accettabile.
    Poi un cuore tenero, ed il tuo lo è sicuramente, sarà sempre più facilmente soggetto a soffrire, ma pure a gioire molto di più e le occasioni per farlo tu le stai tutte accumulando, come un credito che prima o poi riscuoterai sicuramente!
    Coraggio mia dolcissima amica, ci invita anche Papa Francesco a non perderlo mai, lasciati rassicurare da questa prospettiva!
    Ti abbraccio forte, ti voglio bene! Buon ritorno a Pescara!

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 16, 2013 @ 09:32:13

      Ciao Sergio, è sempre molto bello tutto quello che mi dici, grazie!!!!
      La mia mamma, di certo, è triste per la mia partenza, di certo le manco tanto, di certo le do’ sicurezza quando sono accanto a lei, di certo io sono più paziente di mio fratello, ma non so se quella sera sia stata silenziosa per questo motivo…
      Per quanto riguarda Pietro: lui è tendenzialmente un musone e glielo dico sempre, perchè, abituata al sorriso come sono io, mi fa male vederlo sempre triste, come se fosse sempre infelice… 😦
      E va beh, ognuno è fatto a modo suo e forse Dio ci ha messi insieme perchè sapeva che io sorrido per tutti e due…
      Non perdo il coraggio per andare avanti, anche se a volte ho la tentazione di gettare la spugna…
      Dura per un po’ quella tentazione, però, poi, per fortuna, passa….
      Ti abbraccio forte forte e a presto, amico mio….
      Buona giornata di cuore… ♥

      Rispondi

  7. Francesco
    Apr 15, 2013 @ 00:14:12

    Forza Deborath.
    Non vorrei sembrarti cinico, ma se la vita fosse tranquilla come tu cerchi, non sarebbe vita, ma qualcos’altro: e non credo piaccia a nessuno.
    Si, è vero, a volte abbiamo bisogno di certezze, di tranquillità e di serenità, ma tu hai intorno tante persone che ti vogliono bene e che ti danno la forza per andare avanti. Sempre. Un abbraccio. Francesco.

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 15, 2013 @ 07:27:31

      Ciao cugino!!!! Che piacere averti qui! Hai ragione quando dici che ho intorno tante persone che mi vogliono bene, ma è pur vero che alla mia età un po’ di stabilità in più non è che guasterebbe, comunque ringrazio sempre per ciò che ho e ringrazio te di essere passato. Era tanto, ormai, che non venivi a trovarmi. Un abbraccio forte e a tutti voi. 🙂

      Rispondi

  8. *Annamaria*
    Apr 14, 2013 @ 20:54:03

    Leggendo l’inizio di questo post, lo immaginavo dedicato alla descrizione della malinconia che si prova normalmente quando si lascia la propria casa per andare lontano, soprattutto sapendo che, nel tuo caso, passeranno dei mesi prima di rivedere i luoghi a te cari. Ti immaginavo comunque serena sul balcone di casa tua, mentre cercavi di fissarti negli occhi il panorama che si vede dal tuo balcone e di assaporare con tutti i sensi quello che stavi per lasciare.
    E invece poi si scopre che non è solo questo, che il nodo in gola che non si scioglie è provocato da tutto il dolore vissuto negli ultimi mesi che si è aggiunto ai problemi mai risolti di una vita instabile e che non riesce a soddisfare le normali aspettative di una persona giovane che vorrebbe solo vivere pienamente la sua vita e costruirsi un futuro.
    Mi dispiace non aver notato il velo di tristezza che copriva la malinconia quando ci siamo salutate oggi, sarà perché ormai ci vediamo sempre di fretta o forse è che io certe cose non riesco a notarle più…
    Avresti bisogno di un po’ di tempo per mettere a posto tutti pensieri e le sensazioni che affollano la tua mente, anche se alcuni nodi non li potrai sciogliere perché non dipendono direttamente da te… ma da domani riprenderai la vita che hai lasciato qualche settimana fa e ti ritroverai a correre di qua e di là senza avere il tempo nemmeno per renderti conto di quello che ti sta accadendo… e allora?
    Allora c’è il rischio che questo stato d’animo ti impedisca di vivere il presente… mi hanno colpito le parole di Pietro che ti ha visto in tutti questi giorni proiettata verso il giorno in cui saresti dovuta ripartire… Perciò, se posso darti un consiglio, ti direi di vivere appieno questa esperienza, perché questi mesi saranno preziosi e non torneranno più!
    Non mi riferisco tanto al cumulo di materie (non dico inutili che pare brutto :P) da studiare e allo stress provocato dal pensiero di non riuscire ad uscirne “sana e salva”, ma all’opportunità di incontare persone straordinarie e di creare profondi legami di amicizia! Da quello che racconti si vede che già lo stai facendo e allora fai un respiro profondo e ributtati con coraggio in questa avventura, cercando di riportare a casa una valigia carica di esperienze e ricordi positivi! 😀
    Ti auguro di raggiungere al più presto la serenità che meriti!
    E speriamo che questo tfa ti aiuti a fare concretamente qualche passo in avanti! 😉

