Vite


Mi affascina il mistero delle vite,
che si dipanano lungo la scacchiera
di giorni e strade, foto scolorite,
memorie di vent’anni, di una sera.

Mi coinvolge l’eterno gocciolare
del tempo sopra il viso di un passante
e il chiedermi se, nei suoi tratti, appare
l’insulto di una morte o di un amante.

Il mondo visto con gli occhi asfaltati,
rincorrendo il balletto delle ore,
noi che sappiamo dove siamo nati,
ma non sapremo mai dove si muore.

Mi piace rovistare nei ricordi
di altre persone, inverni o primavere,
per perdere o trovare dei raccordi
nell’apparente caos di un rigattiere.

Quadri per cui qualcuno è stato in posa,
un cannocchiale che ha guardato un punto,
un mappamondo, due bijoux, una rosa,
ciarpame un tempo bello e ora consunto.

Oggetti che qualcuno ha forse amato
ora giaccion lì, senza padrone,
senza funzione, senza storia o stato,
nell’intreccio di caso o di ragione.

E la mia vita cade in altre vite
ed io mi sento solamente un punto,
lungo la retta lucida e infinita
di un meccanismo immobile e presunto.

Tu sei quelli che son venuti prima,
che in parte hai conosciuti e quelli dopo,
che non conoscerai come una rima
vibrante, bella, però senza scopo.

Non saprai e non sai questo dolore
che vagli tra le maglie di un tuo cribro,
svanisce un po’ nel contemplare un fiore
si scorda fra le pagine di un libro.

Perché non si fa a meno di altre vite,
anche rubate a pagine che sfogli,
oziosamente e ambiguo le hai assorbite
da fantasmi inventate che tu spogli.

Rivestendoti in loro piano piano,
come se ti scoprissi in uno specchio
l’uomo Dublino o l’ultimo Mohicano,
che ai 25 si sentiva vecchio.

Perché la nostra è insufficiente appena,
ne mescoliamo inconsciamente il senso:
siamo gli attori ingenui su una scena
di un palcoscenico misterioso e immenso.
(A. Celentano)

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55 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. zebachetti
    Ott 06, 2011 @ 23:02:49

    buonanotte debby un piccolo saluto e un grande sorriso per te. ciao

    Rispondi

  2. francesca
    Ott 05, 2011 @ 12:53:15

    a me questa canzone piace! 🙂
    Buona giornata

    Rispondi

    • Deborath
      Ott 06, 2011 @ 14:04:21

      Ciao Francesca, benvenuta nel mio blog e grazie infinite di aver lasciato una traccia del tuo passaggio: torna pure quando vuoi, se ti va, a me non può che far piacere…
      A presto spero… 🙂

      Rispondi

      • semprevento
        Ott 06, 2011 @ 14:53:24

        io vengo e ascolto!!!
        ..leggo pure!!!!
        Un bacio,
        Bel Sorriso!!!
        quando scrivi ????????
        😀

        Rispondi

        • Deborath
          Ott 06, 2011 @ 15:12:25

          Ciao amica mia dolcissima: è bello vederti passare da qui anche quando è tanto che non scrivo, è bello vedere i tuoi commenti…
          Ho una cosa da suggerirti, sempre se ti va: potresti spulciare tra gli archivi anche i vecchi post… Potresti trovare qualcosa che stimoli i tuoi commenti… 😉
          Comunque, scriverò molto molto presto…
          Ho un’esperienza meravigliosa da condividere con voi, ma sono in cerca delle parole che possano rendere anche solo minimamente l’idea…
          Ti voglio bene… ♥

          Allora che faccio, ti aspetto nei vecchi post???? 😉

          Rispondi

          • semprevento
            Ott 06, 2011 @ 15:25:48

            certo che si…
            mi son segnata i post da leggere d’inverno..quando le sere son lunghe…e non passano mai….a me piace spulciare..si imparano tante cose…e si impara a conoscere meglio chi scrive…si raccolgono un sacco di cose interessanti!!!

            ciao Bel sorriso!
            ..per me ormai sei questo…a volte dico ma chi è Deborah???? 🙂
            Ciao tesora.
            vento

            Rispondi

            • Deborath
              Ott 06, 2011 @ 15:51:51

              Quindi questo vuol dire che hai segnato anche alcuni dei miei vecchi post!!!
              Vedrai, sono certa che non ti deluderanno: io credo che quelli vecchi siano molto migliori degli attuali, ma forse è solo una mia impressione…
              Poi mi saprai dire tu…
              Ti aspetto sempre con grande gioia, quando vorrai…
              Tranquilla per il “nomignolo”: mi piace molto e lo sento mio…
              Ti voglio bene, Vento…
              Baciami Sara… 🙂

              Rispondi

  3. angelonocent
    Set 26, 2011 @ 18:46:12

    Dunque, il testo della canzone non sarebbe di Celentano ma di FRANCESCO GUZZINI (classe 1940), l’autore della famosa canzone “DIO E’ MORTO”, cantata dai Nomadi e che, a distanza di anni, ancora spopola.

    OSSERVATORE ROMANO – Intervista di Brunetto Salvarani, 16 gennaio 2010

    Qual è il tuo rapporto con Dio?

    Beh, parlerei piuttosto del rapporto con un senso religioso delle cose: in genere mi definisco agnostico, anche se, quando sono soprappensiero, mi scopro vagamente panteista. Il senso religioso della vita può essere l’avere una morale che hai assunto fin da quando eri bambino. Poi si è modificato con certe conoscenze, certi incontri e certe cose, ma grosso modo è quello. E quindi per me il senso religioso della vita è innanzitutto attenersi alla propria morale e poi pensare che tutto sommato anche per me, che sono laico, c’è la parte misteriosa della vita che non può essere schiacciata dal positivismo, dallo scientismo, come poi i secoli hanno sempre dimostrato, e quindi le fughe nell’irrazionale ci sono e ci saranno sempre.

