Meditate gente, meditate…


La gente che intona questa melodia
davanti a se ha solo ipocrisia,
mentre tu hai almeno un’opportunità
e ovunque vai respiri libertà.
La libertà regala pace e armonia
e fiorirà se c’è democrazia.
Democrazia la strada dell’umanità
per una via di gioia e dignità.
Vita di gioia e di fraternità
solo se c’è la libertà, se c’è la libertà!

Fiocchi di cotone, bianchi come neve,
neve lieve, lieve neve, neve, lieve.
Fiocchi di cotone, gocce di pallore
sulle fronti di un altro colore.
Fiocchi di cotone, ghiaia del sentiero,
strada del pensiero che
si esprime in libertà.

Ti accorgerai che in fondo a ogni verità,
se guarderai, c’è un’altra verità.
Due verità per me non fanno una bugia,
ma la realtà tra amore e fantasia.
Vita di amore e di fraternità
solo se c’è la libertà, se c’è la libertà!

Fiocchi di cotone, bianchi come neve,
neve lieve, lieve neve, neve, lieve.
Fiocchi di cotone, gocce di pallore
sulle fronti di un altro colore.
Fiocchi di cotone, ghiaia del sentiero,
strada del pensiero che
si esprime in libertà.

Fiocchi di cotone
nelle mani di un altro colore.
Fiocchi di cotone, ghiaia del sentiero,
strada del pensiero che
si esprime in libertà.

Perchè pubblico questa sigla? Perchè inserisco anche il suo testo???
Semplice, perchè trovo tutto meraviglioso, estremamente profondo, istruttivo. Perchè sottolinea quelli che sono i valori importanti per cui è necessario battersi: l’uguaglianza tra le persone, la democrazia, la libertà degli individui, la tolleranza, il rispetto…
Mi sono chiesta tantissime volte, soprattutto durante quest’anno, perchè i bambini di oggi sono diversi dai bambini che eravamo noi: sarà anche per questo, per una diversa educazione, per un diverso modo di intendere la vita, per una prospettiva diversa che si dà ad essa…
Una volta crescevamo guardando questo tipo di cartoni che avevano dietro una storia, una morale, determinati insegnamenti ben chiari e specifici e che, naturalmente erano esattamente in linea con ciò che si insegnava in famiglia, a scuola, al catechismo…
Oggi non c’è nulla di tutto questo!!!
I nostri bambini crescono con i Pokemon, i Gormiti, Il Mondo di Patty: cartoni e film per ragazzi che non servono a nulla se non a peggiorare le già precarie condizioni morali e psicologiche dei nostri bambini…
In essi si trovano solo mostri e mostri violenti oppure stupidissime ragazzine che non fanno altro che aumentare le discriminazioni, perché si dividono in “divine” e non (non so come si chiamino le altre) e così già nelle classi inizi a vedere quelle vestite e sistemate in un certo modo, a volte anche truccate di tutto punto e le ragazzine normali in ogni senso (normali per la loro età, non vanitose, semplici, intelligenti, carine ed indipendenti) che, spesso, si trovano ad essere isolate, discriminate…
Sarebbe bene tornare ai sani valori di un tempo, ad un’unità di intenti nell’educazione e solo allora potremo sperare in un miglioramento per questo pazzo mondo che va sempre più a rotoli…

Annunci

30 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. semprevento
    Giu 02, 2011 @ 11:02:35

    uhmm…. visti i tuoi aggiornamenti….ma le favole si raccontano sempre????
    ricordo che io a saretta ne inventavo ogni sera….sino a otto anni…poi anche le sue esigenze son cambiate…tant’è che le chiedevo io di inventarne a me…ritornavo piccinina!!!
    buon 2 giugno Bel Sorriso!!!
    ..se un pò latitante o sbaglio?
    il tempo è spesso tiranno….ma…
    …spero che stai bene….di cuore….
    vento

    Rispondi

    • Deborath
      Giu 02, 2011 @ 11:10:01

      Ciao dolcissima Vento…
      Mi chiedi se le favole si raccontano ancora???
      Beh, non credo, sai??? Purtroppo…
      Non si ha più il tempo per queste cose che sembrano ormai assolutamente superate… 😦
      E’ vero, sono un pò latitante…
      Il mio periodo un pò così continua…
      Non so da quanto tempo avevo arretrati dei commenti ai quali rispondere e non è proprio da me: stamattina ho recuperato, almeno nel mio blog, passerò anche da voi amici, ma vi prego abbiate pazienza con me… Non ci sono proprio con la testa, ultimamente…
      Vivo un periodo di confusione totale, ho la testa sulle nuvole ed il morale sotto terra… 😦
      Vi prego, non giudicatemi male o non crediate che non vi legga: mi arrivano tutte le mail con i vostri aggiornamenti: li leggo sempre, ma poi non riesco a passare per lasciarvi due righe, così cerco di recuperare quando mi sento un pò più in vena…
      Pazienta, ti prego, e passerò a trovarti e a recuperare i post non commentati…
      Ti voglio bene e dai un bacio a Sara da parte mia…
      A presto e buona giornata…

