La ricchezza interiore…

Giro per il web e per i blog amici e trovo proprio questo scritto:
“La ricchezza interiore è esattamente così.
Non si nasconde in superficie, in
attesa di essere raccolta.
Non sfavilla sotto i raggi del sole, in modo da
attirare la vostra attenzione.
La ricchezza interiore scorre in profondità,
nel profondo del vostro essere.
Se guardate all’esterno, non la
troverete;
potete individuarla solo guardando all’interno e rimanendo
determinati.
Scavare nella vostra vita significa cercare le lezioni che
potete apprendere su voi stessi quando siete arrabbiati, tristi o
poveri.
Anche gli eventi più dolorosi ci aiutano a crescere a livello
spirituale.
Se trovate la ricchezza interiore, nessuno può portarvela
via:
vi apparterrà per sempre.”

Beh, non c’è che dire: riassume e sublima perfettamente la mia giornata di oggi ed il mio stato d’animo…
Una perfetta sintesi di ciò che il maestro ha cercato di trasmettermi…
Rimango sempre più sbalordita e senza parole…

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32 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. semprevento
    Ago 25, 2011 @ 11:29:17

    Ciao Bel sorriso……quante persone ti voglion bene….
    è un grande sostegno…una fonte di riflessione…
    benché io non ti conosca…cambierebe ben poco…
    Sei tenerissima…

    Ho salutato Sara, contraccambia con lo stesso sorriso tuo.

    bacio
    vento

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 25, 2011 @ 12:15:02

      Cara Vento, sì, sono in tanti a volermi bene e questo è un grande dono, una grande ricchezza e mi dispiace non rendermene conto quando sto così male…
      Sai, ti confido un segreto: la maggior parte di loro, per non dire quasi tutto non mi conoscono…
      (Sarà per questo che mi vogliono bene???? Ahahah… 😀 …. Battutaccia!!!! 😦 )
      Eccetto Annamaria che mi conosce di persona ed Angelo che mi conosce telefonicamente, con gli altri ci conosciamo solo via Web, ma va benissimo, perchè tutti voi siete persone splendide e vi sento molto più vicini di gente che cammina con me fianco a fianco ogni giorno…
      Vi voglio bene e grazie infnite per tutto ciò che fate per me…
      Che Dio vi benedica oggi e sempre… 🙂

      Rispondi

  2. ili6
    Ago 22, 2011 @ 23:01:18

    non partire dalle sofferenze, dal dolore, dalla tristezza;tu sei anche e soprattutto altro. Sei sorriso, altruismo, sostegno, gioia…. Sei te.
    Parti da te per scoprire quanta bellezza interiore possiedi e innamorati di te!
    Ne ho parlato da recente con semplicità e senza nessuna pretesa. Se ti va…

    http://ili6.wordpress.com/2011/08/02/un-beauty-case-speciale/#comments

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 24, 2011 @ 13:31:19

      CIao Marirò, ti ringrazio tanto di essere passata ed aver lasciato traccia del tuo passaggio…
      Avevo letto il tuo articolo non appena lo avevi pubblicato…
      Tu mi dici d non partire dalle sofferenze, ma qualcuno mi ha detto che le devo affrontare e condividere se voglio superarle, altrimenti loro rimarranno sempre lì, latenti e sempre pronte a venir fuori da un momento all’altro…
      Invece io devo imparare ad affrontare le mie, a tirarle fuori, ad accettarle e a guardarle con occhi diversi…
      Ti abbraccio forte e ti ringrazio nuovamente…
      A presto…

      Rispondi

      • ili6
        Ago 24, 2011 @ 21:44:57

        si, certo Deborath, affrontarle per eliminarle, ma ricorda che c’è anche tanto positivo in te ed è sempre da evidenziare e valorizzare.

