La vita è altro… purtroppo…

Stamattina cercavo disperatamente un’immagine colorata che mi potesse rimandare, mentalmente, alla primavera, viste le giornate piovose e tristi degli ultimi giorni e mi arrabbiavo perchè non riuscivo a trovare quello che mi aspettavo, quello che volevo, quello che potesse trasmettermi la gioia della vita che rinasce almeno aprendo il mio blog…
Poi ho lasciato perdere perchè dovevo uscire con mia mamma…
Al mercato ho appreso una notizia bruttissima, terribile, che di peggiori non ci possono essere: un ragazzo del mio paese aveva avuto un incidente stradale ieri e stanotte è morto in ospedale…
Mi sono sentita così stupida a rattristarmi per una giornata di pioggia, a dover cercare un’immagine su internet perchè mi trasmettesse un pò di entusiasmo quando, poi, in giro per il mondo la gente muore, ogni giorno, così, per caso….
E il dolore dilaga, si espande a macchia d’olio e tocca le famiglie, fratelli, sorelle, padri, madri, lacera irrimediabilmente il loro cuore, vela per sempre il loro sguardo, li schiaccia sotto un masso troppo pesante da portare fino agli ultimi giorni della loro vita…
Le nuvole incombono nere, minacciose e l’acqua continua a venir giù, come se il cielo prendesse parte al dolore per la morte prematura di un ragazzo partito per cercare lavoro e trovare la morte…
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17 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. sergiobaldin
    Mag 11, 2011 @ 12:21:52

    Eppure il dolore e la morte da sempre sono compagne fedeli della vita!
    Siamo noi che ce ne scordiamo e non facciamo nemmeno male a farlo, altrimenti vivremo una vita depressa e triste sempre in attesa del peggio.
    Però in un angolo della nostra mente e cuore dobbiamo aver sempre presente che le situazioni peggiori possano anche arrivarci vicine, per non farci travolgere oltre misura in quell’eventualità.
    Poi è a che rimane nel dolore che bisogna cercare di essere vicini, con la necessaria discrezione, ma anche con costanza, perchè spesso i momenti peggiori vengono in seguito, quando l’effetto emotivo è venuto meno e quando tutti se ne sono andati!
    Un abbraccio grande, ciao!

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    • Deborath
      Mag 12, 2011 @ 11:39:11

      Sono d’accordo Sergio: inun lutto il periodo peggiore non è quello iniziale, perchè nei primi periodi la casa è sempre piena di gente, c’è un viavai continuo, ti distrai, parli con qualcuno di varie cose, pensi ad altro…
      Ma, quando le visite cominciano a farsi sempre più rare, quando il vuoto diventa sempre più presente ed ingombrante, quando il peso sul cuore è tanto che non ti permette neanche di respirare, allora lì inizi a realizzare ed avviene il crollo emotivo vero e proprio…
      Ne so qualcosa, purtroppo, ne so qualcosa… 😦

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  2. Deborath
    Mag 20, 2010 @ 11:17:51

    Come risponderti se non con il ritornello del canto d\’ingresso di ieri?"Fammi credere, o Signore, che il dolore è forza per portare amore, là dove il futuro è chiuso alla speranza, dove l\’uomo cerca e non trova te."Ti abbraccio Angelo, immersa nella contemplazione del mistero…

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  3. angelo
    Mag 20, 2010 @ 07:35:45