      Rispondi

  2. lucetta
    Mag 31, 2011 @ 21:58:05

    Ho letto tutto e condivido in pieno tutti i commenti, soprattutto quelli di Angelo e Marirò. Aggiungo solo questo invito per te:” Prova a guardare questi ragazzi con occhi diversi, guarda il buono che pure ci sarà in loro…e non fare confronti con il tempo in cui eri adolescente tu. Ricorda che l’adolescenza è un’età ingrata ma poi si cresce…si cambia…..si matura. Più fiducia ci vuole Debby!!!!

    Rispondi

    • Deborath
      Giu 02, 2011 @ 10:39:20

      La mia cara e saggia Lucetta…
      Prometto che proverò ad avere più fiducia in loro ed anche in me… non so se ci riuscirò, ma giuro che ce la metterò tutta…
      L’adolescenza è un’età ingrata, è vero, è tutto sempre difficile e complicato quando si è adolescenti, spero che crescendo diventino brave persone e che non si perdano per strada dietro cose vane…
      Grazie mille per il tuo incoraggiamento…
      Ti voglio bene… 🙂

      Rispondi

  3. silvianovabellatrix
    Mag 31, 2011 @ 14:41:52

    Mia carissima, io non conosco i cartoni di adesso ed anche quelli che vedevi tu da bambina ahimè mi sono sfuggiti non essendo più per me tempo di cartoni 😉
    Però, da bambina vissuta negli anni ’70 che videro l’arrivo, verso la fine del decennio, dei primi cartoni giapponesi ( Goldrake, Mazinga, ma anche Heidi, Candy Candy, infiniti altri robot e via discorrendo) ricordo benissimo le reazioni sdegnate di tanti genitori ed “educatori”. Questi nuovi prodotti venivano tacciati di incitare alla violenza, di non far parte della nostra cultura, di essere un “freddo prodotto del computer “( eheheh….pensa adesso cosa si direbbe dell’animazione digitale…), di essere insomma diseducativi. E si faceva il paragone insistente con i cartoni “buoni” di Hanna & Barbera o della Disney, portatori di valori sani e condivisi da tutti.

    A parte il fatto che il 90% di queste critiche era aria fritta proveniente da soloni che mai si erano degnati di vedere una puntata di Goldrake, l’errore fatto da chi gestiva allora i palinsesti televisivi per pura ignoranza era stato semmai di proporre ai più piccoli un prodotto che in Giappone era tutt’altro che per bambini…e che quindi conteneva tematiche ben più consistenti di quelle finora proposte dagli Antenati o dall’ orso Yoghi.

    Tutto questo per dirti che, magari, adesso si sta facendo lo stesso errore e la stessa confusione.
    Poi certo, a ciò si somma l’imperizia ( o l’incapacità???) dei genitori di soffermarsi con i figli davanti a pc e tv per vedere cosa viene proposto e quindi fare opera di scelta, spiegazione o anche, perchè no, di divieto 😉
    Un saluto dolcissima…a presto!

    Rispondi

    • Deborath
      Giu 02, 2011 @ 10:36:41

      E’ vero, Silvia, e ti ringrazio per questo tuo intervento che mi ha fatto vedere la cosa anche da un’altra prospettiva che, finora, mi era completamente sfuggita…
      E’ molto bello avere amici come voi, ed avere la possibilità di confrontarsi e di scambiare opinione con gente intelligente e preparata come te…
      Chissà, forse un giorno riuscirò a ricredermi anche su questi cartoni moderni che, in realtà, anche io ho visto veramente veramente poco…
      Forse dovrei guardarli e cercare di entrre nell’ottica prima di parlare…
      Faccio mea culpa e torno a ringraziarti per aver aperto una nuova prospettiva ed una nuova visuale…
      Un fortissimo abbraccio e a presto… 🙂