        Rispondi

        • Deborath
          Ago 25, 2011 @ 09:24:44

          Sì, Marirò, è vero, hai ragione, c’è del positivo in me, o per lo meno così mi dicono, solo che quando attraverso questi momenti di totale sofferenza, non riesco a vedere i miei lati buoni, le cose belle che ci sono dentro di me, è come se le mettessi in un lato e così mi trovo a sprofondare sempre di più…
          Ti ringrazio per il tuo incoraggiamento…
          A presto, spero…

          Rispondi

  3. angelonocent
    Ago 22, 2011 @ 21:14:42

    Per favore, cancella il precedente che contiene anche altri appunti e tieni buono questo.

    Cara Deborath, metto avanti le mani: sarò lungo come il solito, per non smentirmi.

    Lo scritto che hai trovato sul web mi ha fatto pensare a lungo. Ancor più la risposta che hai dato a Vento: “Cara Vento, beh, non so se questo post corrisponde alla fine del mio periodo silenzioso, nè so se ho recuperato la lucentezza dei miei pensieri, anzi, forse per quest’ultima cosa posso dirti per certo che non l’ho recuperata, ma credimi, ci sto provando e sto lottando con tutta me stessa…
    I risultati, purtroppo, sono ancora davvero scarsi, ma cerco di essere fiduciosa… Ci provo…”

    Questo provare e lottare con tutta te stessa è lodevole. Temo però che ti stia preparando a nuove delusioni e sconforto se non intuisci una cosa fondamentale: che la trasformazione del cristiano deve avvenire alla luce del Tabor. E qui bisognerebbe fare tutto un lungo discorso sulle dimensioni della “TRASFORMAZIONE BATTESIMALE”.

    Nelle tue parole viene evidenziata la prima, ossia la trasformazione etica, cioè dei costumi, del modo di vivere, di agire, di pensare, la trasformazione delle attitudini, degli atteggiamenti, dei sentimenti. Perché indubbiamente essere figlio di Dio significa avere nuovi atteggiamenti, nuove abitudini, nuovi costumi, usi, sentimenti, nuove reazioni. Del resto, Paolo in Romani 12, 2 è esplicito: «Trasformatevi rinnovando la vostra mente» per discernere ciò che piace a Dio, la sua volontà. «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo», cioè: non agite come tutti gli altri che ricercano il proprio tornaconto, interesse, guadagno, comodità. La via che siamo chiamati a percorrere è alternativa. L’unica che crea l’uomo vero, la donna vera, che forma quella civiltà dall’amore senza la quale la terra è «un’aiuola che ci fa feroci», un luogo di combattimento di belve.

    Ma è proprio qui si cela l’equivoco dal quale molti anni fa mi ha messo in guardia il mio Arcivescovo: “È facile cadere nell’equivoco di ridurre la trasformazione battesimale alla dimensione etica e ascetica: mi sforzo di cambiare la mia vita e di comportarmi meglio con gli altri, di pregare di più. Certamente è importante la dimensione etica o ascetica, ma se ci limitiamo a questa tutto si riduce allo sforzo personale e a un certo punto ci si stanca.

    In realtà l’orizzonte è più vasto e possiamo parlare di quattro dimensioni della trasformazione battesimale…”.

    Non ho intenzione di rovinarti le giornate distensive di ferragosto con un “trattato” sull’argomento. Anche se meriterebbe soffermarsi a lungo sulla LUCE DEL TABOR.

    Permettimi almeno questa citazione che viene a sdrammatizzare l’eccesso di tensione dei lottatori e delle lottatrici come te:

    “ C’è poi la trasformazione che chiamo mistica, o passiva, quella che avviene per riflesso della luce che brilla sul volto di Gesù. Non siamo più noi a darci da fare, ma ci preoccupiamo unicamente di lasciare brillare su di noi il volto di Gesù.

    San Paolo ne parla in 2 Cor 3, 18: «E noi tutti, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore».

