Il caldo tepore delle coperte

Mi ritrovo spesso a riflettere sulla morte, può sembrare stano per una persona giovane, ma è così, è stato sempre così per me e, a seconda del periodo che vivo e dello stato d’animo, ho delle sensazioni diverse circa questo evento che potrebbe apparire tragico. La maggior parte delle volte quando penso a lei, ci penso con grande spavento e terrore, mi immagino lì, chiusa in una bara che mi impedisce di respirare, ma poi, razionalmente, mi rendo subito conto che è un’assurdità, eppure la prima cosa che mi viene in mente è il senso di soffocamento…
Altre volte penso a lei come una liberazione dalla gabbia del mio corpo, che spesso e volentieri trascino a fatica, come se fosse un pesante sacco di patate che mi impedisce di librarmi leggera nell’aria e di poter guardare tutto dall’alto, convinta che niente e nessuno potrà mai più scalfire la mia anima…
Altre volte ancora ho un’immagine ben diversa ed è quella che veramente preferisco, quella più dolce che mi infonde coraggio e mi fa stare bene:

      

immagino che la sensazione che si possa provare veramente, tornando finalmente alla casa del Padre, dalla quale abbiamo avuto origine, è quella che ti dà il rimetterti a letto in un freddo mattino di gennaio dopo esserti alzata un attimo di corsa per andare in bagno…
Avete presente quel dolce tepore che ti avvolge dalla testa ai piedi e tu sei cosciente di tutto ciò, percepisci quel calore che teneramente ti fa sentire amata, coccolata, che ti fa sentire come se fossi ritornata nel grembo materno, avvolta interamente dal liquido nel quale ti sei formata sin dal primo istante della tua vita?
La morbidezza, la tenerezza, il calore e la luce, una grande luce che avvolge te e le tue sensazioni e sai che sarà così per sempre: nè troppo caldo, nè troppo freddo, ma una dolce sensazione di serenità e pace che sai che durerà per sempre…
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15 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Insolit@
    Apr 13, 2013 @ 07:26:32

    Si dice che moriamo ogni giorno per giungere alla nascita di una nuova vita, dovrebbe essere un pensiero consolatorio…eppure temiamo quel giorno…eppure a questa vita siamo affezionati. E credo che sia umano e giusto…ricordo una bellissima citazione, non ricordo di chi, ma è stata ripresa anche in una canzone di Vecchioni, che dice che sino alla fine coltiviamo la speranza di vedere crescere l’ulivo piantato in vecchiaia…e credo che sia questa speranza, questo attaccamento alla vita che renda la morte dolce. Una vita spesa sino alla fine per “consegnare alla morte una goccia di splendore”.

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 13, 2013 @ 12:40:02

      L’attaccamento alla vita…
      Sai, io non so se sia questo a rendere dolce la morte: a volte si è così tanto attaccati a questa vita da perdere di vista il fatto che qui siamo solo di passaggio, e allora ci si arroga il diritto di essere cattivi, di fare del male, di umiliare la gente, di mortificare chi ci sta di fronte…
      Forse, alcune persone potrebbero essere diverse se solo si rendessero conto che il nostro è solo un viaggio su questa terra e che, quindi, vale la pena cercare di vivere in serenità ed armonia con tutto ciò che ci circonda… 🙂

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  2. Trackback: E così sono passati 4 anni… | I colori dell'anima
  3. Deborath
    Dic 26, 2011 @ 21:51:16