    Deborath, io non ho ragione. Perché la mia mente si perde come la tuadavanti ai lutti, alle tragedie della natura, al dolore innocente, ma non solo…Per ognuno la propria sventura assume la fisionomia della fine del mondo.Epperò, la nostra preghiera di lamentazioneche chiama Dio nel banco degli imputati,è la sola che può farci udire nel martellante rumore della mente terrorizzatala Sua flebile voce:"Sarò con voi fino alla fine…"Tu ti stai facendo carico di questo doloreche è atroce nei suoi familiari.Davanti alla tomba dell\’amico Lazzaro anche Gesù ha pianto.E le parole delle sorelle lo hanno sconvolto:"Se tu fossi stato qui non sarebbe morto…."Il seguito lo conosci. E vale per ogni circostanza,questa compresa.Dopo la protesta – e Dio la desidera perché ci svuota il cuore dal legittimo rancore -ci è chiesto di adorare il Misteroche, per il momento, non ci viene svelato.Ed è qui che interverrà "LA SPERANZA contro ogni speranza":"…anche se morto, vivrà…"Perché mai diciamo migliaia di Ave Maria… nella vita?"…adesso e nell\’ora della nostra morte!"Lei è fedele agli appuntamenti.

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  4. Deborath
    Mag 19, 2010 @ 22:57:24

    Sì, hai ragione anche tu Skay, il tempo deve fare la sua parte…Però il dolore, seppur mitigato, farà sempre parte di te e il vuoto di una persona che non c\’è più non potrà mai essere colmato da niente e da nessuno….Un abbraccio e buona notte

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  5. skay
    Mag 19, 2010 @ 22:06:16

    In questo post leggo il dolore……..è qualcosa d\’incomprensibile, lo so, ma ci appartiene, dobbiamo farcene una ragione……….posso solo dirti che quando esso ci mette all\’ "angolo" meglio lasciarsi andare ….piangere…..gridare….qualsiasi sia la nostra reazione umana, la fitta non dura per sempre……il tempo la mitiga consola il cuore di chi soffre soprattutto s è il cuore trafitto di una mamma. Coraggio, Ciao e a presto

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  6. Deborath
    Mag 19, 2010 @ 20:22:28

    Sì, Angelo, tu hai ragione e ti chiedo scusa se sono stata odiosa nella mia precedente risposta…E\’ che tutto questo dolore mi fa così tanta rabbia!!!Vorrei urlare!!!Vorrei riuscire a tirare fuori tutto ciò che ho dentro…Non voglio prendermela con Dio, non ho intenzione di chiedergli dov\’era, nè se gli importa o non gli importa nulla…Quello che voglio fare è chiedergli aiuto per questa famiglia, per i genitori, affranti, voglio chiedergli di dar loro la forza necessaria ad affrontare tutto questo, di porgere loro sempre la mano, per evitare che cadano nel baratro più profondo…Non lo so, Angelo, so solo che una profonda tristezza mi assale e continuo a non capire il senso di tutto questo, il senso di questa vita…Ti voglio bene, comunque, e ti chiedo ancora scusa per prima…

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  7. angelo
    Mag 19, 2010 @ 18:21:20

    Capisco il tuo stato d\’animo, Deborath.Ma se le parole rimangono solo parole, tu cosa vorresti?Il silenzo?Forse oggi sarebbe l\’unica cosa ragionevole. Ma domani, dopodomani…?Il cardinale che ne ha viste e sentite tante di queste situazioni, parlando di persone che non avevano la sua stessa fede, ci dice una cosa confortevole, che ha del miracoloso: Dio si fa presente e sa suggerire quelle parole che a noi mancano:"Ma qui mi vengono in aiuto persone che ho incontratoe in cui ho sentito come una scaturigine misteriosa dentro, che li aiuta a guardare in faccia la sofferenza e la morte anche senza potersi dare ragione di ciò che seguirà. Vedo così che c’è dentro tutti noi qualcosa di quello che san Paolo chiama«SPERANZA CONTRO OGNI SPERANZA» (ivi, 4,17), cioè una volontà e un coraggio di andare avanti malgrado tutto,anche se non si è capito il senso di quanto è avvenuto. È così che molti uomini e donne hanno dato prova di una capacità di ripresache ha del miracoloso".Intendiamoci: non dico di andare a fare questi discorsi ai familiarima dobbiamo aiutarci a guardare con gli occhi di Dio.Vogliamo dirGli che è un duro, un insensibile?Allora mettiamolo sul banco degli imputati e diciamoglielo in faccia, chiaro e tondo: "Signore, dov\’eri…? Dormivi…? Non timporta…?"