    È moto bello e confortante questo versetto, perché ci insegna che non siamo noi a darci da fare; è la gloria del Signore che si riflette in noi. Da un certo punto in avanti non conta più principalmente il nostro sforzo, la nostra ascesi, la nostra lotta contro le tentazioni, la nostra resistenza al male.

    Così si spiega la forza dei santi. Non che avessero una dose di buona volontà molto più grande della nostra; hanno lasciato che Gesù si rispecchiasse in loro. È bello per esempio ciò che scrive santa Teresa di Gesù Bambino a proposito della sua «piccola via»: è Gesù che la porta, è Gesù l’ascensore che la fa salire, che la trasforma a immagine di sé.

    Un’altra espressione della trasformazione mistica è l’identificazione, che Paolo descrive come propria esperienza in Fil 1, 2 1: «Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno». E aggiunge in Gal 2, 20: «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio che mi ha amato e ha dato se stesso per me».

    La conclusione cui ci conduce il Card. Martini è questa: “Noi non dobbiamo avere paura di tale esperienza, quasi fosse riservata ai santi. Senza di essa rischiamo di restare sempre nella palude, nella pianura, sempre con la nostra fragilità che non ci consente di elevarci al di sopra della mediocrità e di una certa onestà umana, importantissima, ma con la quale non si va molto avanti nel regno di Dio.

    Non sarà dunque mia acquisizione la trasformazione cristiana, BENSI’ SARA’ GRAZIA”.

    Sono parole che vengono in aiuto anche ad Annamaria che scrive: “Avere a che fare con la propria interiorità non è semplice, perchè nel corso degli anni ci diciamo un sacco di bugie per andare avanti… sembra strano, eppure non è così facile essere onesti con sè stessi… chi ci riesce, chi riesce a dirsi la verità, a raccontarsi le cose come stanno, secondo me è sulla buona strada!!!“.

    Sì, siamo sulla buona strada nella misura in cui recuperiamo i significati del BATTESIMO. Non c’è altro scopo nella vita che diventare come Gesù. E l’evangelizzazione consiste appunto nell’AUTARE LE PERSONE a diventare come Gesù.

    Ricordate la voce del Padre al battesimo di Gesù sulle rive del Giordano? «Tu sei il mio Figlio prediletto».

    “Dunque nel battesimo il Padre dice a me: «Tu sei mio figlio prediletto». È la parola creativa del Padre su di me, che mi fa figlio come Gesù, che vede in me Gesù.

    Prima che io lo invochi «Padre mio, Padre nostro», Dio ha detto: «Figlio mio, io ti amo, tu sei per me Gesù».

    Ecco il battesimo, che ci obbliga a vivere da figli: «Perché siate figli del Padre vostro celeste», dice Gesù nel Discorso della montagna (Mt 5, 45).

    Mi colpisce sempre molto questa parola E QUANDO PREGO IL PADRE NOSTRO aggiungo: posso dire così, perché tu prima mi hai chiamato «figlio mio»; io dico: «Padre nostro, ti amo», perché tu mi hai detto: «Figlio mio, tu sei mio figlio, io ti amo» (Card. Martini).

    Allora si capisce da dove arriva il “NON ABBIATE PAURA…” del Beato Giovanni Paolo II.

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 24, 2011 @ 13:00:49

      Ciao Angelo, cancellerò il commento precedente, non senza prima averlo salvato in Word… 🙂
      Grazie per le tue parole, per l’impegno che ci metti nel seguirmi, grazie davvero…
      Mi hanno detto che non ho l’umiltà dell’abbandono ed è vero…
      Non ho fatto il salto nel buio tra le braccia di Dio e forse è proprio questo che mi tormenta…
      Forse…
      O forse no, chi lo sa? Chi può dirlo?
      Sono la persona meno adatta a rispondermi a queste domande e forse, non dovrei nemmeno pormele nello stato in cui sono…
      Dovrei ritornare al mio silenzio, forse sarebbe meglio per tutti… 😦

      Rispondi

      • angelonocent
        Ago 24, 2011 @ 19:35:22

        “Dovrei ritornare al mio silenzio, forse sarebbe meglio per tutti…” .
        E’ un’amara conclusione che ti sconsiglio.