    Anzi, sono un po’ non solo la nostra condanna, ma anche, a volte, la nostra fortuna, la nostra possibilità di espansione. Qualche settimana fa, come sai, è morta mia madre, Ester. Da qualche tempo, sto pensando a una canzone, che forse però non ultimerò mai, che sarebbe la mia personale Spoon River, e che vorrei intitolare Vignale, dal nome della località in cui si trova il cimitero di Pàvana, in cui vedo i miei passati con cui parlo; se si vive in un paesino come questo, la morte è presente, ogni anno se ne va qualcuno.

    Mi viene in mente anche un pezzo di molti anni fa, Gli amici, in cui canto:

    “Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura, / avremo un paradiso su misura, / in tutto somigliante al solito locale, / ma il bere non si paga e non fa male. / E ci andremo di forza, senza pagare il fìo / di coniugare troppo spesso in Dio: / non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui, / ma questo mondo ce l’ha schiaffato Lui”.

    Ho scritto, tempo fa, un ricordo per Biggi, un amico che se n’è andato, un farmacista ligure che era stato partigiano assieme a Italo Calvino, per una pubblicazione del Club Tenco, in cui gli dico: hai presente la mia canzone Gli amici? Immagino sarai sicuramente là – lui era un discreto bevitore – e stapperai le bottiglie di vino: ci sarà Amilcare del Club Tenco, Augusto dei Nomadi, Victor dell’Equipe 84, il fumettista Bonvi, e poi ora è arrivato anche De André. Vedrai che un tavolo di carte lo organizzate di certo!

    Gli dicevo anche che la morte è un fatto del tutto naturale, e che noi uomini siamo come piante, che hanno un’infanzia, una giovinezza, una maturità, poi, a un certo punto, il loro ciclo è finito e se ne vanno: siamo esseri umani, Biggi, fondamentalmente buoni e retti, con una nostra morale implacabile, ma religiosi il giusto. Del resto, che noia sarebbe essere immortali…

    (©L’Osservatore Romano – 16 gennaio 2010)

    Riportando questo stralcio, non voglio dimostrare nulla, solo partecipare il pensiero dell’autore. E rimangiarmi quanto attribuito a Celentano che ho chiamato in causa ingiustamente.

    Rispondi

    • Deborath
      Set 28, 2011 @ 22:19:00

      Beh, Papi, non c’è che dire: grazie per la citazione e Celentano è felice che tu abbia ritirato le accuse contro di lui…
      Ihihih…
      E’ bello anche conoscere il pensiero degli artisti: io non vado molto dietro alla musica e non ho idoli…
      Mi fermo solo all’impressione che la canzone ha dato a me…
      PErò, tranquillo, ho capito fin troppo bene che non approvi e che non ti piace…
      Però io ti voglio bene lo stesso e sono contenta che tu sia così polemico, perchè altrimenti nessuno mai accenderebbe tutte queste discussioni da queste parti…
      GRAZIEEEEE!!!!
      Un bacio e buona notte…
      TVB… 🙂

      Rispondi

  4. lasko
    Set 25, 2011 @ 21:29:23

    avete scritto tutto….cosa posso dire?
    bello sia l’intervento angelonocent ma devo dire che il bellissimo commento di deborath mi ha entusiasmato,,,una analisi molto interessante…
    cosa dire ancora?
    bhè vi posso dire che nel testo mancano due strofe che celentano ha eliminato….
    chissà perché? erano quartine che Celentano non condivideva? ve le posto sotto:

    …..l insulto di una morte o di un amante …
    la rete misteriosa dei rapporti
    che lega coi suoi fili evanescenti
    la giostra eterna di ragioni o torti
    il rintocco scaglioso dei momenti,

    ….ciarpame un tempo bello e ora consunto,
    pensare chi può averli adoperati,
    cercare una risposta alla sciarada
    del perché sono stati abbandonati
    come un cane lasciato sulla strada

    cosa ne dite di queste?

    Rispondi

    • semprevento
      Set 25, 2011 @ 22:16:47

      …forse perchè non erano abbastanza ” musicali “?

      o forse perchè c’è di sottofondo una vita non proprio limpida?
      sciarpame e sciarada son parole significative….

      o magari sforava con i tempi!!!
      ..se tu lo sai…diccelo!!

      Rispondi

      • lasko
        Set 26, 2011 @ 13:17:19

        Certo che è un po meno musicale delle altre strofe ma non credo sia questo, celentano ha cantano delle cose che…lasciamo perdere va…

        Per quanto riguarda i tempi? mhm….celentano è oltre i tempi…comanda LUI e figurati se si preoccupa dei tempi…non credo.

        forse la terza che hai detto…dico forse perché io non lo so….però fra le tre soluzione tue è la più logica (conoscendo celentano artista)
        vediamo se ce ne saranno altre…..andiamo per “scarto”

        un abbraccio caro

        Rispondi

        • semprevento
          Set 26, 2011 @ 13:24:40

          🙂
          c’ho pensato tutta notte….
          poi alla fine ho concluso che gli artisti egocentrici sono ego.PUNTO!

          –se non hai te la soluzione..che canti…figurati io che sono stonata come una vecchia ciabatta senza suola!
          ricambio..ho fatto un giro da te ieri…bel Blog…intenso..e molto curato…

          ( scusa bel Sorriso dell’invasione!)
          vento

          Rispondi

          • lasko
            Set 28, 2011 @ 21:18:34

            ahhahahah grande sempre vento..mi hai fatto ridere…(ovviamente nel senso vero e simpatico)
            non avevo mai sentito l’espressione:
            -stonata come una vecchia ciabatta senza suola- troppo forte:))P

            grazie per essere passata sul mio sito…grazie….