    Rispondi

    • *Annamaria*
      Apr 14, 2013 @ 20:56:58

      ops ops ops! ehm…. Ma questo commento è chilometrico!!! Dove è andata a finire la mia proverbiale capacità di sintesi? :p

      Rispondi

    • Deborath
      Apr 15, 2013 @ 07:21:13

      È vero Anna, ho accumulato troppe cose e ieri ero estremamente triste ed ho pianto per quasi tutto il tempo. Adesso ho già lasciato anche Roma e sono sull’autobus che mi porterà a Pescara in attesa di poter prendere quello che mi porterà fino a casa. Sono stanca, ho sonno e mi sento totalmente priva di forze che spero torneranno in fretta. Ti abbraccio forte e grazie per il bel commento lungo lungo… 😉

      Rispondi

  9. lucetta
    Apr 14, 2013 @ 20:54:02

    Ti capisco. I tuoi “vorrei” sono desideri legittimi e giusti …..ma, vista la situazione attuale, devi ancora pazientare. Ti rispondo con il Vangelo di oggi. Non c’è amarezza, delusione, fatica che non possa essere vinta. Sei invitata a tentare ancora,” a gettare le reti”, a provare, a fidarti. Lo so che vorresti trovare stabilità in tutti i campi ma per adesso…..E’ COSI’ e non puoi fare altro che accettare.
    Però ti aspettano anche cose belle. Il sorriso di Serena, persone che con le loro battute a volte insensate ti fanno sorridere ecc.ecc. Adesso sai dove andare, hai una casa che condividi con un’amica, la chiesa vicino, dai su guarda a ciò che possiedi. Un abbraccio.

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 15, 2013 @ 07:12:55

      Sì, Lucetta,guardo a ciò che ho, anche se non posso non pensare a ciò che ho lasciato lì. Purtroppo mi viene sempre molto difficile vivere a compartimenti stagni :-(. Ora sono sull’autobus per Pescara, avendo lasciato quello per Roma da poco più di un’ora. Un abbraccio e buona giornata. 🙂

      Rispondi

  10. Rita
    Apr 14, 2013 @ 20:07:52

    Non ti nascondo che in un primo momento ho sorriso leggendo le tue osservazioni “manzoniane”, ma poi mi si è stretto il cuore … hai ragione: hai accumulato tanto stress in questi ultimi tempi, ma io ti invito a reagire soprattutto pensando che questo ulteriore sacrificio sarà determinante per il tuo futuro. Sforzati di sorridere, lo sai fare, non dare preoccupazioni alla tua mamma che sicuramente preferirebbe vederti partire serena, e anche Pietro…. Forza Deborath … un paio di mesi non sono tanti…. Ti abbraccio forte forte e faccio il tifo per te. ❤

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 15, 2013 @ 07:08:23

      Cara Rita, lo so che un paio di mesi non sono tanti, so anche che, una volta dentro, tirerò la barca, come sempre, ma il distacco è sempre doloroso. Un forte abbraccio…

      Rispondi

  11. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Apr 14, 2013 @ 13:53:10

    ma, come devo fare con te?????

    Rispondi

  12. Annadaicapellirossi
    Apr 14, 2013 @ 10:45:21

    Cara Deb, posso capire quello che provi! forza e coraggio che è solo un periodo di passaggio! Quanto prima le cose si sistemeranno e troveremo finalmente una stabilità rasserenante! ❤

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 14, 2013 @ 14:31:05

      Tu dici, Anna, è davvero solo un periodo????
      Grazie per l’incoraggiamento, grazie per le tue parole…
      Questa esperienza, ovviamente, ha dei lati belli e positivi: il fatto di aver conosciuto te e tante altre belle persone… ciò non toglie, però, che il fatto di dover partire mi fa stare male comunque….
      Ci vedremo presto, amica mia…
      Ti abbraccio, per ora, solo virtualmente, in attesa di poterlo fare di persona martedì… 🙂

      Rispondi

  13. lella
    Apr 14, 2013 @ 10:34:16

    è come uscire da una vita ed entrare in un’altra…lasci un pezzo qua e uno là…
    un abbraccio
    lella

    Rispondi

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