      Rispondi

  4. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Mag 30, 2011 @ 19:40:41

    I cartoni dei nostri tempi… ricchi di significato ed insegnamento….
    bacione

    Rispondi

    • Deborath
      Giu 02, 2011 @ 10:32:28

      E sì, mia dolce Ele, proprio così… I cartoni dei nostri tempi!!!
      Tu fai ancora in tempo ad inculcare i nostri valori ai tuoi bambini e puoi selezionare attentamente cosa è buono per loro e cosa non lo è: i tuoi sono ancora piccolini e tu hai una grande chance… Educarli al rispetto di sè stessi prima, degli altri poi ed infine di tutto il creato…
      Ti voglio bene, dolce mamma…
      A presto…

      P. S. Come va il trasloco e la gravidanza??? Che dice la piccola Aurora? non vedo l’ora di conoscerla… 🙂

      Rispondi

  5. angelonocent
    Mag 29, 2011 @ 02:01:47

    Capita talvolta di innestare la retromarcia ma questa non entra e non entra, per nessuna ragione…

    “Sarebbe bello tornare ai valori di un tempo…”.

    Probabilmente ti riferisci al tuo. Ma quella volta, io più giovane, sentivo ripetere lo stesso ritornello che rimandava a un tempo antecedente.

    Dunque a quale tempo?

    Non esiste, Deborath! Oggi dobbiamo andare avanti perché solo questo ci è possibile. Guardando indietro ma per recepiere i valori eterni e riproporli trovando le parole adatte che spesso ci mancano e dandone l’esempio.

    Proprio ieri un missionario di Kagoshima mi diceva, la crisi è mondiale, il disagio che ci accomuna è mondiale. Come si fa a tornare indietro?

    EDUCATORI.
    Io ventenne o poco più, è uscito un libro che ho divorato e impresso nel cervello: EDUCARE EDUCANDOSI di Louis Evely (Cittadella) che allora spopolava.
    Osserva bene: per ogni professione è richiesto un periodo formativo più o meno lungo. Per diventare genitori basta una notte d’amore. Ma poi…

    La parola FORMAZIONE affascina sempre. Ma all’interno della gestione del tempo dei genitori è sempre complesso trovare gli spazi e le energie per promuoverla. Epperò è necessario, indispensabile riservare alcuni momenti per approfondire tematiche educative e pedagogiche riguardante i nostri figli. E’ il minimo, che permette almeno di evitare grossolani errori e ridurre la miopia educativa.

    E, se vogliamo dirla tutta, ognuno provi a stamparsi e ad assimilare questo documento prezioso del grande pedagoco il Card. Martini, dal titolo: DIO EDUCA IL SUO POPOLO:

    http://www.chiesadimilano.it/or4/or?uid=ADMIesy.main.index&oid=52059&woid=1809

    Ribadendo che educare è difficile, ma prima ancora bello e necessario, l’Arcivescovo richiama don Bosco sottolineando come “educare è cosa del cuore” e propone una precisa verifica sulle occasioni educative offerte dalla comunità cristiana.

    Rispondi

    • Deborath
      Giu 02, 2011 @ 10:21:56

      E’ vero Angelo, la tua domanda è lecita: a quale tempo bisogna tornare????
      E chi può dirlo, non è che forse ognuno di noi brama tornare ad un tempo, ad un solo tempo, quello in cui l’uomo viveva nel paradiso terrestre, amando Dio e sentendosi da Lui amato, al tempo che precede il peccato originale???
      Forse è quello il tempo che ognuno di noi ha stampato nel proprio cuore e che rimanda alla propria infanzia…
      Sai, non avevo mai riflettuto su questa cosa, mi è venuta proprio in questo momento e, forse, sto vaneggiando, sto dicendo solo eresie, ma forse è per questo che siamo sempre portati a guardare indietro, mentre il fatto di guardare avanti ci viene difficile e complicato, ci è quasi impossibile riuscire ad accettare quello che accade oggi, la totale mancanza di valori, il veder tutto dissolversi come fumo tra le nostre dita: tutto ci sfugge di mano, è incontrollabile e va verso il precipizio….
      E allora, l’antica legge, impressa da sempre nel nostro cuore, (in quanto siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio), si ribella fortemente dentro di noi, ci strazia, ci dilania… Vorremmo che diventasse legge comune, accettata da tutti e rispettata e vediamo che così non è, non lo sarà mai e questo ci rende eterni crocifissi….
      E’ meglio che mi fermi qui, Angelo, non so dove potrei andare a parare e prima di beccarmi una scomunica, metto un punto e ti saluto con un sorriso, ringraziandoti sempre per il tuo prezioso contributo…

      Rispondi

  6. Ben
    Mag 27, 2011 @ 14:02:56

    Anche per questo, Deborath, dobbiamo insistere a dare il nostro contributo, per far vedere che c’è altro, qualcosa di bello, di positivo, far capire che si può guardare oltre.