            Ci sono frasi o espressioni che avrei voluto scrivere io..
            scusa bel Sorriso dell’invasione…..bellissima….
            un abbraccio carissima:)

            Rispondi

          • Deborath
            Set 28, 2011 @ 22:11:18

            E’ vero!!!! Concordo con Lasko: questa espressione per descivere il tuo essere stonata è davvero fortissima!!!! Ha fatto fare un sacco di risate anche a me!!!!! Ihihih…
            Pure io sono stonatissima, ma il mio paragone si ferma a “sono stonata come una campana ROTTA”….
            Ma devo ammettere: la tua trovata della ciabatta è geniale!!!!
            Un bacio ♥

            Rispondi

          • Deborath
            Set 28, 2011 @ 22:14:00

            E non vi scusate!!! Nè tu nè Lasko: non c’è stata proprio nessuna invasione…
            Sono felice di avervi qui, sono felice che siate miei ospiti, quindi, ci mancherebbe altro che ora vi impedisco di parlare nel mio “salotto” virtuale!!!!
            Fate pure, a me non può che fare piacere…
            Un abbraccio ad entrambi e buona serata….

            P. S. Laskoooooo, sto aspettando il seguito della storia!!!!! 😉

            Rispondi

            • lasko
              Ott 07, 2011 @ 14:32:44

              bellezza…si appena ho voglia e ispirazione continuo a scriverla…..grazie tesoro…..un bacio e ancora complimenti per il tuo blog…
              ciao cara

              Rispondi

              • Deborath
                Ott 07, 2011 @ 14:38:07

                Ciao Lasko, grazie infinite… 🙂
                Hai visto, ho messo un post nuovo…
                Chissà se può suscitare la tua fantasia per un commentino fresco fresco… 😉
                Scherzo: commenta solo quando ti va e se ti va…
                A presto e grazie ancora per essere passato… 🙂
                Un abbraccio e baciami il bimbo…

                Rispondi

    • Deborath
      Set 28, 2011 @ 22:02:53

      Caro Lasko, che bello!!!!
      Stai dando un tocco di vita a questo blog, suscitando delle discussioni che, ormai da tempo, non si facevano più… Ti ringrazio molto per questo… 🙂
      E così, Celentano ha omesso queste due quartine: sai, dopo che ho pubblicato questa canzone, mio cugino aveva inserito queste due strofe su fb, ma io non capivo da dove derivassero… Ora il mistero è svelato…
      Ti dirò, non so perchè lui le abbia tolte, però a me non dispiacevano, sinceramente…
      Ti saluto e ti ringrazio ancora di essere passato più volte…
      Ti invito, se ti va, a fare un giro anche in altri post… Magari trovi qualcosa che potrebbe piacerti…
      Anche cercando tra gli archivi o richiedendo un post a caso…
      Sempre se ti va, ovvio…
      A presto, spero… 🙂

      Rispondi

      • lasko
        Ott 07, 2011 @ 14:34:09

        mica sono io? sono gli iscritti che sono tutti simpatici….a volte un pò troppo lunghi nei post ma interessanti……berora(th) ciao

        Rispondi

        • Deborath
          Ott 07, 2011 @ 14:39:26

          Sono contenta che ti piacciano i miei blog-amici: tutta gente splendida…
          A volte si incontra qualcuno un pò così, ma chi resta lo fa perchè è simile a te e ti vuol bene…
          A presto, Lasko… 🙂

          Rispondi

  5. Sonja A.
    Set 25, 2011 @ 14:39:13

    Non conoscevo nemmeno io questa canzone di Celentano e mi è piaciuta assai, almeno quanto la tua analisi del testo che è stata ancor più profonda e coinvolgente del testo stesso.
    Adesso la metto nel mio iPod così la porterò sempre con me.
    Ti abbraccio forte!

    Rispondi

    • Deborath
      Set 25, 2011 @ 14:45:49

      Ciao dolcissima amica mia, sono contenta di rivederti e di averti fatto conoscere questa splendida canzone…
      Davvero la mia analisi del testo ti è piaciuta? Credi che sia attinente alla canzone oppure dici che ho travisato tutto?
      Beh, in ogni caso, questo è quello che ha trasmesso a me, poi, sai, la musica è sempre molto soggettiva, per cui suscita emozioni diverse in ogni singola persona che l’ascolta…
      Ti abbraccio e sono felice di rileggerti…
      A presto…
      Ti voglio bene… ♥

      Rispondi

  6. semprevento
    Set 25, 2011 @ 10:08:31

    Questa canzone non la conoscevo….in effetti non è nello stile di celentano…
    ma la trovo molto bella….
    E’ risaputa la fede di Adriano…
    anche se il testo lo ha scritto guccini, l’ha interpretata benissimo…
    sai che ci vedo io?
    semplicemente una canzone con un significato a tratti di solitudine velata ..
    altri in cui l’osservare il mondo che ci circonda è essenziale agli occhi , non solo al cuore…non siamo soli e sebbene la morte sia un mistero , avverrà prima o poi, ma nel frattempo viviamo con sentimento questo lungo cammino in cui volenti o nolenti, non siamo soli.

    un bacione a Bel Sorriso…
    vento

    Rispondi

  7. angelonocent
    Set 25, 2011 @ 00:17:54

    Cribbio!

    Che cavolo vorrà mai dire “c r i b r o”, che poi va a fa rima con libro?