        Io andrei a confidarmi con Teresa. Orfana di mamma a quattro anni, nove anni trascorsi in una vita da religiosa, apparentemente senza rilievo, malata di tisi, incompresa nella sua comunità…E’ una ragazza, una ventenne che non finisce mai di stupire.

        La prova più grande per lei non fu quella della salute, bensì la “notte” dello spirito che l’avvolse per diciotto mesi. Non le è capitato frequentando gli atei ma lo ha sperimentato nel silenzio incombente di Dio. Così ha capito la condizione dell’ateo: “Dio ha permesso che l’anima mia fosse invasa dalle tenebre più fitte, e che il pensiero del Cielo, dolcissimo per me, non fosse più se non lotta e tormento”.

        Hanno scritto che nella vita di Teresa tutto è in contrasto. Il suo linguaggio è povero e spesso infantile, ma il suo pensiero è geniale. La sua vita apparentemente senza drammi è invece una tragedia della fede. La sua esistenza si è svolta fra le quattro mura del Carmelo, eppure il suo messaggio è universale.

        Hai la stoffa,e, a tuo modo, puoi assomigliarle, solo che ti riesca di carpirle il segreto della sua riuscita: è Gesù che la porta, è Gesù l’ascensore che la fa salire, che la trasforma a immagine di sé.

        Teresa aiuta lo spirito ed il cuore a fondere le cose della terra a quelle del cielo, a intendere le cose di Dio, del suo Amore e a scioglierle nei comportamenti più concreti dei giorni feriali. Di lei mi affascina l’ equilibrio armonioso.

        Ringrazia Dio che già ti ha messo su questa strada. Perché “tornare al mio silenzio”, come hai scritto, con la fame che c’è di saggezza, sorrisi, parole buone, carezze per l’anima, ottimismo, fiducia, speranza…?

        Fa niente se il cuore duole, se l’anima sanguina. Già il profeta aveva intravisto lo stato d’animo del Signore Gesù: “Era il più disprezzato e reietto, pieno di dolori e malattie. Era disprezzato a tal punto che ci si copriva la faccia davanti a Lui, per questo non abbiamo avuto alcuna stima!”(Isaia 53,3).

        Ebbene, questo Gesù di Nazaret sulla croce ha sete e lo grida: “Sitio – Ho sete!”.
        Lo ha fatto non tanto per lui quanto per i “crocifissi” che sarebbero venuti dopo di Lui. E a noi ha affidato questa icombenza: dissetare, dissetare, dissetare…

        Deborath, vuoi tirarti in dietro? Questa è la nostra ricchezza interiore.

        “Non trovo nulla di bello, di prezioso e di ricco in me…”.
        Scherzi? Ma se sei abitata dallo Spirito di Gesù!
        Ringrazia che non ti riesce di fare miracoli. Così non corri il rischio di inorgoglirti guardando la tua immagine.

        Rispondi

        • Deborath
          Ago 24, 2011 @ 21:03:28

          Tu sì che sei il mio Angelo custode, come dice sempre la mia mamma…
          Arrivi sempre quando ne ho davvero bisogno, come un vero Angelo…
          Questo è il commento in assoluto più bello di tutto il mio blog…
          Non so come ringraziarti…
          Mi hai davvero commosso, mi sono rivista in un sacco di cose e sebbene io non diventerò mai Santa, mi piace infinitamente leggere queste tue parole, di conforto, di forza, di speranza…
          E’ bello riuscire a sentire dentro tutto l’affetto che nutri per me, è bello immaginare che esso sia come un immenso arcobaleno che unisce il Giappone all’Italia colorando tutto ciò che sta sotto di lui…
          Grazie Angelo, sono davvero molto felice, altre che particolarmente fortunata ad averti incontrato…
          Ti voglio un bene dell’anima… ♥