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  8. Deborath
    Mag 19, 2010 @ 11:52:15

    @ Kathe: sì, è vero quello che dici…Dovremmo essere in grado di cogliere ogni giorno il dono della vita…@ Angelo: grazie per il tuo intervento, ma, purtroppo, per esperienza ti dico che nei momenti di dolore, purtroppo, queste rimangono solo parole e poco ti aiutano ad affrontare questo immane baratro… Perdona la tristezza della mia risposta…:0(

    Rispondi

  9. angelo
    Mag 19, 2010 @ 10:12:54

    Deborath, il Signore è appena asceso al cielo e gli angeli hanno detto ai presenti: "Perché ve state lì a guardare il cileo…Tornerà…"E\’ in arrivo la PENTECOSTE. Ma cosa mai potrà dire a chi è coinvolto in prima persona in questa morte accidentale e in mille altre siuazioni simili?Metto qui una riflesione del Card.Martini, in difficoltà anche lui quando si tratta di affrontare drammi esistenziali.Forse, dalle parole del Pastore, qualcosa possiamo ricavarne tutti, per non perderci negli sconfortanti luoghi comuni, dove la speranza sa di parola tecnica, molto astratta:(Card. C. M. Martini, La Pasqua dei deboli più forte della morte, 2007)Mentre il Natale evoca istintivamente l’immagine di chi si slancia con gioia (e anche pieno di salute) nella vita, la Pasqua è collegata con rappresentazioni più complesse. È una vita passata attraverso la sofferenza e la morte, una esistenza ridonata a chi l’aveva perduta. Perciò se il Natale suscita un po’ in tutte le latitudini, anche presso i non cristiani e i non credenti, un’atmosfera di letizia e quasi di spensierata gaiezza, la Pasqua rimane un mistero più nascosto e difficile. Ma la nostra esistenza, al di là di una facile retorica, si gioca prevalentemente sul terreno dell’oscuro e del difficile.Mi appare significativo il fatto che Gesù nel suo ministero pubblico si sia interessato soprattutto dei malati e che Paolo nel suo discorso di addio alla comunità di Efeso ricordi il dovere di «soccorrere i deboli». Per questo vorrei che questa Pasqua fosse sentita soprattutto come un invito alla speranza anche per i sofferenti, per le persone anziane, per tutti coloro che sono curvi sotto i pesi della vita, per tutti gli esclusi dai circuiti della cultura predominante, che è (ingannevolmente) quella dello “star bene” come principio assoluto. Vorrei che il senso di sollievo, di liberazione e di speranza che vibra nella Pasqua ebraica dalle sue origini ai nostri giorni entrasse in tutti i cuori.In questa Pasqua vorrei poter dire a me stesso con fede le parole di Paolo nella seconda lettera ai Corinti: «Per questo non ci scoraggiamo, ma anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne». (2Corinti 4,16-18). È così che siamo invitati a guardare anche ai dolori del mondo di oggi: come a «gemiti della creazione», come a «doglie del parto» (Romani, 8,22) che stanno generando un mondo più bello e definitivo, anche se non riusciamo bene a immaginarlo. Tutto questo richiede una grande tensione di speranza.Più difficile è però per me l’esprimere che cosa può dire la Pasqua a chi non partecipa della mia fede ed è curvo sotto i pesi della vita. Ma qui mi vengono in aiuto persone che ho incontrato e in cui ho sentito come una scaturigine misteriosa dentro, che li aiuta a guardare in faccia la sofferenza e la morte anche senza potersi dare ragione di ciò che seguirà. Vedo così che c’è dentro tutti noi qualcosa di quello che san Paolo chiama «speranza contro ogni speranza» (ivi, 4,17), cioè una volontà e un coraggio di andare avanti malgrado tutto, anche se non si è capito il senso di quanto è avvenuto. È così che molti uomini e donne hanno dato prova di una capacità di ripresa che ha del miracoloso. Si pensi a tutto quanto è stato fatto con indomita energia dopo lo tsunami del 26 dicembre di due anni fa o dopo l’inondazione di New Orleans. Si pensi alle energie di ricostruzione sorte come dal nulla dopo la tempesta delle guerre.È così che la risurrezione entra nell’esperienza quotidiana di tutti i sofferenti, in particolare dei malati e degli anziani, dando loro modo di produrre ancora frutti abbondanti a dispetto delle forze che vengono meno e della debolezza che li assale. La vita nella Pasqua si mostra più forte della morte ed è così che tutti ci auguriamo di coglierla”. In questa Pasqua vorrei poter dire a me stesso con fede le parole di Paolo nella seconda lettera ai Corinti: «Per questo non ci scoraggiamo, ma anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne». (2Corinti 4,16-18). È così che siamo invitati a guardare anche ai dolori del mondo di oggi: come a «gemiti della creazione», come a «doglie del parto» (Romani, 8,22) che stanno generando un mondo più bello e definitivo, anche se non riusciamo bene a immaginarlo. Tutto questo richiede una grande tensione di speranza.Più difficile è però per me l’esprimere che cosa può dire la Pasqua a chi non partecipa della mia fede ed è curvo sotto i pesi della vita. Ma qui mi vengono in aiuto persone che ho incontrato e in cui ho sentito come una scaturigine misteriosa dentro, che li aiuta a guardare in faccia la sofferenza e la morte anche senza potersi dare ragione di ciò che seguirà. Vedo così che c’è dentro tutti noi qualcosa di quello che san Paolo chiama «speranza contro ogni speranza» (ivi, 4,17), cioè una volontà e un coraggio di andare avanti malgrado tutto, anche se non si è capito il senso di quanto è avvenuto. È così che molti uomini e donne hanno dato prova di una capacità di ripresa che ha del miracoloso. Si pensi a tutto quanto è stato fatto con indomita energia dopo lo tsunami del 26 dicembre di due anni fa o dopo l’inondazione di New Orleans. Si pensi alle energie di ricostruzione sorte come dal nulla dopo la tempesta delle guerre.È così che la risurrezione entra nell’esperienza quotidiana di tutti i sofferenti, in particolare dei malati e degli anziani, dando loro modo di produrre ancora frutti abbondanti a dispetto delle forze che vengono meno e della debolezza che li assale. La vita nella Pasqua si mostra più forte della morte ed è così che tutti ci auguriamo di coglierla.