    Si vede proprio che Celentano è uomo colto. Per coglierne il significato io ho dovuto consultare il dizionario:
    “[crì-bro] s.m.
    1 raro, lett. Crivello, staccio”.

    Dunque, secondo il testo, strumento per “vagliare il dolore”. Sarà !?

    ***

    …Il mondo visto con gli occhi asfaltati

    …nell’apparente caos di un rigattiere

    …che ai 25 si sentiva vecchio

    …un meccanismo immobile e presunto

    …siamo gli attori ingenui su una scena…

    ecc. ecc. ecc…

    ***

    Lucetta, non sei la sola limitata. Io, davanti a questo testo vado addirutura fuori di testa.

    Aimè, Deborath, cosa ti sta succedendo?
    Torna ai classici, per favore!

    La vita non è sogno. Ce lo ha detto di recente anche il rabbino di New York Michael Shevack. Il problema di questi nostri tempi moderni è che il materialismo ha inibito la nostra capacità di comprendere la vita.

    Ed aggiunge che la cattiva spiritualità di religioni del passato ha dato vita al cattivo materialismo di oggi, e dal cattivo materialismo dei giorni nostri vediamo cominciare a sorgere una rinnovata cattiva spiritualità, nella quale la vita è considerata come una realtà virtuale, e non come una realtà reale creata dalle mani di Dio, ma una simulazione fatta al computer dalla mente umana.

    La canzone di Celentano mi suscita proprio questa sensazione.

    Ma noi non dobbiano esitare a ricordarci che la “Storia è sacra”; e che gli esseri umani sono il veicolo attraverso cui la divinità si esprime. Nell’antico popolo ebraico la presenza viva di Dio era percepita come vivente, similmente la cristianità ritiene oggi che questa presenza di Dio sia nella carne palpitante di Gesù Cristo.

    Nella canzone di Celentano non è detto chiaramente ma è sott’inteso che la vita è sogno.

    Credimi, è pericoloso sentirselo ricordare ripetutamente, perché sarebbe come sostenere
    – che gli esseri umani non sono nati dal Dio vivente,
    – che non siamo soprannaturali,
    – che siamo degli scimpanzé belli e vestiti,
    – che siamo più degli scimmioni assurti a livelli più alti che degli esseri liberi che hanno fatto l’esperienza della “caduta”.

    Una volta che si accetta l’idea che la vita sia un sogno si distrugge la storia sacra, si distrugge l’idea per cui Dio è più alto della natura.

    Se la nostra opera è peritura come un albero, se non c’è nulla di permanente in niente di ciò che facciamo, se la nostra vita è futile, vuota, disperata ed è uno spreco di esistenza, nell’istante in cui si dovesse accettare che la vita non è reale, si distruggerebbe la vita.

    Epperò è solo attraverso il fenomeno della vita che si possono sentire le mani di Dio che passo dopo passo ci guidano.

    Perché la vita è ragionevole e la mente di ognuno di noi è la porta che conduce alla vera fede del cuore.

    Il nostro posto nell’ordine delle cose è quello di essere le mani di Dio in un mondo reale, è quello di partecipare come individui alla Storia sacra. Ciò che ci è chiesto di fare è di vivere l’esperienza della divinità nel nostro corpo di carne ogni giorno.

    Insisto: ciò che tutti sappiamo con assoluta certezza è che c’è un solo Dio, e non è un sogno, è realtà. La vita non è sogno, perché Dio è reale. Dunque, inutile girarci intorno. Perché si finisce per vedere il mondo “con gli occhi asfaltati”.

    Suvvia, Celentano, non siamo “attori ingenui sulla scena”! Ma dai!
    Perché non provi a farti un giro all’oratorio? Chissà che questa volta non ti capiti di trovare un prete per chiaccherare.

    Scusatemi tutti. Molto probabilmente qui il farneticante sono io.

    “Mi piace rovistare nei ricordi
    di altre persone, inverni o primavere,
    per perdere o trovare dei raccordi
    nell’apparente caos di un rigattiere”.

    Torno sul dizionario:
    “rigattière m
    1. chi acquista o rivende roba vecchia, usata o fuori uso, specialmente vestiti, masserizie e simili.”

    Il caos è solo apparente?

    Avevo dei dubbi. Ora non più: il miliardario Celentano è proprio un rigattiere. Specialmente quando spaccia analisi socio-politico-religiose. Mestieraccio il suo. Ma i soldi si fanno anche così.