    Ciao

    Rispondi

    • Deborath
      Giu 02, 2011 @ 10:12:07

      Ciao Rob, insistere dici????
      Insistere fino a quando?
      Insistere anche se ne vieni fuori ogni giorno più sconfitta, frustrata, abbattuta? insistere anche se ti rendi conto di lottare contro i mulini a vento? Anche se ti ridono in faccia mentre stai facendo loro un discorso serio e profondo? Anche se non fanno altro che interromperti dicendo che è ora di andar via e che ho parlato tanto? Che i ragazzi dell’anno prima ne dovevano avere di pazienza se mi hanno chiesto di incontrarci anche un altro giorno al di fuori del catechismo e se stavano lì 4 ore insieme a me?
      Insistere anche se ogni giovedì tornavo a casa quasi piangendo?
      Anche se hanno detto nell’ultimo incontro di catechismo che in questo anno non abbiamo fatto nulla?????
      Insistere, insistere, insistere?????
      Ma ne vale davvero la pena?????
      Un bacio triste…

      Rispondi

  7. Donatella
    Mag 27, 2011 @ 08:59:35

    Si, decisamente i modelli che la TV propone oggi ai giovanissimi non sono dei più sani, mi è capitato spesso di restare esterrefatta di fronte a certi cartoni ( ma anche certi spot pubblicitari! ) e di pensare che se avessi figli forse mi comporterei come recentemente un noto attore ha detto di fare con i suoi bambini: niente TV…sicuramente un provvedimento drastico, ma a mali estremi estremi rimedi!!
    Buon weekend mia dolcissima Debby, un forte abbraccio…TVB

    Rispondi

    • Deborath
      Mag 27, 2011 @ 11:25:29

      E già, Donatella, è vero, sarebbe il provvedimento più giusto da adottare, oppure dovremmo far vedere loro dei selezionatissimi cartoni, da noi opportunamente scelti e visionati, o perchè no???
      Riproporre i cartoni che vedevamo noi, cercandoli, magari in videocassetta o facendo loro dono della serie del “Corpo umano”, che si trova anche in edicola: cartoni seri, istruttivi ed utile per la loro formazione personale, umana, spirituale e culturale…
      Un abbraccio forte forte forte…
      Bellissimo il tuo ultimo post e splendide le foto dei luoghi che ci hai proposto: spero un giorno di poterci venire e vedere tutto da vicino con i miei occhi…
      Passerò, naturalmente anche da te a commentare, ma ci tenevo a dirtelo anche qui…
      Buona giornata… 🙂

      Rispondi

    • angelonocent
      Mag 29, 2011 @ 06:19:41

      Donatella, a casa dei miei nipotini, in Giappone, niente TV.
      Solo qualche sbirciatina, di mattina, prima di andare a scuola e la sera, prima di cena, quando ci sono i nonni (meglio, il nonno che vizia!).

      Come si diventa tabaccodipendenti, alcoldip., tosicodip…così si diventa VIDEODIP.

      Il giusto, come sempre, dovrebbe stare nel mezzo. Ma qui forse è il caso di ripensare il detto latino “Melius abundare quam deficere”. Io direi “MEGLIO SCARSEGGIARE CHE ABBONDARE”.
      Ma non basta. Bisogna allearsi e “PROTESTARE” per ottenere programmi educativi!
      Perché della vocazione di veline – che piacciono soprattutto ai grandi, di destra, di centro e di sinistra – ne abbiamo piene le taschine.

      Rispondi

      • Deborath
        Giu 02, 2011 @ 10:25:15

        Sono, come sempre, d’accordo con te…
        Anche io sono per i programmi educativi che oggi, ahimè, vengono sempre meno…
        Un bacio, nonno che vizia…
        Ti voglio bene… ♥