    Rispondi

  10. kathe
    Mag 19, 2010 @ 08:48:25

    anche a me succede. Puntualmente quando mi rattristsco per qualcosa. Succede qualcosa di veramente grave da farmi sentire un ingrata. :/ dovremmo essere in grado di vedere il dono della vita ogni giorno… senza questi avvenimenti. :/

    Rispondi

  11. Deborath
    Mag 19, 2010 @ 08:13:25

    Sai, Giuliano, è davvero molto difficile riuscire a farsi una ragione se ti muore un figlio di 30 anni in un incidente stradale, come è successo nel mio paese, o a causa di un attentato, come è successo qualche giorno fa a due dei nostri soldati impegnati in una missione di pace…E\’ un dolore lacerante, straziante, è un macigno sul cuore che non riuscirai a mandare via neppure in un momento stupendo della tua vita… Il tuo viso, i tuoi sorrisi futuri, i tuoi occhi saranno sempre velati da un\’ombra di tristezza che farà sempre parte di te… Il vuoto lasciato da quella persona non potrà mai più essere colmato, la depressione che si impadronirà di te, sarà con te per sempre, anche se diventerà latente con il passare del tempo, tu sai che sarà sempre lì, in agguato, nascosta dietro un cespuglio, ma pronta a rispuntare in un momento banale di difficoltà, in un momento di piccolo sconforto. Diventerà la tua spaventosa compagna di viaggio per sempre, non te ne libererai mai più, neanche volendo e pur lottando contro di lei con tutte le tue forze… Non si guarisce da questo male oscuro, purtroppo, non si guarisce mai e te lo dice una che ne ha fatto esperienza, purtroppo…Un abbraccio, Giuliano, e perdona il mio pessimismo…