    Rispondi

    • Deborath
      Set 25, 2011 @ 09:30:52

      Eccoti qui, mio dolce Angelo, polemico come sempre….
      Ho capito che questa canzone non vi è piaciuta, mi sta bene e lo accetto, anche se non riesco proprio a capire come tu possa leggere attraverso queste parole che la vita è SOLO un sogno…
      Se vuoi ti dico perché è piaciuta a me, che voli pindarici mi ha fatto fare, a cosa mi ha fatto pensare e perché mi ha colpito, senza per questo mettere in dubbio l’esistenza di Dio o la realtà della vita stessa….
      Dunque: (str. 1) La scacchiera per me è vista come il mio mondo e, grazie a Dio, nel mio mondo incontro sempre molte persone… Alcune le conosco bene e sono i miei pochi amici, altre un po’ meno e sono i conoscenti, ma poi ci sono quelle migliaia, se non milioni, di vite che incontro per strada e che sfioro appena, che mi colpiscono per una caratteristica fisica, per un atteggiamento, per un sorriso o per una lacrima…
      (Str. 2) Anche io, spesso mi interrogo su chi mi passa accanto, a volte “giudico”, stupidamente, qualcuno, ma poi rifletto sul perché quel qualcuno è in un determinato modo o si comporta in un determinato modo e penso che dietro ogni volto ci sia una storia che io non conosco, una storia fatta di un intreccio di gioie e dolori che hanno fatto sì che una persona sia in un modo e non in un altro…
      (Str. 3) Gli occhi asfaltati, per me, sono solo gli occhi di chi si ferma alla superficialità delle cose e alle apparenze, senza cercare mai di andare oltre, come capita spesso anche a me di fare e poi, per la fine di questa strofa, non credo che abbia da obiettare nulla neanche tu: sappiamo tutti dove siamo nati e nessuno sa dove morirà… Almeno non con largo anticipo…
      (Str. 4) Il fatto di rovistare poi nei ricordi: chi non lo ha mai fatto???
      Ricordo tutte le volte che andavo a casa dei miei nonni, piccina, aprivo i cassetti, esploravo l’impossibile, sfogliavo le foto di gente che c’è stata ed ora non è più tra noi e continuo a farlo tutt’ora… Cerco tra le carte di mio padre, cerco risposte, cerco raccordi ed il caos del “rigattiere” è solo apparente se intrecci i fili per tappare quelli che per te sono vuoti, solo perché tante cose non le sai… Allora, cerchi, cerchi, cerchi tra i ricordi per dare senso a cose che altrimenti rimarrebbero campate in aria e senza un’apparente spiegazione… il comportamento di una persona, determinati atteggiamenti, delle risposte date: non hanno senso senza i dovuti collegamenti e raccordi ed allora, se li scopri, riesci a vedere tutto con occhi diversi… Il “caos del rigattiere” è solo la nostra scarsa conoscenza delle vite e delle esperienze altrui che ci porta a formulare pensieri e “giudizi” sbagliati…
      (Str. 5 e 6) Per quanto riguarda queste 2 strofe, mi voglio riallacciare al mio post sui ruderi: quante cose ci sono nella nostra vita a cui noi non diamo più importanza, ma che per qualcuno, in passato, hanno avuto un senso, sono stati lo scopo di una vita… Quante persone hanno impiegato tempo, lavoro, soldi e fatica per costruire le case in cui hanno poi vissuto insieme alle loro famiglie? Quante gioie e quanti dolori vissuti lì dentro, ed ora???? Sono ridotte ad un mucchio di pietre senza valore e senza più un senso…
      Allo stesso modo, quante cose che ci sono in casa mia, che sono appartenute a mio padre e che lui teneva come una “reliquia”. Non ce le faceva mai toccare, per paura che potessimo romperle, tipo le sue preziose squadrette di quando lavorava come geometra: ogni anno ce le comprava nuove, ma le sue non si toccavano!!! Aveva paura che rompevamo la punta… Oppure i quadri che lui ha fatto al traforo, tutti intagliati… Ancora per noi hanno un grande valore, ma che cosa significheranno per i miei figli se un domani ci saranno???? Ciarpame, solo ciarpame!!!!
      Se poi vogliamo dare a queste strofe il senso che tu hai dato al mio post sui ruderi, ossia che un rudere sei tu (così dicevi): sai quanto “ciarpame” negli ospedali psichiatrici o negli ospizi???? Sì, lo so, ho usato un termine brutto e forte e, credimi, non avrei voluto usarlo: ma quanti ragazzi con problemi vengono trattati così, una volta che muoiono i genitori? O quanti anziani, visti solo come peso e scarto dai figli, ormai fin troppo impegnati per occuparsi di loro? Eppure, sia quei ragazzi che quegli anziani un tempo sono stati molto amati… da chi??? Entrambi dai loro genitori!!!!! Ed ora???? (Ma qui si aprirebbe un mondo che non potrebbe essere racchiuso in un commento)….
      (Str. 7) Anche la mia vita cade, inevitabilmente, in altre vite ed anche io non posso che sentirmi un punto in questo meccanismo immobile e presunto che è il mondo… Attento però, questo meccanismo è immobile e presunto, ma lo è solo se noi ci limitiamo ad essere quel punto… A me succede tante volte di sentirmi così e, tantissime volte, non so come venirne fuori: vorrei cambiare tante cose, vorrei farne mille altre, ma poi, c’è sempre qualcosa che ti frena ed allora vedi che il tuo mondo è fermo in una stasi che sembra impossibile da superare… Nelle vite di tutti noi ci sono momenti di stallo: una cosa è certa, non è in nostro potere (inteso come potere del singolo) riuscire a sbloccare questo meccanismo… Certo, nel nostro piccolo, ognuno di noi cerca di fare qualcosa, nella speranza che qualcosa possa cambiare, ma raramente, i risultati si vedono, ahimè!!!!
      (Str. 8 ) La canzone si riannoda poi, nuovamente, alle persone conosciute e a quelle che non si conosceranno mai: sai quante volte, col magone, con rammarico, a volte, anche con rabbia penso a quando avrò dei figli, se mai li avrò, e penso che non conosceranno mai mio padre. Lui, per loro, sarà solo un’ombra, un’immagine, seppur idealizzata, ma pur sempre qualcosa di estremamente irreale, così come lo è stato mio nonno per me… Io non l’ho mai conosciuto: ogni anno vado a portare un fiore sulla sua tomba e lo farò finchè avrò vita, ma il nostro rapporto si riduce a questo: non ho ricordi di lui, non ho mai sentito la sua voce, non ho mai ascoltato il suo pensiero, non ho una frase di lui che mi torna in mente e me lo fa pensare nelle diverse situazioni della vita, cosa che invece mi succede con tutti gli altri nonni… E mio padre sarà questo per i miei figli: solo un’immagine eterea e penso che questo sia un vero peccato…
      (Str. 9) Si parla poi del dolore: chi di noi capisce veramente il dolore dell’altro? Lo stato d’animo che vive chi ci sta di fronte? Pensiamo di poterlo vagliare, ma non ci riusciamo, non riusciamo neppure a vagliare e misurare il nostro… Esso è sempre presente nella vita di ogni uomo, ma poi, a volte, può diventare più lieve se ci si distrae a guardare il miracolo della natura, racchiuso in un fiore o se ci tuffiamo nelle pagine di un libro che, per un momento, possono permetterci di staccarci dalla nostra realtà, dal nostro dolore, e farci sognare un po’ qualcosa di diverso…
      (Str. 10) L’altra strofa continua dicendo che non si può fare a meno di altre vite, non si può fare a meno degli altri: ed anche nella solitudine più totale, si cerca di sopperire a questo, cercando queste altre forme di vita anche all’interno dei romanzi, cosicchè ci si possa riconoscere e confrontare con altre persone, seppur inventate dalla fantasia di uno scrittore…
      Pensa un po’ alla gente che vive completamente sola… Forse perché la solitudine è ciò che maggiormente mi spaventa e mi terrorizza, io credo che pur di sentire la mia vita in relazione con quella di altre persone, le cercherei nei libri. Finirei per confondermi con loro? Non lo so, ma di certo diventerebbero amici e compagni dei miei giorni… E poi, effettivamente: chi di noi, non ha, per una volta, sognato di essere qualcun altro, l’eroe di un cartone animato, la principessa Sissy, la protagonista di un film sentimentale, profondamente amata da tutti??? Si sa, i film sono film, la realtà è ben diversa: ci si ama in modo diverso e ci sono difficoltà e periodi complicati che ti fanno avvertire sempre meno questo amore, ma guai se ci venissero tolti i sogni!!!!! E, poi, per finire con questa strofa: il fatto di sentirsi vecchi ai 25 è una cosa che mi calza a pennello… Anche per me è stato così e lo è tutt’ora: anche io sento di essere ridotta peggio di una 95enne…. Sarà anche un errore, ma per me è la realtà…
      (Str. 11) Per quanto riguarda poi, l’ultima strofa, rimando al commento lasciato a Lucetta. Continuo a pensarla in quel modo: la nostra vita è insufficiente se non si lega a quella degli altri e sì, il palcoscenico misterioso e immenso è proprio tutta la nostra vita: che è un mistero dall’inizio alla fine e noi ne siamo gli attori protagonisti, a volte ingenui e a volte consapevoli… Quante cose facciamo durante i nostri giorni di cui non ci rendiamo conto? Quante volte rispondiamo male, perché presi dalla rabbia? E feriamo le persone? Quante volte, invece, regaliamo un sorriso, e siamo, magari, inconsapevoli del fatto che quel sorriso ha fatto cambiare umore a qualcuno???? E via dicendo…
      Insomma, riassumendo, io non ci vedo nulla di male in questa canzone, credo che sia molto profonda e mi ha fatto riflettere… Se poi ne ho dato una lettura sbagliata, oppure ho urtato qualcuno solo proponendola, mi dispiace molto… Non era mia intenzione e a me piace vederla sotto questo aspetto…
      Un bacio e ben tornato!!!!
      Ti voglio bene… ♥