          Rispondi

  4. fabiana
    Ago 21, 2011 @ 20:27:21

    Ciao Deborath!
    Era da tanto che non ti sentivo e poi ti ho vista sul blog di Angelo.
    Tutto bene?
    Fabiana

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 24, 2011 @ 12:56:49

      Ciao Fabiana, è bello trovarti qui di tanto in tanto…
      Non va tutto bene, ma combatto, ci provo almeno, con tutti i miei continui alti e bassi che in questo periodo sono molto più bassi…
      Un abbraccio e a presto…

      Rispondi

      • fabiana
        Ago 24, 2011 @ 15:02:00

        Ciao,
        mi fai pensare a Giovanni della croce …
        Abbraccio

        Rispondi

        • Deborath
          Ago 24, 2011 @ 15:31:30

          Davvero????
          E come mai???
          Mi farebbe davvero piacere sapere come hai fatto questa associazione tra me e un…..
          …. Santo!!!!
          Cosa mai possiamo avere in comune????

          Rispondi

          • fabiana
            Ago 24, 2011 @ 15:55:28

            L’esperienza della fede!
            Il cammino.
            Hai letto qualcosa di suo?

            Rispondi

            • Deborath
              Ago 24, 2011 @ 17:06:29

              Ah, davvero????
              La mia esperienza di fede ti sembra simile alla sua???
              Questo mi consola: forse allora è questa la strada giusta…
              No, purtroppo, non ho mai letto nulla di lui…
              E tu????
              Un abbraccio…

              Rispondi

              • fabiana
                Ago 24, 2011 @ 22:54:52

                Vuoi qualcosa di semplice? Se non hai mai letto nulla …
                Te lo mando via mail?
                Puoi leggere qualche nota biografica intanto, su internet,
                se vuoi. Naturalmente.

                Rispondi

                • Deborath
                  Ago 25, 2011 @ 09:26:07

                  Sì, leggerei volentieri qualcosa di semplice, ma che sia semplice però, non ho molta testa per applicarmi in questo periodo…
                  Sono proprio totalmente K. O.
                  Grazie mille, Fabiana, sei molto dolce…
                  Un bacio… 🙂

                  Rispondi

  5. *Annamaria*
    Ago 21, 2011 @ 16:19:03

    Il percorso che porta alla ricchezza interiore, alla bellezza interiore, dura praticamente tutta la vita e dovrebbe essere la nostra occupazione principale, direi quasi (forse esagero?) che il senso della nostra vita sta proprio in questo: nel coltivare la nostra interiorità, per renderla sempre più bella e ricca! 🙂

    Tutto ciò che avviene può essere sfruttato a questo fine. E, da quello che sento dire, la sofferenza, presa per il verso giusto, è quella che dà maggiori frutti!
    Non sono qui per elogiare la sofferenza, sono molto lontana dal crederlo o dal desiderarla per poterne cogliere i frutti!!!!!! Ma se capita che ci sia… se non si può far niente per evitarla, almeno cerchiamo di trarre del bene anche da lei!!!!
    A parole è tutto bello e tutto facile… in pratica… è tutta un’altra storia!!! 😛

    Avere a che fare con la propria interiorità non è semplice, perchè nel corso degli anni ci diciamo un sacco di bugie per andare avanti… sembra strano, eppure non è così facile essere onesti con sè stessi… chi ci riesce, chi riesce a dirsi la verità, a raccontarsi le cose come stanno, secondo me è sulla buona strada!!! 😉