    Rispondi

  12. Unknown
    Mag 19, 2010 @ 06:59:44

    Ci sono momenti del non senso della nostra vita,momenti di angoscia che ci impediscono di tenere accanto dolcezza equilibrio serenità,tutto ciò che svela la nostra vita,il respiro profondo della felicità che non riusciamo a raggiungere. Che la vita sia un qualcosa di imprevedibile per noi si sa,e che non c’è essere umano che non versi lacrime. Si sa che condividiamo inquietudini e delusioni,mementi di sconforto e di consolazione. Io non trovo che sia irrilevante cercare di sollevare il nostro animo nei momenti di tristezza. È vero che dobbiamo gettare lo sguardo più in là, a quelle sofferenze che trafiggono le nostre anime,e certo ci addolora apprendere fatti come questi. Ma tutto fa parte del cammino della vita,qualcosa che ci tocca profondamente accade tutti i giorni,ed è bene ricordarcelo. Il dolore penetra in tutte le famiglie,dobbiamo poi farcene una ragione. Buona giornata Deborath,ti abbraccio.

    Rispondi

  13. Deborath
    Mag 18, 2010 @ 20:43:13

    Sì, è vero Donatella, hai ragione ed è davvero bello il commento che mi hai lasciato…Ti ringrazio infinitamente per la tua presenza costante e per la dolcezza con cui ti rivolgi a me…Ti mando un bacio grosso grosso…A presto…

    Rispondi

  14. Donatella
    Mag 18, 2010 @ 20:12:34

    Pensa, cara Deborah…a volte mi sento in colpa quando chiedo al Signore di darmi un pò di gioia…perchè mi viene subito in mente quello che dici tu:ogni giorno, ogni attimo, in un angolo di mondo, mentre io mi lamento ci sono esseri viventi che soffrono davvero.Chi sono e cosa ho fatto io per meritare di più di loro?Anche il rattristarci per cose irrilevanti è una grande tentazione…che dobbiamo scacciare con la preghiera…ringraziando il Signore per quello che ci dà…e chiedendo pace e sollievo per tutti quelli che sono nella prova…E forse questo, dolce amica mia, potrà riportare il sole nelle nostre giornate:sorridere alla vita e pregare affinchè tutti possano sorridere insieme a noi.Un bacio con tanto affetto

    Rispondi

  15. Deborath
    Mag 18, 2010 @ 17:51:03

    Ciao Ele, sì, sono d\’accordo con te: dobbiamo davvero vivere la vita giorno per giorno, rendendoci conto che la nostra esistenza è solo un soffio, che oggi ci siamo e domani non si sa… Se solo riflettessimo su questo anche un minuto ogni giorno e non solo nelle tragedie, impareremmo a vivere meglio di certo…Grazie per il pensiero di pregare per tutte queste famiglie colpite da tragedie, è molto bello da parte tua…Ricambio il tuo abbraccio con affetto…A presto, cara…

    Rispondi

  16. ゚・❤ Ele
    Mag 18, 2010 @ 16:50:16

    e\’ la vita… ogni giorno ragazzi, bambini muoino lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di chi li amava……alle volte noi stupidamente siamo tristi perchè piove o che so per altre stupidate e non ci rendiamo conto che invece dobbiamo ringraziare Dio che ci tiene ancora in vita noi e le persone che più amiamo a questo mondo……Tesorina, cerchiamo di vivere questa vita attimo dopo attimo dimostrando alle nostre amate persone il bene che gli vogliamo…. Pregherò che Dio posso consolare e dare serenità a quella famiglia e a tutte le famiglie che si trovano in lutto, o in qualsiasi altro problema insuperabile….Ti mando un forte abbraccio, piccola stellina

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