      Rispondi

      • angelonocent
        Set 25, 2011 @ 17:55:36

        Dici bene: “polemico come sempre”.
        E’ un male?
        Mi affido a wikipedia: “Il termine polemica deriva dal greco “πολεμικός” che significa “attinente alla guerra”, e designa quindi una sorta di guerra, per lo più verbale, condotta contro un avversario detto bersaglio della polemica”.

        Dovrebbe essere chiaro almeno questo: che il bersaglio non eri tu ma il simpatico e geniale Adriano.

        Wikipedia aggiunge: “Può indicare un atteggiamento reciproco oppure unilaterale.
        Normalmente, la parola ha spesso una connotazione negativa, sicché si sente parlare di polemica diffamante, vergognosa, controproducente.

        Dato però che si tratta di un atteggiamento eminentemente verbale, non è detto che la polemica sia sempre e necessariamente un modo di fare da considerare in maniera negativa. Perfino la teologia cristiana vanta una tradizione polemica che dispone di un apparato formale preciso, laddove la POLEMICA non è altro che il contrario dell’ APOLOGETICA. In passato, la polemica era una disciplina praticata in diverse università”.

        Per tornare a bomba, dovrebbe esserti riconoscente Celentano per il bell’intervento “apologetico” che, forse, nessuno gli ha mai dedicato. Solo che un pochino di merito dovrà pur essermi riconosciuto, dal momento che sono riuscito a provocarlo.

        Perché non credo esista sul web uno sforzo pari al tuo per trasformare in prosa il senso di questi endecasillabi, dall’autore resi piacevolmente in musica ma più o meno riusciti, se non talvolta infelici, dal punto di vista estetico e letterario.

        Davanti a un coro di voci plaudenti, cosa sarà mai il fischio, quasi impercettibile, di un solitario che non riesce a cogliere nella canzone del coetaneo Celentano quella “profondità incredibile” che ha folgorato te ed altri ?

        Per farmi meno odiabile, non ho a portata di mano che questo, preludio ai successivi, facilmente reperibili:

        Alla prossima. Con tanto affetto.