        Rispondi

  8. sergiobaldin
    Mag 27, 2011 @ 08:08:50

    Ciao carissima Debby (Bel Sorriso piace anche a me!).
    Quello che hai introdotto è un arogomento molto vasto e lo si vede anche dall’articolazione degli interventi che mi hanno preceduto.
    Leggendo le tue parole mi veniva da pensare, ricordando che tu sei poco più della generazione dei miei figli, che anch’io alla tua età, seppur partendo da situazioni differenti, facevo spesso lo stesso parallelismo fra com’era quando io ero piccolo, rispetto a quel che riscontravo per i ragazzini di allora.
    C’era sempre la sensazione che prima tante cose andassero meglio.
    Eppure ora, constatando la maturità dalla quale anche tu fai gli stessi raffronti, non posso evitare di pensare che col crescere sono anche maturati valori e modi di atteggiarsi rispetto a quel che ci circonda.
    Forse non tutti quelli della tua generazione saranno persone assennate come te, questo mi sembra sia evidente (penso anche ai miei figli, con tutti i loro difetti, sono pur sempre giovani educati che seguono la propria strada con impegno), però gli anni hanno comunque aiutato anche a crescere nella giusta direzione, perchè non sono mancati adulti impegnati, pur nei diversi ruoli (genitore, educatore e formatore), che hanno fatto con impegno la rispettiva parte.
    Sebbene oggi ci siano tanti elementi che fanno dubitare su un risultato altrettanto incoraggiante e penso ora a tanti episodi recenti (due giovani che hanno, 13 e 16 anni, che hanno devastato per non annoiarsi la propria scuola, un giovane che sferra senza ragione un pugno in faccia ad un anziano in autobus) per dire i due fatti della settimana nel trevigiano, io non mi rassegna al pessimismo, sopratutto al fatto che debbano essere le stupidaggini della tv spazzatura a dettare le regole.
    Già essere consapevoli dei preoccupanti limiti della società attuale è un primo passo verso il rifiuto a lasciar che tutto vada così in malora, con l’impegno a far ognuno, per quanto di propria competenza, la propria parte per invertire la tendenza e non smettere di aspirare ad un “mondo” migliore, sopratutto per chi ci dovrà rimanere per più tempo, appunto i giovani.
    Un abbraccio forte dolcissima amica, ti auguro anche un sereno fine settimana!

    Rispondi

    • Deborath
      Mag 27, 2011 @ 11:20:08

      Buongiorno, Sergio… Sai, forse hai ragione, gli anni incidono molto su quello che poi saranno gli adulti di domani, magari i semini seminati oggi, daranno i loro frutti, chissà…
      Però io mi chiedo quanto potranno germogliare questi semi se i ragazzi non li accolgano: troppe volte, purtroppo, ho l’impressione che le cose che diciamo ai nostri ragazzi non solo entrano da un orecchio ed escono dall’altro, ma non ci entrano proprio… Arrivate in prossimità del loro orecchio, rimbalzano contro un muro di gomma, cosicchè loro non hanno modo di formarsi nel modo giusto…
      E’ questo che mi fa più paura… Il fatto che non possano accogliere ciò che non hanno conosciuto…
      Comunque, voglio tener acceso anch’io un barlume di speranza: spero di sbagliarmi in questa mia previsione pessimistica e spero che un giorno loro saranno uomini e donne responsabili, attenti, impegnati, coscienziosi e rispettosi di sè stessi e degli altri, nonchè timorati di Dio…
      a presto, mio caro amico e grazie mille anche per la tua testimonianza di genitore… 🙂

      Rispondi

      • sergiobaldin
        Mag 27, 2011 @ 12:37:09

        Cara Debby, credo che tante cose, delle quali hai ora l’impressione non ci sia il minimo atteggiamento di recepimento, rimangono in un limbo, dal quale capiterà l’occasione di ripescarle.
        Magari quando batteranno la testa e penseranno : ma quella volta la nostra catechista Deborath, non ci aveva anche detto che………pensare che noi nemmeno l’avevamo badata!
        Certe situazioni che noi saremmo propensi ad augurare non capitino mai ai giovani, succede, invece, che quando arrivano possono anche fare un male “benefico”, senza parlare adesso di grandi disgrazie.
        Ne ho visti tanti cambiare completamente, come ricordo di incalliti “monelli” (per usare un termine ingentilito) sono poi diventati persone serissime, sulle quali fare affidamento.
        In fin dei conti sono loro i principali destinatari del mondo per il quale cerchiamo di prepararli, arriveranno a rendersene conto!
        Un bacione dolcissima e buon pomeriggio!

        Rispondi

        • Deborath
          Giu 02, 2011 @ 10:07:19

          Caro Sergio, hai ragione, nessuno di noi augura ai nostri ragazzi le batoste, neppure quelle che possono fare un “male benefico”, come lo hai definito tu, ma ognuno di noi sa che la vita, purtroppo, non è tutta roe e fiori e che non riserva solo belle sorprese…
          E’ proprio per i momenti più duri e difficili che dovremmo prepararci, perchè questi non ci lascino disorientati o completamente persi e soli…
          Comunque… Si fa quel che si può e che Dio ce la mandi buona e la mandi buona anche a loro…
          Ti abbraccio forte forte… 🙂

          Rispondi

  9. ili6
    Mag 26, 2011 @ 23:00:26

    http://ili6.wordpress.com/2010/05/24/maestra-aggiornati/

    l’ho postato circa un anno fa , leggilo quando hai tempo e vedrai come concordo pienamente con quanto scritto da te.