    Il mio amico Enzo mi scrive su fb: “Grazie. Ho visto il blog, finalmente. Di recente ho sognato che ero in una casa sconosciuta e antica e le porte si aprivano da sole scricchiolando… Ho cominciato a dire ad alta voce che si trattava di un fantasma e l’ho sfidato ad apparire. Il fantasma apparve e si presentò come Erasmo da Rotterdam, ma si presentò soprattutto per convincermi e dimostrarmi con la sua solita ironia che i veri fantasmi sono i cosiddetti vivi, mi ha convinto in sogno che io ero il fantasma e non lui che era morto. Con ciò il fantasma da Rotterdam mi riportava ancora una volta al rapporto sulle realtà illusorie e su come la realtà fatta di res, di cose e di atomi sia essa stessa illusoria tanto quanto il sogno, illusorie le sue gioie e i suoi dolori… Forse non c’è davvero nessuna morte, perché l’anima è immortale e forse il vero distacco dell’anima è la nascita, il momento in sui si separa dalla sua natura suprema e dalla sua sede suprema per entrare in quella cher noi buddhisti chiamiamo Maya, il velo che copre i nostri occhi e ci illude che la “realtà sia quella che si vede”. E allora l’unica sofferenza della morte riguarda questi atomi che compongono i nostri corpi, atomi che temono il ,loro disgregarsi e trasmettono alla nostra anima angoscia, agonia come lotta e opposizione alla morte… Mentre in realtà la morte è vita e la vita è morte per l’anima, o almeno così parlò Zarathustra… Di tute le immagini che tu indichi la mia preferita è quel guardare tutto dall’alto, ma non solo le cose della terra, anche e soprattutto le cose celesti, le realtà sottili e invisibili… Mi piacerebbe che dopo la morte ci fosse una seconda vita, fatta di creazione, desideri, battaglie,. vittorie, speranze, in una dimensione sottile ed eterna. Il paradiso piatto nel canto e nella contemplazione mi angoscia più di tutto: lo trovo rovinoso e orribile più dello stesso inferno. Mi piacerebbe una divinità stimolante, preferirei donna e non uomo, simpatica, che ogni tanto litigasse con noi angeli, ci facesse incazzare, facesse pace, creasse schemi variopinti e paesaggi e impegni da portare a termine. Ecco mi piacerebbe diventare angelo di una divinità femminile e celeste che mi mandasse in missione su galassie oggi irraggiungibili, a contemplaere paesaggi nuovi e nuovi scenari celesti e spirituali…”

    Rispondi

    • Deborath
      Dic 26, 2011 @ 21:53:36

      Ho chiesto a lui di riportare il commento qui, ma non so se lo farà e, nel dubbio, l’ho riportato io perchè fb è sempre così veloce, così passeggero…
      Lascia sempre scappare via tutto e, dopo pochissimi giorni, se non ore, non riesci più a ritrovare nulla…
      Ci tenevo tanto ad avere qui questa sua risposta e, nel caso, dovesse decidere di fare lui il copia e incolla, toglierò il mio, naturalmente…
      Grazie, Enzo di essere passato… 🙂
      Un bacio…

      Rispondi

    • ゚・❤ EleOnora ❤・゚
      Dic 27, 2011 @ 08:00:12

      ora, ti auto.-commenti?????
      cosa devo vedere 😛 😛

      Rispondi

      • Deborath
        Dic 27, 2011 @ 09:25:02

        Edddddddddaiiiiiiiiii, Eleeeeeee!!!!!!
        Ma non hai letto?????
        Enzo mi aveva lasciato questo commento su fb e sarebbe andato perso… Non volevo che finisse nel dimenticatoio e l’ho riportato qui!!!!!
        Se non ci credi puoi anche verificare su fb!!!!!
        Cattivaaaaaa!!!!! 😦
        A Natale sono tutti più buoni, solo tu rimani cattivaaaaaa!!!!!!!!!!!!!! 😦
        Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

        Rispondi

        • ゚・❤ EleOnora ❤・゚
          Dic 28, 2011 @ 07:24:26

          MA certo che ho letto ghhghghghghhghghghg
          mi piace prenderti in giro 😛
          comunque…. voglio la certezza di questo Enzo…
          e, poi IO?????? dovrei esser buona a Natale?????????????
          MAIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII……. resto coerente tutto l’anno 😛 😛 😛
          PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR

          Rispondi

  4. sergiobaldin
    Apr 05, 2011 @ 08:00:57

    L’esistenza della morte penso sempre sia una realtà che ci rende tutti uguali, a prescindere dal ruolo che abbiamo nella vita, nel bene o nel male.
    E’ misericordioso che non ci venga concesso di sapere quando e come questa avverrà, almeno finchè siamo in salute, meglio ancora se in giovane età.
    Pensare a come potrebbe avvenire può aiutare all’accettazione, se la morte non ci coglierà improvvisamente e senza cognizione del suo accadere.
    Credo che la preghiera che abbiamo tutti imparato per prima sia quella che ci venga concessa una buona morte, sopratutto una morte che ci conceda l’opportunità di affrontarla nella migliore predisposizione dell’anima.
    Per questo è sempre un dolore aggiuntivo quello delle morti improvvise, specie per incidente, che colpiscono tanti nostri giovani, che forse pensano a tutt’altro che essere preparati all’incontro col Padre.
    Ma forse ho rovinato l’immagine che tu ti eri fatta.
    Ciao dolcissima Debby, ti voglio bene!

    Rispondi

    • Deborath
      Apr 05, 2011 @ 21:34:40

      No, Sergio, figurati!!!
      Non mi hai rovinato l’immagine che mi ero fatta… Infatti, preferisco continuare a vedere la morte in questo modo, pur diapiacendomi molto per tutti i giovani che ogni fine settimana perdono la vita, schiantandosi dopo aver bevuto come spugne…
      Non vedo rosa tutto il mondo, ma determinate idee preferisco tenermele care…
      Un abbraccio, caro Sergio e a presto…
      Grazie ancora per i tuoi tanti commenti che mi fanno sempre molto felice… 🙂

      Rispondi

  5. ゚・❤ EleOnora ❤・゚
    Mar 22, 2011 @ 21:09:21

    wow… stanotte ho sognato che andavo a scegliere la bara, perchè sapevo di dover morire a breve… ero, con mia mamma e le dicevo : ” mi raccomando qualcosa di semplice e non troppo costoso ”
    ed ero felice… di tutto questo 😀 😀

    Rispondi

    • Deborath
      Mar 22, 2011 @ 21:55:23

      Oddio, Ele, che sogno orribile!!!!
      Però, forse, ti sei allungata gli anni in questo modo, o almeno così si dice da noi: se sogni che muore qualcuno gli allunghi gli anni… 🙂
      Quindi stai tranquilla, ne hai di strada da fare ancora, mia dolce mammina… 🙂

      Rispondi

  6. Deborath
    Mar 04, 2010 @ 08:57:23

    Grazie Angelo di aver commentato questo post: con mio grande rammarico non lo aveva fatto nessuno…Perciò sono stata molto contenta di leggere anche il tuo pensiero a riguardo…Per quanto riguarda le "coincidenze", poi, se così le vogliamo chiamare, non so che dirti e non so se siano coincidenze, so solo che io non sapevo assolutamente nulla di questo giorno e di questa data… Non lo so, tutto è un mistero per me… Mah…

    Rispondi

  7. angelo
    Mar 03, 2010 @ 22:30:25

    Sì, Ti dirò confuso:"Padre, ho peccato!" (Lc.15,18 ss.)E quando mi vedrai tornare,commosso,mi verrai incontro.Mi abbraccerai e coprirai di bacie fattomi indossare l\’ abito più bellomi metterai l\’ anello al dito.Ero per tecome se fossi mortoed ora son tornato in vita;ero perdutoe Tu m\’ hai ritrovato.Padre,già presagisco la tua gioia. A. N.Grazie Deb per l\’opportunità di volare alto. Volevo farti notare la data di composizione de "IL CALDO TEPORE DELLE COPERTE": 28 Novembre. – Per la Liturgia Ambrosiana, festa di San Giovanni di Dio.- Per la Liturgia dei FBF, Traslazione delle reliqie del Santo Patriarca nell\’attuale Basilica di Granada.Una casuale coincidenza? Probabile.

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