        Rispondi

        • Deborath
          Set 28, 2011 @ 21:57:45

          Angelo, sei davvero incredibile!!!!
          Ma sono davvero felice che tu sia tornato!!!!
          Sono felice che continui a provocarmi e a mettere sempre tanta carne al fuoco…
          Un bacio…
          Ti voglio bene… 🙂

          Rispondi

  8. Donatella
    Set 23, 2011 @ 18:14:12

    Ho già lasciato il mio commento a questo post ma ripasso per augurarti un buon weekend e lasciarti un forte, fortissimo abbraccio!

    Rispondi

    • Deborath
      Set 24, 2011 @ 09:17:45

      Ciao Donatella, passa pure tutte le volte che vuoi. per me è sempre una gioia!!!
      E grazie per l’abbraccio: l’ho sentito, sai? Forte forte forte…
      Ti voglio bene… 🙂
      Buona giornata…

      Rispondi

  9. zebachetti
    Set 21, 2011 @ 08:26:24

    un testo veramente bello ho letto che è di Guccini la canzone non la conoscevo bella rovistare nella memoria delle vite si riscopre se stessi. Buona giornata Debby

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 19:37:47

      Ciao Nazzareno, ti ringrazio ancora di essere passato di nuovo… 🙂
      Sono sempre contenta quando trovo nuovi amici…
      Torna pure quando vuoi se ti fa piacere, per me è una gioia averti qui…
      Buona e serena serata… 🙂

      Rispondi

  10. Emilio
    Set 20, 2011 @ 09:39:24

    Bella questa canzone, anch’io non l’avevo mai sentita.
    Riesce a far capire con poco cos’è la vita di ogniuno di noi.
    Buona giornata Debby, un abbraccio!

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 19:34:56

      Ciao Emi, sono contenta che la canzone ti sia piaciuta!!!!
      Come va?
      Tutto bene????
      E’ passato, finalmente, il caldo che ti stava uccidendo????
      Qui fa un bel pò di fresco da 2 giorni a questa parte….
      Un abbraccio forte e saluta la tua mamma da parte mia… 🙂

      Rispondi

  11. Donatella
    Set 19, 2011 @ 15:33:14

    Bella e significativa come poche. Ci fa riflettere non solo sull’unicità di ognuno di noi ma anche su ciò che di straordinario possono creare queste nostre vite quando si intrecciano nell’immenso palcoscenico del mondo. Non conoscevo questa canzone cara Debby e ti ringrazio per avermela fatta ascoltare. Un abbraccio con affetto

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 19:21:00

      Ciao Dony, è vero, è sempre bello vedere questi fili che si intrecciano creando un disegno meraviglioso…
      E’ pur vero che, a volte, certi fili li taglieresti volentieri, però, poi, rischieremmo di vedere il ricamo sfanire tra le nostre dita ed allora, pure i fili più storti e fastidiosi li lasciamo lì, perchè anche loro hanno un loro “compito”…
      Un abbraccio forte, mia cara amica e a presto…

      Rispondi

  12. lasko
    Set 19, 2011 @ 13:15:15

    Francesco Guccini, pardon:)))

    Rispondi

  13. lasko
    Set 19, 2011 @ 13:14:42

    vite, di francesco zucchini, è uno dei testi più belli ed interessanti che adriano ha cantato. A mio personale avviso sono veramente pochi i testi di adriano che sono strutturati in questo modo, forse 15/20.

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 19:12:43

      Ciao Lasko, benvenuto nel mio blog: sono davvero curiosa di sapere come mi hai trovato!!!!
      Ma probabilmente non lo scoprirò mai!!!!
      Ho fatto un giro anche da te ed ho iniziato a leggere la tua storia: hai davvero una bella “casetta” anche tu e credo che ci passerò spesso!!!!
      Spero che anche tu tornerai da queste parti, mi farà sempre molto piacere leggerti… 🙂
      A presto, spero…

      Rispondi

  14. lucetta
    Set 19, 2011 @ 12:53:13

    Ho sempre amato le canzoni di Celentano ma questa deve essere nuova di zecca perchè non la conoscevo. Devo dirti la verità: sarà perchè sono un tipo concreto e mi piace “la prosa più della poesia”…..non mi ha entusiasmata… soprattutto la conclusione mi ha un pochino delusa:
    “Perché la nostra è insufficiente appena,
    ne mescoliamo inconsciamente il senso:
    siamo gli attori ingenui su una scena
    di un palcoscenico misterioso e immenso”
    No,non la penso così e mi auguro che non la pensi così neppure lui.
    Mi associo invece al commento di Sergio quando dice che è più importante aver chiara la meta finale a cui tendere nella nostra vita. Ciao cara un grande abbraccio.

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 19:00:25

      Ciao Lucetta mia, no, non è nuova questa canzone, anzi!!!!
      Comunque anch’io sono una tipa concreta e pure io preferisco di gran lunga la prosa alla poesia, anche perchè quest’ultima non la so scrivere, riesco a rendere le immagini che ho in testa solo con la prosa…
      Sai, non credo che il fatto di dire che la nostra vita sia insufficiente, fosse intesa in senso negativo, ma era forse solo un modo per dire che se la nostra vita non si intreccia con quella degli altri non ha molto senso ed io la penso così!!!!
      Non possiamo vivere solo per noi stessi: inevitabilmente le nostre vite si intrecciano con quelle di tutte le persone che incontriamo sul nostro cammino e, purtroppo per te, anche la tua ormai si è intrecciata con lamia… Ed io non ho nessuna intenzione di mollarti…. Ihihihihih….
      Ti voglio bene, tanto tanto tanto…. ♥

      Rispondi

      • lucetta
        Set 23, 2011 @ 13:03:22

        Chiedo perdono a Celentano per aver travisato completamente la sua canzone.
        Povera me, quanto sono limitataaaaaaaaaa!!!! Ci hai pensato tu a chiarirmi le idee. Grazie figlietta mia!!!!! Mi fa piacere che la notizia su ROSARIO LIVATINO ti abbia reso contenta…..chissà forse possiamo rivolgerci a lui perchè bussi al cuore di Dio per noi e per quello che ci sta più a cuore.Anch’io ti voglio bene e sono contenta di aver intrecciato la mia vita con la tua.