    Ciao, a presto!

    Rispondi

    • Deborath
      Mag 27, 2011 @ 10:42:13

      Mia cara Marirò, ho letto con molto interesse il tuo articolo e ti ho lasciato lì il mio commento…
      Grazie per la segnalazione…
      Un abbraccio forte forte e a presto…

      Rispondi

    • angelonocent
      Mag 29, 2011 @ 07:36:07

      ili6 hai fatto un servizio utilissimo che vale mille prediche e un trattato di pedagogia.

      Però la conclusione ironica lascia anche a noi la sensazione d’impotenza che provi tu stessa: “Sì, cari bambini, la maestra si sta aggiornando, e sta anche pensando di fare un certo discorsetto a voi ed anche alle vostre mamme. Qualcuno la prenderà sul serio o saranno solo discorsi di una maestra “anta” che non ha nel suo armadio un pantaloncino bollente e, imperdonabile, non conosce Patty e la mitica, divina Antonella?”

      Ma non bisogna abbassare la guardia e alzare le mani in segno di resa.

      Se ti può consolare, così comincia la lettera pastorale del Card. Martini che ho proposto su questo sito:

      “Mi sento la testa piena e confusa. Ho letto, ascoltato, trascritto testi e appunti di ogni genere sul tema dell’educazione. E adesso tutto questo materiale mi è come stipato dentro, senza trovare una via d’uscita soddisfacente.
      Vorrei dire e riesprimere tutte le cose udite, tenere conto dei consigli ricevuti
      – (scriva una lettera pastorale chiara, incisiva, breve, convincente…
      – ma tenga conto di questo, non ometta quell’altro…
      – insista sui principi, non vogliamo ricette…
      – ci dia indicazioni pratiche, scenda al concreto…).
      Ho mal di capo e non so da che parte cominciare…”

      Rispondi

      • Deborath
        Giu 02, 2011 @ 10:30:01

        Come vedi, Angelo, purtroppo, chiunque si cimenti nell’educazione dei ragazzi, oggi, prova questo senso di frustrazione e di preoccupazione…
        Io penso che l’educazione dovrebbe essere univoca e compatta, cosa che, purtroppo, oggi non è…
        In casa è sempre tutto lecito e tutto permesso, salvo che, poi, nella società ci sono delle regole da seguire: la scuola ed il catechismo cerca di spiegarle e di farle assimilare, ma senza il sostegno della famiglia si ha le mani legate…
        Pensa che una volta mia mamma, insegnante di matematica e scienze alle scuole medie, ha detto ad una ragazzina di I media che non era bello che andasse a scuola truccata di tutto punto e lei risponde: “Ah professoressa, ma che volete voi? Se non mi dice niente mia madre, a voi che importa?”
        Con questo ho detto tutto…
        Passo e chiudo!!!! 😦

        Rispondi

  10. Rita
    Mag 26, 2011 @ 17:35:59

    Hai ragione, Deborath, i bambini non sono più quelli di una volta, ma neanche i giovani e gli adulti sono più quelli di una volta. Siamo cambiati un po’ tutti e di conseguenza abbiamo cambiato la società. In tutto questo ci hanno dato una “valida” mano i media, che condizionano la nostra vita al punto tale che non ci accorgiamo che ormai non siamo più liberi. Eppure (voglio vedere un raggio di sole) quanta fantasia, quanta buona volontà hanno i bambini di oggi quando riesci ad interessarli e quanto impegno mettono in tutto quello che fanno. I bambini del gruppo post comunione che seguo con altre due catechiste, quest’anno hanno dato il meglio di loro stessi. Sono stati i protagonisti di un video clip a Natale; si sono impegnati nella visita agli ammalati e nel mettere in pratica le opere di misericordia corporale. Hanno scritto delle preghiere e a breve uscirà un libro che le conterrà tutte. Hanno preferito l’ambiente – oratorio a tanti altri ambienti che li rendono tutti uguali senza far niente per mettere in luce le loro potenzialità. E’ vero, non giocano più con le bambole e si vestono come i giovani (in questo la responsabilità è dei genitori che già a due mesi li vestono come gli adulti), sono tecnologici, più spinti, ma se tutti gli educatori (intendo anche i genitori e gli insegnanti) e gli animatori riescono a dare loro gli stimoli giusti, forse siamo ancora in tempo a rendere migliore il futuro. Ti abbraccio e ti incito a non mollare mai con i tuoi ragazzi! Crediamoci!!! Baci.

