La fitta coltre del silenzio

      
Oggi tutto il paese sembra avvolto da una fitta coltre di silenzio, è come se essa, come un pesante velo, si fosse adagiata sulle case, sugli alberi, sulle strade, sulle macchine, sulle persone, invadendo tutto, abbracciando tutto, mettendo a tacere tutto…
Intorno c’è solo vuoto e silenzio, le vie si sono spopolate, non c’è gente, non ci sono macchine, però è come se qualcosa di strano e un pò inquietante attraversasse tutto ciò che ci circonda… E’ un qualcosa di invisibile, ma che risulta essere quasi tangibile, così pesante e pregnante da poter essere quasi toccato… E’ un qualcosa che ti toglie le parole e anche le forze, un qualcosa che spinge le persone a sparire e a fargli spazio, quasi come se ti spingesse al muro e ti schiacciasse perchè ha diritto a passare ed occupare ogni spazio, ogni anfratto, ogni sperduto angolo nascosto: non c’è posto per noi oggi, non c’è spazio per le parole, persino i pensieri sembrano essere inchiodati e privati di ogni libertà…
C’è un’atmosfera strana oggi in questo paese che è diventato un paese fantasma…
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11 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Trackback: E così sono passati 4 anni… | I colori dell'anima
  2. Deborath
    Mag 22, 2010 @ 09:34:14

    Grazie mille Angelo, per le tue preghiere…Ieri sono stata al cimitero, era l\’onomastico del mio papà, e sono andata anche sulla tomba di questo ragazzo a lasciargli un pensiero e una preghiera…C\’erano così tanti fiori ed un grande senso di vuoto….

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  3. angelo
    Mag 21, 2010 @ 15:27:54

    SIAMO IN TERZA GIORNATAe sembra calato il sipario sulla scena straziante che ha visto il tuo paese in lutto e diviso,sui torti e le ragioni,come in una disputa calcistica.OGGI IL SIRACIDEci dà una mano ad elaborare il lutto:"16Figlio mio, se è morto qualcuno, piangi,mettiti a lutto e sfoga il tuo dolore;dagli sepoltura secondo le sue volontàe occupati anche della tua tomba.17Esprimi tutta la tua amarezza e il tuointenso dolore,conserva il lutto come si convienealmeno un giorno o due per evitarecritiche.Ma cerca di essere forte nel tuo dolore18Un lungo dolore provoca affannoe una profonda tristezza toglie le forze.19Ma anche la miseria provoca un lungodolore,e una vita di stenti è addiritturainsopportabile.20Tu però non abbandonarti alla tristezza,cerca di vincerla pensando al destino degliuomini21per non rovinare te stesso senza giovare achi è morto:non dimenticare che dalla morte non sitorna indietro.22Ricorda: "Il mio destino è uguale al tuo;oggi a me, domani a te".23Come il morto riposa,anche tu vivi tranquillo il suo ricordo;ora che il suo spirito è partito,trova conforto pensando a lui: " (Sircide 38).Naturalmente GESU\’ non è venuto a togliere o a cancellareciò che di saggio già si diceva nella tradizione ebraicama ha aperto orizzonti più vasti.L\’imminente PENTECOSTE è proprio la nuova fontana del villaggio globale:"Chi ha sete, venga e beva". (Giovanni 7,37)Qui l\’acqua è ancora gratuita.A noi di estendere la "RETE IDRICA" di città in villaggio,da appartamento in appartamento.Beve di Lui chi lo ama.Beve di Lui chi si disseta della Parola di Dio… E per la fame, s\’è fatto «Pane vivo che dà la vita al mondo (Gv 6,51.33).I resto evapora. A cominciare dalle parole di circostanza.L\’ETERNO RIPOSO,donagli, o Signore,e splenda a lui la Luce Perpetua.Riposi in pacenel nome di Cristo.Amen.

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  4. Deborath
    Mag 20, 2010 @ 11:20:30

    Sì, è vero, non le avevo mai sentite, nè lette da nessuna parte…Ti ringrazio di avermi fatto partecipe di questo urlo, trasformato in preghiera…:0)

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  5. angelo
    Mag 20, 2010 @ 07:26:19

    Cara Deborath, la tua mamma e il tuo papà ti coccolavano nella culla- non avevi ancora sei mesi -quando il Papa Paolo VI pronunciava in San Giovanni in Laterano queste aghiaccianti parole,alla presenza di migliaia di fedeli e di centinaia di politici di ogni estrazione.Io le ricordo benissimo perché udite alla televisione durante il rito funebre. Il Papa che aveva scritto di suo pugno “Agli Uomini delle Brigate Rosse”, ora parlava con Dio, senza nasconderGli la sua amara delusione.E mi è rimasto impresso il volto di Berlinguer che la telecamera frequentemente portava in primo piano…quasi icona dell\’uomo laico, altrettanto smarrito quanto l\’uomo di fede.Nessuno poteva immaginare che dalla bocca di un Pontefice potessero uscire simili audaci parole:" Ed ora le nostre labbra, chiuse come da un enorme ostacolo, simile alla grossa pietra rotolata all\’ingresso del sepolcro di Cristo, vogliono aprirsi per esprimere il «De profundis», il grido cioè ed il pianto dell\’ineffabile dolore con cui la tragedia presente soffoca la nostra voce. Signore, ascoltaci! E chi può ascoltare il nostro lamento, se non ancora Tu, o Dio della vita e della morte? Tu non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità di Aldo Moro, di questo Uomobuono, mite, saggio, innocente ed amico; ma Tu, o Signore, non hai abbandonato il suo spirito immortale, segnato dalla Fede nel Cristo,che è la risurrezione e la vita. Per lui, per lui. Signore, ascoltaci! Fa\’, o Dio, Padre di misericordia, che non sia interrotta la comunione che,pur nelle tenebre della morte, ancora intercede tra i Defunti da questa esistenza temporalee noi tuttora viventi in questa giornata di un sole che inesorabilmente tramonta. Non è vano il programma del nostro essere di redenti: la nostra carne risorgerà, la nostra vita sarà eterna ! Oh! che la nostra fede pareggi fin d\’ora questa promessa realtà. Aldo e tutti i viventi in Cristo, beati nell\’infinito Iddio, noi li rivedremo!Signore, ascoltaci! E intanto, o Signore, fa\’ che, placato dalla virtù della tua Croce,il nostro cuore sappia perdonare l\’oltraggio ingiusto e mortale inflitto a questo Uomo carissimoe a quelli che hanno subito la medesima sorte crudele; fa\’ che noi tutti raccogliamo nel puro sudario della sua nobile memoria l\’eredità superstitedella sua diritta coscienza, del suo esempio umano e cordiale, della sua dedizione alla redenzione civile e spirituale della diletta Nazione italiana! Signore, ascoltaci!"Al termine della preghiera, ascoltata dall\’Assemblea in silenzioso raccoglimento, Paolo VI sottolinea ancora la sua paterna partecipazione al dolore di tutti con le seguenti espressioni rivolte ai presenti in Basilica e a quanti altri seguono la celebrazione dalla piazza antistante o attraverso la radio e la televisione. "Prima che termini il rito di suffragio, nel quale abbiamo pregato per la pace eterna di questo nostro fratello, noi leviamo le braccia a benedire quanti sono presenti in questo Tempioo, non avendo potuto trovar posto entro le sue mura, sono restati nella piazza, ed ancora tutti quelli che,pur lontani, sono a noi uniti spiritualmente:in particolare intendiamo abbracciare con questo nostro gesto paterno anche quanti portano nel cuore strazio e dolore per qualche loro congiunto, vittima di simile efferata violenza. Anche per queste vittime si estende la nostra afflitta preghiera.Su tutti invochiamo, apportatrice di serenità e di speranza, la confortatrice assistenza del Signore".(LA PREGHIERA DEL SANTO PADRE PAOLO VI PER L\’ON. ALDO MOROSabato, 13 maggio 1978 )OGGI PER TEPER TUTTIE\’ IL GIORNO DELL\’AFFLITTA PREGHIERA.

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  6. Deborath
    Mag 19, 2010 @ 22:59:02

    Lo spero, credimi, soprattutto per quella madre e per quel padre che oggi erano curvi sotto il peso del loro dolore….Un abbraccio anche a te…

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  7. skay
    Mag 19, 2010 @ 21:56:13

    ……….si questi sono i momenti delle "nebbie", che inquietanti avvolgono uomini….alberi….strade… cose, anche se c\’è il sole non è il momento adatto per accorgersi che continua a splendere meraviglioso e che il ciclo della vita continua…..E\’ il momento che l\’uomo si ferma un attimo, deve fermarsi cercare il silenzio …… vuole capire……deve capireQuesta è la vita, cara Deborath, un viaggio verso …..quello che ognuno di noi cerca, magari delle risposte a domande impossibili.Ma è la vita stessa che ti fornisce risposte con il prenderti per mano ti invita ad alzarti ad uscire dal silenzio …dal gelo delle "nebbie" e il viaggio continua.Un abbraccio.