    Ti auguro di diventare sempre più bella e più ricca!!!! 😀

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 24, 2011 @ 12:55:09

      Grazie mille, Anna, per il tuo augurio…
      Il problema è che solo Dio sa se questo si realizzerà mai…
      La sofferenza quella c’è sempre e tanta anche, tu lo sai…
      Mi conosci, conosci le ferite che ho dentro, e, forse, riesci anche ad immaginare quanto possano far male, anche solo guardandomi negli occhi…
      Qualcuno, la settimana scorsa mi ha detto che i miei occhi parlano, ma io credo che nessuno, o quasi, capisca il loro linguaggio…
      Probabilmente la mia ricchezza interiore riuscirei a valorizzarla di più se solo riuscissi a scorgerla… Il mio problema vero è che in questo periodo non trovo nulla di bello, di prezioso e di ricco in me…
      C’è solo un immenso vuoto, tanta tristezza ed un mare infinito di dolore…

      Rispondi

  6. (**{AkirA}**)
    Ago 20, 2011 @ 22:10:13

    Ciao Deby… buon week-end… Barbara!

    Rispondi

  7. Massimo
    Ago 20, 2011 @ 07:19:57

    Son quì con un biglietto omaggio,destinazione ignota ma benefica per portarti ove il cuor tuo vorrebbe andare,un abbraccio un sorriso daii forza sei ancora lì? ^___^

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 20, 2011 @ 07:24:58

      Oh, Massy, che meraviglia!!!! Sei ripassato di qui!!!!
      Questo mi fa davvero molto piacere!!!
      Allora, si parte????
      Era ora, finalmente!!!!
      Grazieeee!!!!
      Un forte abbraccio e ben tornato!!!!!! 🙂

      Rispondi

  8. semprevento
    Ago 19, 2011 @ 23:07:46

    Sarà fatto!!!
    ….e il fatto che tu non ti arrenda…è già di per se una vittoria…
    e per questo mi piaci ♥

    Buonanotte Bel Sorriso.
    vento

    Rispondi

  9. Rita
    Ago 18, 2011 @ 23:42:34

    Se si dedicasse una piccola parte del tempo che si trascorre nei centri estetici alla ricerca della ricchezza interiore, saremmo tutti più belli!

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 19, 2011 @ 21:19:16

      Già, Rita, come darti torto????
      Ma posso confidarti nell’orecchio, piano piano una cosa che rimarrà solo tra me e te????
      In questo periodo avrei proprio bisogno di passare una settimana alle terme, tra relax e massaggi…. Io che in un centro estetico non ci sono MAI stata e neppure da un’estetista per dire la verità…. 😦

      Rispondi

  10. angelfantasy
    Ago 18, 2011 @ 23:21:38

    Infatti le persone profonde…….sono molto ricche!!! E PENSO CHE TU LO SIA!!!<3
    Ciao buona serata….anzi buona notte! Angela

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 19, 2011 @ 21:15:59

      Grazie mille, Angela, per le tue parole e per il tuo passaggio: credo anch’io che le persone profonde siano molto ricche, di sofferenza di sicuro…
      Un abbraccio, cara e a presto…

      Rispondi

  11. semprevento
    Ago 18, 2011 @ 22:42:03

    Ciao Bel Sorriso…
    questa non la posso commentare…

    Ma se il tuo periodo silenzioso è finito…
    se hai ritrovato la lucentezza dei tuoi pensieri che ti hanno
    sempre distinta tra tutti…
    io sono estremamente felice per te.
    …..bacio e notte serena.

    vento

    Rispondi

    • Deborath
      Ago 19, 2011 @ 21:12:42

      Cara Vento, beh, non so se questo post corrisponde alla fine del mio periodo silenzioso, nè so se ho recuperato la lucentezza dei miei pensieri, anzi, forse per quest’ultima cosa posso dirti per certo che non l’ho recuperata, ma credimi, ci sto provando e sto lottando con tutta me stessa…
      I risultati, purtroppo, sono ancora davvero scarsi, ma cerco di essere fiduciosa… Ci provo…
      Ti abbraccio con immenso affetto e, ti prego, salutami Sara… ♥

      Rispondi

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