    Rispondi

    • Deborath
      Mag 27, 2011 @ 10:15:46

      Cara Rita, è vero, siamo cambiati tutti, ma permettimi di dissentire su una cosa: non è vero che tutto dipenda solo dagli stimoli giusti, purtroppo… Credimi, io in quest’anno ho provato a cambiare approccio più volte, ho trattato argomenti diversi, ho fatto loro delle proposte per andar loro incontro e cercare di scoprire che cosa li interessasse per poter approfondire insieme gli argomenti che stavano loro a cuore ed il risultato qual è stato, secondo te????
      Quello che alla lezione conclusiva di catechismo hanno tranquillamente affermato che non abbiamo fatto niente in quest’anno, che non abbiamo trattato alcuna cosa, che le catechiste siamo tutte cattive e sempre arrabbiate e con il muso e chi più ne ha più ne metta….
      In realtà, abbiamo fatto un anno di catechismo molto intenso, siamo partiti dal film “Le cronache di Narnia” e da lì si è aperto il mondo, su tutti i libri della Bibbia, sui Sacramenti, sull’Eucaristia, sulla nascita della chiesa, sull’importanza della testimonianza e della missionarietà…
      Insomma, è inutile che ti stia qui a raccontare; il risultato è stato solo uno: NON ABBIAMO FATTO NIENTE IN TUTTO L’ANNO….
      E’ molto triste, sai? Ed è davvero difficile non scoraggiarsi in una situazione come questa…
      Ti abbraccio e a presto…

      Rispondi

      • Rita
        Mag 27, 2011 @ 11:53:01

        Ciao Deborath. Hai ragione: anche i nostri ragazzi non gradiscono “studiare”; se ci hai fatto caso, parlando di quelli del mio gruppo, non ho detto che abbiamo letto o parlato di argomenti. Essi sono stati parte attiva ed è questo che in un certo senso li ha entusiasmati. Pensa: sono stati quasi sempre presenti durante la catechesi dei bambini piccoli e li hanno aiutati a colorare, hanno cantato per fare imparare loro dei canti che conoscevano e poi… le coreografie dello spettacolo natalizio: le hanno inventate loro. Hanno imparato lavorando e soprattutto hanno preso gusto a stare insieme. Ogni occasione è buona per loro per correre in Oratorio e penso che questo sia un ottimo metodo per allontanarli dalla TV, dai PC e dalla solitudine. Non scoraggiarti Deborath e continua a seminare. Non saranno tutti frutti, ma sicuramente una buona parte ricorderà le belle cose che hai proposto. Io ci credo! Buon week end.

        Rispondi

        • Deborath
          Mag 27, 2011 @ 12:07:31

          Lo spero, Rita, credimi, lo spero…
          Comunque, noi non abbiamo l’oratorio e al catechismo dobbiamo insegnare loro le nozioni fondamentali: poichè abbiamo solo un’ora a disposizione alla settimana non possiamo far fare loro quello che fate voi, capisci che le esigenze sono diverse… E’ diverso fare catechismo dal fare attività di oratorio… All’oratorio si passano interi pomeriggi, si fanno attività diverse, si preparano spettacoli, si disegna, si colora, si canta, si balla, si gioca, si preparano spettacoli…
          In un’ora di catechismo tutto questo non si può fare, per cui, per forza devi concentrarti a trasmettere loro un minimo di nozioni cristiane e le attività manuali sono ridotte al minimo, purtroppo…
          E’ una cosa molto molto diversa, purtroppo…
          Comunque, stringo i denti e vado avanti, o almeno ci provo…
          Un abbraccio e grazie per l’incoraggiamento… 🙂

          Rispondi

  11. semprevento
    Mag 26, 2011 @ 16:23:56

    bellissimo post…
    sda un motivetto allegro ne esce fuori una malodia di pensieri veri.
    Ritrovo tante cose, tante parole che son legate l’una all’altra.
    E’ verissimo…i bambini sono cambiati, ma son cambiati perchè son cambiati i grandi. E’ cambiata la nostra vita….tutta in fretta e furia…
    Quando sara era piccolina, non guardava la tv, preferiva chiacchierare seduta sulle mie gambe…e poi diceva ” ancora” ed io per la centesima volta le raccontavo la stessa favola , la stessa storia…ma come capirai, avevo tempo. Sonstata con lei sino ai 4 anni…poi ho dovuto mandarla all’asilo con tanta tristezza\da\parte mia….quel senso di colpa che non ti lascia mai…
    Quel tempo passato con lei ha fatto si che Sara imparasse tanti vocavoli che a due anni son parole strane, e sulle loro labbra cosi piccoline diventano buffe.
    La maestra di Prima elementare notò subito in lei una dialettica diversa , “da Grande” e ne fu felice…le spiegai il motivo chiaramente….”dove non arrivano gli occhi arriva l’oercchio….”