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  8. Deborath
    Mag 19, 2010 @ 20:33:25

    @ Donatella: Cara amica mia, purtoppo, questa volta non sono d\’accordo con te: io non credo che la realtà che ci circonda sia poi così tanto inanimata; mai come oggi, ad esempio, credo che la realtà, i muri, gli alberi, le strade, l\’intero paese abbia preso parte al dolore lacerante per la dipartita prematura di un ragazzo, morto in un incidente stradale… E\’ difficile oggi guardare in alto o all\’interno del mio cuore e riuscire a sorridere… Grazie, comunque, per il tuo commento ed il tuo tentativo di tirarmi un pò su…Ti abbraccio forte forte…@ Giuliano: Oggi c\’era il sole, a differenza dei giorni passati, eppure, neanche lui è riuscito a donarmi il sorriso e la spensieratezza che ricercavo giorni fa…Sono contenta che i miei post ti piacciano, anche se preferirei inserire più spesso cose allegre e gioiose…Un abbraccio anche a te…@ Lucetta: Mia cara amica, sei riuscita a cogliere nel segno tutto intero il senso di questo post…E\’ vero questo silenzio era preludio e realizzazione di qualcosa di brutto: la morte prematura di un ragazzo non è mai vissuta con gioia, nonostante la nostra fede, purtroppo; io non ci riesco proprio a gioire in questi casi… Grazie per la tua vicinanza e le tue parole…Ti abbraccio cara e a presto…

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  9. lucetta
    Mag 19, 2010 @ 20:10:56

    Forse perchè abito a Roma, città rumorosa e caotica anche se bella….adoro il silenzio. Nel silenzio trovo calma, serenità, pensieri buoni….Ma questo silenzio di cui parli…sembra preludio a qualcosa di brutto oppure partecipazione ad un dolore comune…!!!! Guarda in alto, e troverai uno spiraglio di luce, un motivo per non lasciarti invadere da questo silenzio paralizzante. Ciao Debby.

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  10. Unknown
    Mag 19, 2010 @ 18:11:56

    Ciao Deborath,vedi il paese come una terra bruciata dove non ci può difendere da nulla,scopri cenere nel tuo animo inquieto. E\’ la dimensione del grigio che vive ogni giorno e che si consuma nella tua anima. Ma se ti affacci anche solo alla finestra,come dice Donatella,puoi rimuovere questa fitta coltre di silenzio e di solitudine. Un raggio di sole riporta sempre il sereno e l\’ottimismo,Speriamo che con la speranza si vada avanti così. Metti dei bellissimi post,a cui rispondo sempre molto volentieri. Un carissimo saluto a te e a Donatella.

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  11. Donatella
    Mag 19, 2010 @ 13:12:50

    Cara Deborah, anche a me capita più volte di attraversare il paese e trovare dei punti stranamente vuoti e silenziosi:la stranezza e che sono proprio punti di passaggio e quindi solitamente molto trafficati.Se il mio animo è tranquillo ne gioisco, accarezzo il silenzio e la solitudine come un frammento di pace che presto svanirà e che perciò va goduto fino in fondo;se il mio animo è inquieto, silenzio e solitudine diventano così pesanti e angoscianti da appesantire perfino le pietre delle case e delle chiese e avvolgere tutto come nebbia.Questo mi fa pensare che oggettivamente la realtà che ci circonda non abbia nessun colore, nessun odore e nessun sapore.E\’la nostra mente, sono le nostre emozioni a dare un\’anima a tutto.Strano ma vero, siamo esseri fragili ma riusciamo ad animare perfino le pietre, perfino l\’aria che respiriamo, dando alla realtà di per sè priva di carattere un volto che ora è sereno, ora è tempestoso…Prova a cercare nel tuo cuore un motivo per sorridere e poi guarda fuori dalla finestra:i tuoi occhi scorgeranno sicuramente un raggio di sole che fende quella fitta coltre…Un abbraccio:-)

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