        Rispondi

        • Deborath
          Set 23, 2011 @ 15:46:32

          Ma figurati, Lucetta: ti confesso che, appena ho letto la frase che avevi riportato tu, ci ero rimasta male anch’io, soprattutto a leggerla così come la leggevi tu, ma poi, inserita nel contesto dell’intera canzone, non poteva aver quel senso, non era possibile, e così ti ho dato la mia interpretazione e, magari, è pure sbagliata, ma a me piace leggerla così…
          Io sono felice di aver intrecciato la mia vita con la tua… 🙂
          Ti abbraccio fortissimo e speriamo che presto il nostro caro giudice possa esser proclamato beato…
          Ci aiuterà molto di più così… 😉
          Ti abbraccio forte forte e a presto… ♥

          Rispondi

  15. Rita
    Set 19, 2011 @ 12:31:34

    Ciao Deborath. Come tutte le canzoni di Celentano, anche questa contiene spunti per la riflessione. Nella vita di ogni giorno ci passano avanti tante persone; ognuna di esse ha una propria vita che spesso traspare dal volto, dal modo di camminare…. Quotidianamente ne incontro tante per la prima volta. Vengono davanti alla mia scrivania e richiedono un semplice certificato, chiedono che io iscriva un atto… dietro ogni foglio che rilascio c’è un pezzo di vita. Mi capita di guardare queste persone e di cercare di “leggere” le loro sensazioni; ho letto di tutto: la gioia di chi sta per realizzare il proprio sogno d’amore, il dolore di chi ha perso un proprio congiunto, la tristezza di chi si trova a vivere una separazione …. Sono tutte impresse nei loro sguardi e inevitabilmente “la mia vita cade in altre vite”. Ti abbraccio.

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 18:49:57

      Ciao Rituccia mia, che bel commento!!!!
      E quanto è sublime la tua sensibilità: sai, non credo proprio che tutti gli impiegati comunali vedano il fatto di rilasciare un atto con i tuoi occhi…
      Hai un anima bella, davvero…
      E’ consolante sapere che ancora nel mondo ci siano persone come te…
      A volte hai persino paura ad andare in un ufficio, perchè temi che ti tratteranno male, che non sanno cosa risponderti e se la prenderanno con te… E poi, invece, sai che dietro quelle scrivanie potresti incontrare qualcuno come te e tiri un respiro di sollievo!!!! 🙂
      Grazie Rita, rimani sempre così!!!!
      Che Dio ti benedica!!!!

      Rispondi

  16. Angela
    Set 19, 2011 @ 12:12:59

    Bellissimo questo testo Deborath! Sai che io sono affascinata da quello che le canzoni ci cantano e in semplicità dicono trasmettendo sensazioni ed emozioni particolari alla nostra anima. Le nostre VITE si intrecciano e dicono molto di quello che siamo stati e quello che saremo ogni istante che viviamo si incrocia con gli istanti di chi ci vuole bene e purtroppo di chi ci detesta o peggio ci giudica. E’ bello comunque lasciare un segno un ricordo o un insegnamento nel bene o nel male. Un caro abbraccio a te.

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 18:42:15

      Ciao Angela, sono contenta che anche tu sia riuscita a cogliere il senso profondo di questo testo…
      Io, solitamente, non mi soffermo molto sulle canzoni, nè sono una grande ascoltatrice ed intenditrice di musica, ma in questo periodo mi piace molto analizzare i testi e rifletterci un pò su…
      Ti abbraccio e spero di risentirti presto… 🙂

      Rispondi

  17. sergiobaldin
    Set 19, 2011 @ 11:27:06

    Cara Debby, trovo sempre difficile commentare quello che, almeno lo immagino, anche se non riesco a ricordarmene, sia il testo di una canzone.
    Non ho il dono della sintesi per riuscire a condensare gli spunti principali di così tanti versi, su un tema del succedersi delle vite, così vasto, dove si può dire tutto ed il contrario di tutto.
    Mi vien da soffermarmi sulla strofa conclusiva, che ci colloca come attori ingenui sul palcoscenico misterioso della vita.
    Siamo davvero tutti così ingenui, oppure alcuni lo sono troppo, ed in compenso altri sono scaltri marpioni che se ne approfittano?
    Citazioni ben più insigni di quelle di Celentano ci direbbero che c’è scaltrezza nell’ingenuità e nella semplicità, ma sopratutto, che è più importante aver chiara la meta finale a cui tendere nella nostra vita.
    Buona settimana dolcissima amica mia!

    Rispondi

    • Deborath
      Set 21, 2011 @ 18:44:16

      Sì, Sergio, hai ragione, non è semplice commentare il testo di una canzone, ti ringrazio, comunque, per averlo fatto…
      Io non la conoscevo fino a 2 o 3 giorni fa, poi, mio fratello me l’ha fatta ascoltare e mi ha colpito molto: l’ho trovata di una profondità incredibile ed ho pensato che anche io sono affascinata dalla vita delle persone, dal loro volto, che sempre porta con sè una storia…
      E così ho preso la decisione di dedicarla su fb ad un amico, al quale ho pensato la prima volta che l’ho ascoltata e di pubblicarla anche qui perchè non cada nel dimenticatoio…
      Ti abbraccio e grazie ancora per il tuo commento anche a questo post….
      Buona settimana…

      Rispondi

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