    questo però fa capire che il tempo con i nostri bambini è importante,
    quello che noi gli trasmettiamo.A volte sento dire che non è tanto la quantità ma la qualità….in parte è vero…Ma la sera quando rientravo dopo 12 ore di lavoro, no era la stessa cosa , nonostante io mi sforzassidi essere la stessa mamma attenta….qualcosa sfuggiva sempre….
    Questo è il mio modesto parere.
    Dedicare quanto più possibile ai nostri figli…perchè i tempi son cambiati, la televisione è cambiata, i mass media son troppo colorati….
    si insegna al’asilo ad adoperare il pc….lo trovo troppo precoce come concetto .
    si mandano fuori casa come fosse uan liberazione non averli intorno….
    Non per tutti è così…certo che no….il mondo giovanile si divide in frange sempre più ben distinte..ognuno fa paret di un branco….
    è l’unione che fa la forza oggi..identificarsi in qualcuno o qualcosa al di fuori della famiglia porta un vento buono ma molto spesso porta venti di sconfitta.
    L’accettazione diventa sempre una manifestazione di violenza.

    Forse la cosa più bella che oggi vedo,. sono questi bambini tutti in fila che aspettano il pulmino della scuola….cinesini, indiani, africani, che giocano senza schemi ai soloiti giochini di figurine…ma son tanto piccoli….
    speriamo che cresano in un mondo migliore da quello che oggi l’uomo sta offrendo.

    ritornewrò caro Bel Sorriso….i tuoi amici e amiche avranno tanto da dire..ne son certissima…..
    il tuo è un post bellissimo.
    Bacio
    vento

    Rispondi

    • Deborath
      Mag 27, 2011 @ 10:09:19

      Carissima Vento, grazie infinite per questo spaccato di vita che mi hai donato: è una cosa così intima e bella e ti sono davvero grata per la tua testimonianza!!!
      E’ vero i tempi sono cambiati, la vita è molto più frenetica, ti spinge sempre a correre, a bruciare le tappe, ma così facendo ci si perde per strada le cose più belle, più autentiche ed importanti, facendo sì che tutto si disgreghi pian piano ed inesorabilmente…
      Sai, anche io sono figlia di lavoratori: sia mia mamma che mio papà erano insegnanti, eppure io non ricordo che ci abbiano mai trascurati da piccoli, si sono sempre occupati della nostra formazione, ci hanno sempre seguito nei compiti, controllavano sempre ciò che guardavamo o non guardavamo in tv e quando c’era la “signorina buonasera” che annunciava che il film era riservato ad un pubblico adulto bisognava andare a nanna e la mamma ci accompagnava, ci rimboccava le coperte e, dopo aver recitato le preghiere con noi, ci dava il bavio della buona notte e ci spegneva la luce…
      La giornata si concludeva così e l’indomani si era pronti per affrontarne un’altra che aveva sempre le stesse regole, le stesse attenzioni, la stessa cura…
      Oggi ognuno fa quel che vuole e, troppo spesso, sono i genitori a doversi piegare alla volontà dei loro figli, sono schiavi, non li sanno più gestire, non riescono ad essere modelli validi, perchè fin troppo spesso dicono una cosa ai figli e poi loro ne fanno un’altra o se danno una punizione, poi non la mantengono e così i ragazzi si sentono autorizzati a fare sempre, dovunque e comunque ciò che vogliono, senza controlli, senza freni, senza criteri nè metri di paragone!!!
      Questo fa spavento, perchè è chiaro che loro, non sapendo più scindere tra il bene e il male, sceglieranno sempre ciò che conviene a loro, ciò che fa più piacere (momentaneo, è vero, ma loro non se ne rendono conto)…
      Ci sarebbe tanto da dire, ci sarebbe da scrivere un trattato e questo non è il posto giusto per farlo: qui si danno solo piccole considerazioni, nella speranza che chi legge se ne possa rendere conto e possa correre ai ripari prima che sia TROPPO tardi, perchè tardi già lo è…
      Un bacio e grazie immensamente per la tua presenza qui…
      Ti voglio bene.

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: